Regione Lombardia, mobilità esterna per 9 posti: aperto l'avviso pubblico con scadenza a maggio 2026
La Giunta regionale cerca personale qualificato tramite passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni. Tra i profili richiesti, lo Specialista tecnico. Sedi di lavoro a Milano e Bergamo.
- Il nuovo avviso di mobilità della Regione Lombardia
- Cosa prevede il bando: posti, profili e sedi
- Requisiti richiesti per partecipare
- Come candidarsi: procedura e scadenze
- La selezione: colloquio e criteri di valutazione
- Il quadro normativo: l'articolo 30 del D.Lgs. 165/2001
- FAQ – Domande frequenti
Il nuovo avviso di mobilità della Regione Lombardia
Regione Lombardia torna a cercare personale. Con il decreto dirigenziale n. 4578 del 10 aprile 2026, l'ente ha ufficialmente indetto un avviso pubblico di mobilità esterna per la copertura di 9 posti attraverso il meccanismo del passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinato dall'art. 30, comma 1, del D.Lgs. 165/2001.
Si tratta di una procedura che non prevede un concorso tradizionale, ma si rivolge esclusivamente a dipendenti già in servizio presso altre pubbliche amministrazioni, pronti a trasferirsi nella macchina amministrativa regionale lombarda. Una scelta coerente con il Piano dei fabbisogni del personale della Giunta e con le linee guida interne approvate nel 2022 dall'Unità Organizzativa Organizzazione e Personale.
L'avviso è stato pubblicato il 13 aprile 2026 e resterà aperto fino al 13 maggio 2026 alle ore 12:00. Un mese esatto, dunque, per presentare la propria candidatura.
Cosa prevede il bando: posti, profili e sedi
La procedura mira a reclutare complessivamente 9 unità di personale con profili professionali diversi. Tra le figure espressamente ricercate figura lo Specialista tecnico (posizione T.01), per il quale è prevista la copertura di almeno 1 posto.
Le sedi di destinazione indicate nell'avviso sono:
- Milano
- Bergamo
- Altre sedi sul territorio della Lombardia
Un elemento significativo: la distribuzione su più sedi provinciali conferma la volontà della Regione di rafforzare la propria presenza operativa non solo nel capoluogo, ma anche nelle strutture periferiche. Per chi lavora già nel pubblico impiego in Lombardia o nelle regioni limitrofe, si tratta di un'opportunità concreta di ricollocazione senza perdere anzianità di servizio né diritti maturati.
Requisiti richiesti per partecipare
Trattandosi di una procedura di mobilità volontaria esterna, il requisito fondamentale e imprescindibile è essere dipendenti a tempo indeterminato di una pubblica amministrazione, così come definita dall'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001.
Stando a quanto generalmente previsto per questo tipo di selezioni presso Regione Lombardia, i candidati dovranno verosimilmente soddisfare anche i seguenti criteri:
- Essere inquadrati in una categoria giuridica e profilo professionale equivalente a quello del posto da ricoprire
- Non avere procedimenti disciplinari in corso né sanzioni superiori al rimprovero verbale negli ultimi due anni
- Possedere il nulla osta dell'amministrazione di provenienza al trasferimento, oppure impegnarsi a ottenerlo in tempi utili
- Essere in possesso dei titoli di studio richiesti per il profilo specifico — nel caso dello Specialista tecnico, è ragionevole attendersi la richiesta di una laurea in discipline tecniche (ingegneria, architettura, scienze ambientali o affini)
Per i dettagli puntuali su ciascun profilo, è indispensabile consultare il testo integrale dell'avviso pubblicato sul portale ufficiale di Regione Lombardia.
Come candidarsi: procedura e scadenze
La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro e non oltre il 13 maggio 2026, ore 12:00. Superato questo termine, nessuna candidatura potrà essere accettata.
La procedura di candidatura, in linea con la progressiva digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana, avviene di norma attraverso il portale istituzionale di Regione Lombardia o tramite le piattaforme dedicate al reclutamento regionale. È consigliabile:
- Verificare la disponibilità di credenziali SPID, CIE o CNS per l'accesso ai servizi online
- Preparare in anticipo la documentazione richiesta: curriculum vitae aggiornato, copia del documento d'identità, attestazione dell'inquadramento contrattuale attuale, eventuali titoli e certificazioni
- Controllare che il proprio profilo professionale sia coerente con la posizione per cui ci si candida (nel caso specifico, la posizione T.01 – Specialista tecnico)
Il codice identificativo della procedura è REG_LOM_2026_MOB_9POSTI_T01: un riferimento utile da annotare per ogni comunicazione con l'ente.
La selezione: colloquio e criteri di valutazione
La procedura selettiva prevede un colloquio. Non si tratta quindi di prove scritte o test a risposta multipla, ma di un confronto diretto con una commissione esaminatrice che valuterà le competenze professionali, l'esperienza maturata e la motivazione del candidato.
Questo tipo di selezione, tipico delle procedure di mobilità, consente all'ente di verificare in modo approfondito la corrispondenza tra il profilo del candidato e le esigenze organizzative della struttura ricevente. È lecito attendersi domande su:
- Competenze tecniche specifiche legate al ruolo
- Esperienza lavorativa pregressa nella pubblica amministrazione
- Conoscenza del contesto istituzionale regionale
- Motivazioni alla base della richiesta di trasferimento
La data e le modalità del colloquio saranno comunicate ai candidati ammessi secondo le tempistiche indicate nell'avviso.
Il quadro normativo: l'articolo 30 del D.Lgs. 165/2001
Vale la pena ricordare il contesto giuridico in cui si inserisce questa procedura. L'articolo 30 del Testo Unico sul Pubblico Impiego (D.Lgs. 165/2001) disciplina la cosiddetta mobilità volontaria, ovvero il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse. Si tratta di uno strumento che il legislatore ha voluto privilegiare rispetto al concorso pubblico in determinate circostanze, proprio per favorire la razionalizzazione delle risorse umane nel settore pubblico.
Le amministrazioni, prima di bandire nuovi concorsi, sono infatti tenute a verificare la possibilità di coprire i posti vacanti attraverso la mobilità. Un principio ribadito più volte dalla giurisprudenza amministrativa e che Regione Lombardia applica seguendo le linee guida interne approvate con il decreto n. 15322 del 26 ottobre 2022.
Per i dipendenti pubblici che desiderano cambiare ente senza affrontare le incognite di un concorso, la mobilità rappresenta una via percorribile e, in molti casi, vantaggiosa: si mantiene l'inquadramento giuridico ed economico, si conserva l'anzianità e si evitano periodi di interruzione del rapporto di lavoro.
FAQ – Domande frequenti
Chi può partecipare a questa procedura di mobilità?
Possono candidarsi esclusivamente i dipendenti a tempo indeterminato di pubbliche amministrazioni ai sensi dell'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001. È necessario essere inquadrati in un profilo professionale e una categoria giuridica compatibili con il posto messo a bando. I lavoratori del settore privato o i dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato non possono partecipare.
Qual è la scadenza per presentare domanda?
La domanda deve essere inoltrata entro il 13 maggio 2026 alle ore 12:00. Si raccomanda di non attendere l'ultimo giorno per evitare problemi tecnici legati alla piattaforma di candidatura. L'avviso è stato pubblicato il 13 aprile 2026.
Dove si trovano le sedi di lavoro?
Le sedi indicate nell'avviso sono Milano e Bergamo, con possibili destinazioni anche in altre località del territorio lombardo. L'assegnazione definitiva della sede dipenderà dalle esigenze organizzative della Regione e dal profilo specifico per cui si è selezionati.
In cosa consiste la prova di selezione?
La selezione avviene tramite colloquio. Non sono previste prove scritte. La commissione valuterà competenze tecniche, esperienza professionale, conoscenza del contesto amministrativo regionale e motivazione al trasferimento. Le date dei colloqui saranno comunicate successivamente alla scadenza del termine per le candidature.
Serve il nulla osta dell'amministrazione di appartenenza?
Sì. Per perfezionare il trasferimento tramite mobilità volontaria è necessario ottenere il nulla osta da parte dell'ente di provenienza. In fase di candidatura potrebbe essere sufficiente dichiarare la disponibilità a ottenerlo, ma il rilascio effettivo è condizione imprescindibile per il completamento della procedura. È consigliabile avviare per tempo l'interlocuzione con la propria amministrazione.