INAF Trieste, concorso per ricercatore in astrofisica: 36 mesi sul Cosmic Redshift Drift
L'Osservatorio Astronomico di Trieste cerca un incaricato di ricerca per il programma sul Sandage Test. Domande entro il 3 giugno 2026.
- Un posto da ricercatore all'Osservatorio di Trieste
- Il programma di ricerca: il Sandage Test del Cosmic Redshift Drift
- Dettagli del bando
- Requisiti richiesti
- Come candidarsi
- Retribuzione e durata dell'incarico
- Domande frequenti (FAQ)
Un posto da ricercatore all'Osservatorio di Trieste
L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha pubblicato un bando per il conferimento di un incarico di ricerca presso l'Osservatorio Astronomico di Trieste, una delle strutture più prestigiose del panorama astrofisico italiano e internazionale. Un solo posto disponibile, trentasei mesi di contratto, un tema di frontiera: il Sandage Test del Cosmic Redshift Drift.
La selezione, codice 2026INAFINCRIC-OAT-Sandage-003, è stata bandita il 4 maggio 2026 e resterà aperta fino al 3 giugno 2026. Si tratta di una procedura per titoli ed eventuale colloquio — formula ormai consolidata nell'ambito delle selezioni INAF per posizioni a tempo determinato nel comparto ricerca.
Per chi lavora nel campo della cosmologia osservativa o dell'astrofisica extragalattica, è un'opportunità che merita attenzione.
Il programma di ricerca: il Sandage Test del Cosmic Redshift Drift
Il nome del progetto rimanda a uno degli esperimenti più ambiziosi della cosmologia moderna. Il Sandage Test — dal nome dell'astronomo americano Allan Sandage, che lo propose nel 1962 — mira a misurare direttamente l'espansione dell'Universo osservando la variazione nel tempo del redshift cosmologico di sorgenti lontane. Non si tratta di inferire l'accelerazione cosmica da indicatori indiretti (come le supernovae di tipo Ia o la radiazione cosmica di fondo), ma di coglierla "in tempo reale", seppur su scale temporali di anni o decenni.
È un test concettualmente semplice ma tecnicamente estremo, che richiede strumentazione spettroscopica di precisione senza precedenti. Progetti come ANDES (ArmazoNes high Dispersion Echelle Spectrograph), previsto per l'Extremely Large Telescope (ELT) dell'ESO, puntano proprio a rendere possibile questa misura. L'Osservatorio di Trieste, con la sua lunga tradizione nella spettroscopia astronomica e il coinvolgimento in collaborazioni internazionali di primo piano, rappresenta un ambiente naturale per questo tipo di indagine.
Il ricercatore selezionato lavorerà dunque su un programma che si colloca al crocevia tra cosmologia teorica, sviluppo strumentale e analisi dati di nuova generazione.
Dettagli del bando
Ecco il quadro sintetico delle informazioni essenziali:
- Ente banditore: Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
- Sede di servizio: Osservatorio Astronomico di Trieste (Friuli Venezia Giulia)
- Codice bando: 2026INAFINCRIC-OAT-Sandage-003
- Figura ricercata: Incaricato di ricerca — Fascia 2
- Numero di posti: 1
- Durata dell'incarico: 36 mesi
- Tipo di selezione: per titoli ed eventuale colloquio
- Data di pubblicazione: 4 maggio 2026
- Scadenza per la presentazione delle domande: 3 giugno 2026, ore 23:59
- Retribuzione annua lorda: 28.000 euro
La classificazione in Fascia 2 colloca l'incarico nel segmento degli assegni e contratti di ricerca destinati a profili con esperienza post-dottorale, stando alla struttura retributiva e contrattuale adottata dall'INAF per gli incarichi di ricerca.
Requisiti richiesti
Il bando ufficiale, consultabile sul portale INAF, specifica nel dettaglio i requisiti di ammissione. In linea generale, per le selezioni INAF relative a incarichi di ricerca di Fascia 2, i candidati devono possedere:
- Dottorato di ricerca (o titolo equivalente conseguito all'estero) in astrofisica, fisica, cosmologia o discipline affini
- Competenze specifiche coerenti con il programma di ricerca — in questo caso, è ragionevole attendersi che vengano valutate esperienze in cosmologia osservativa, spettroscopia ad alta risoluzione, analisi di dati astronomici e/o modellistica cosmologica
- Pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali peer-reviewed
- Conoscenza della lingua inglese, requisito di fatto imprescindibile nella comunità astrofisica
La valutazione avverrà sulla base dei titoli presentati (curriculum, pubblicazioni, esperienze di ricerca). Il colloquio, qualora previsto, servirà ad approfondire le competenze scientifiche e la motivazione del candidato rispetto al progetto.
Per i requisiti puntuali e le eventuali clausole di esclusione si rimanda alla lettura integrale del bando sul sito INAF.
Come candidarsi
La domanda di partecipazione deve essere presentata entro il 3 giugno 2026. La procedura segue le modalità indicate nel bando ufficiale, accessibile al seguente indirizzo:
🔗 Pagina ufficiale del bando sul sito INAF
Di norma, le candidature per posizioni INAF vengono gestite attraverso il portale dedicato dell'Istituto, dove è necessario:
- Registrarsi sulla piattaforma (se non già in possesso di credenziali)
- Compilare il modulo di domanda online, inserendo i dati anagrafici e il percorso accademico-scientifico
- Allegare la documentazione richiesta, che tipicamente comprende:
- Curriculum vitae dettagliato
- Elenco delle pubblicazioni
- Copia del titolo di dottorato o dichiarazione sostitutiva
- Eventuali lettere di referenza o altri documenti specificati dal bando
- Inviare la domanda entro i termini previsti
È fondamentale verificare sul bando ufficiale le modalità esatte di trasmissione, poiché eventuali irregolarità formali possono comportare l'esclusione dalla selezione.
Retribuzione e durata dell'incarico
L'incarico prevede una retribuzione annua lorda di 28.000 euro per una durata complessiva di 36 mesi. Si tratta di un importo in linea con gli standard INAF per la Fascia 2, anche se il dibattito sulla competitività delle retribuzioni nella ricerca pubblica italiana — rispetto ai benchmark europei — resta un tema aperto e ricorrente.
Va detto che lavorare all'Osservatorio Astronomico di Trieste offre un valore aggiunto che va oltre la cifra contrattuale: accesso a infrastrutture di ricerca di livello mondiale, inserimento in reti scientifiche internazionali e prossimità a istituzioni come la SISSA e l'ICTP, che rendono il capoluogo giuliano uno dei poli scientifici più vivaci d'Italia.
Domande frequenti (FAQ)
Qual è la scadenza per presentare domanda?
La scadenza è fissata al 3 giugno 2026, ore 23:59. Le domande pervenute oltre questo termine non saranno prese in considerazione. È consigliabile non ridursi all'ultimo giorno, per evitare problemi tecnici legati alla piattaforma.
Il colloquio è obbligatorio per tutti i candidati?
No. La procedura è definita "per titoli ed eventuale colloquio". Questo significa che la commissione valuterà in prima battuta i titoli presentati e potrà decidere di convocare a colloquio solo alcuni candidati — o anche nessuno, qualora la graduatoria risulti sufficientemente definita sulla base della sola valutazione documentale. Le modalità precise sono specificate nel bando.
Possono candidarsi ricercatori con dottorato conseguito all'estero?
Sì. Le selezioni INAF sono aperte a candidati in possesso di titoli di studio conseguiti all'estero, purché riconosciuti equivalenti al dottorato di ricerca italiano secondo la normativa vigente. È opportuno verificare nel bando le eventuali procedure di equipollenza o dichiarazione di valore richieste.
Qual è la sede di lavoro e sono previste trasferte?
La sede di servizio è l'Osservatorio Astronomico di Trieste, situato nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia. Eventuali trasferte — per osservazioni, conferenze o collaborazioni — dipendono dalla natura del progetto e dalle disposizioni dell'ente. La ricerca in ambito cosmologico spesso prevede periodi di lavoro presso osservatori o istituzioni partner.
Come si colloca questa posizione nel sistema contrattuale INAF?
Gli incarichi di ricerca INAF sono contratti a tempo determinato disciplinati dal regolamento interno dell'Istituto, suddivisi in fasce retributive. La Fascia 2, con una retribuzione di 28.000 euro lordi annui, è generalmente destinata a ricercatori post-doc con alcuni anni di esperienza. Non si tratta di un rapporto di lavoro subordinato equiparabile al ruolo di ricercatore a tempo determinato (RTD) delle università, ma di un contratto di ricerca con caratteristiche proprie, regolato dalla normativa degli enti pubblici di ricerca.