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Supporto psicologico online per studenti: tra elogi e critiche, il dibattito sulla salute mentale a scuola
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Supporto psicologico online per studenti: tra elogi e critiche, il dibattito sulla salute mentale a scuola

L'iniziativa del voucher per incontri con psicologi online divide politici ed esperti: il nodo degli sportelli psicologici nelle scuole

Supporto psicologico online per studenti: tra elogi e critiche, il dibattito sulla salute mentale a scuola

Indice dei paragrafi

  • Introduzione: Emergenza benessere psicologico tra i giovani
  • L’iniziativa del voucher per il supporto psicologico agli studenti
  • Il ruolo degli psicologi online nella scuola
  • Le reazioni del mondo politico: elogi e perplessità
  • Pd e la richiesta di psicologi presenti in sede: sportelli vs soluzioni digitali
  • Benessere psicologico degli adolescenti: priorità e criticità
  • I limiti dell’approccio digitale: fattori relazionali e accessibilità
  • La voce degli esperti: efficacia e potenzialità dell’intervento
  • Le prospettive degli studenti e delle famiglie
  • Il futuro del supporto psicologico nella scuola italiana
  • Esperienze internazionali a confronto
  • Conclusioni: verso una cultura della salute mentale condivisa

Introduzione: Emergenza benessere psicologico tra i giovani

Negli ultimi anni, la salute mentale degli studenti, in particolare degli adolescenti, è diventata tema centrale nel dibattito pubblico e oggetto di numerose iniziative istituzionali. In un contesto segnato da stress scolastico, isolamento sociale e incertezza sul futuro, il benessere psicologico degli adolescenti rappresenta una vera e propria priorità per le famiglie e la scuola.

Secondo dati recenti, cresce il numero di giovani che manifestano sintomi di ansia, disagio o disturbi comportamentali. Il sistema scolastico si ritrova quindi ad affrontare una nuova emergenza: garantire strumenti efficaci di supporto psicologico agli studenti. In quest’ottica, si inserisce il recente provvedimento che offre un voucher di 250 euro per cinque incontri di psicologia online rivolto agli studenti tra i 13 e i 15 anni. Una misura che – se da una parte viene accolta favorevolmente da alcuni esperti – non manca di sollevare critiche e dubbi, soprattutto dal mondo politico.

L’iniziativa del voucher per il supporto psicologico agli studenti

Il nuovo servizio, presentato come iniziativa di sostegno psicologico a scuola e rivolto in particolare agli studenti delle scuole medie, prevede l’erogazione di un voucher di 250 euro. Questo voucher consente a ogni studente di accedere a cinque incontri con psicologi online, con l’obiettivo di offrire uno strumento immediato e facilmente fruibile per affrontare le difficoltà emotive e comportamentali.

Il servizio si rivolge a una fascia d’età particolarmente sensibile ai cambiamenti legati alla crescita e alla complessità delle relazioni scolastiche e familiari. L’idea di poter incontrare psicologi online a scuola nasce proprio dall’esigenza di superare le barriere – logistiche, culturali ed economiche – che spesso impediscono agli adolescenti e alle loro famiglie di accedere a un supporto professionale qualificato.

L’iniziativa punta a:

  • Ridurre lo stigma legato alla richiesta di aiuto psicologico;
  • Abbattere i costi dei servizi specialistici;
  • Favorire la tempestività degli interventi;
  • Promuovere una cultura del benessere mentale fin dalla giovane età.

Il ruolo degli psicologi online nella scuola

Lo strumento del voucher e l’erogazione delle consulenze in modalità digitale rientrano nella più ampia tendenza a integrare la tecnologia nell’offerta di servizi socio-educativi. Gli psicologi online per studenti consentono di:

  • Raggiungere utenti su tutto il territorio nazionale;
  • Ridurre i tempi di attesa rispetto agli sportelli tradizionali;
  • Offrire flessibilità nella prenotazione degli appuntamenti;
  • Adattare i percorsi ai bisogni personali degli studenti.

Inoltre, l’utilizzo di piattaforme digitali permette di superare lo scoglio della distanza e di assicurare privacy e riservatezza, aspetti particolarmente sentiti tra i giovanissimi.

Tuttavia, la modalità telematica solleva interrogativi sulla qualità della relazione d’aiuto e sulla possibilità di intercettare segnali di disagio profondo che potrebbero emergere più facilmente nel rapporto diretto e continuativo con lo psicologo.

Le reazioni del mondo politico: elogi e perplessità

La presentazione del provvedimento ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana, ha elogiato l’iniziativa, definendola "un segnale importante di attenzione al benessere psicologico degli studenti". L’opportunità di coinvolgere figure professionali qualificate e di offrire uno strumento concreto per il supporto psicologico degli adolescenti rappresenta, per Gulino e altri esperti, un passo nella giusta direzione.

Dall’altro, le critiche non sono mancate. Esponenti del Partito Democratico, come Irene Manzi e Ilenia Malavasi, hanno sottolineato che la presenza fisica degli psicologi a scuola sarebbe molto più efficace della semplice attivazione di "app" o servizi telematici. Le parlamentari del Pd hanno chiesto che il finanziamento venga utilizzato per aprire sportelli psicologici fisici nella scuola e non per soluzioni digitali distanti dalla realtà quotidiana degli studenti.

Pd e la richiesta di psicologi presenti in sede: sportelli vs soluzioni digitali

Le rappresentanti Pd, tra cui Irene Manzi e Ilenia Malavasi, sostengono che parlare con uno psicologo in presenza resti la modalità più efficace. Gli sportelli psicologici a scuola – luoghi fisici in cui gli studenti possono recarsi spontaneamente – vengono considerati dagli esperti del Pd come l'unico vero strumento inclusivo e di prossimità.

Secondo le due deputate, la scelta di puntare su incontri virtuali annulla la dimensione relazionale e fiduciaria che si crea con uno psicologo conosciuto di persona, presente stabilmente nell’istituto. Manzi e Malavasi hanno commentato: “Non ha senso investire risorse in app mentre la presenza fisica di psicologi nelle scuole potrebbe davvero fare la differenza nella prevenzione e nell’intercettazione precoce del disagio”.

La richiesta è quindi chiara: potenziare le risorse per attivare e mantenere sportelli di psicologia presenti nelle sedi scolastiche, prevedendo la collaborazione continuativa di professionisti che diventino punti di riferimento per studenti, docenti e famiglie.

Benessere psicologico degli adolescenti: priorità e criticità

La centralità del tema è ormai innegabile. Gli ultimi studi sul benessere psicologico degli adolescenti dimostrano che scuola e famiglia rappresentano i principali contesti di emersione delle fragilità emotive. Lo stress legato alla prestazione, il cyberbullismo, le difficoltà relazionali e l’incertezza rispetto al domani alimentano stati ansiosi e depressive tra i più giovani.

Interventi di supporto psicologico per studenti, soprattutto se tempestivi e mirati, possono ridurre il rischio di cronicizzazione del malessere e prevenire fenomeni di abbandono scolastico o isolamento sociale. La presenza di un referente psicologico a scuola facilita inoltre il dialogo interno alla comunità educativa, responsabilizzando anche il personale docente verso il tema del benessere mentale.

Malgrado ciò, i dati sulla diffusione di sportelli nei vari istituti restano tutt’altro che confortanti, a causa dell’assenza di risorse strutturali e della disomogeneità territoriale.

I limiti dell’approccio digitale: fattori relazionali e accessibilità

L’erogazione online dei servizi psicologici dedicati agli studenti solleva alcuni dubbi, tra cui:

  • Difficoltà di instaurare una relazione terapeutica reale, spesso mediata dallo schermo;
  • Rischio di dispersione e abbandono, per mancanza di un contesto fisico e ritualità della visita;
  • Problemi di accesso per alcune famiglie, in particolare quelle prive di dispositivi, connessioni adeguate o privacy domestica;
  • Minore attenzione alle dinamiche scolastiche di gruppo, che emergono più facilmente nel rapporto diretto tra studente e psicologo in sede.

Non bisogna sottovalutare quanto la costruzione della fiducia e l’accompagnamento nei processi di crescita richiedano contatto umano e continuità, elementi difficilmente replicabili nella relazione a distanza prevista dagli incontri online.

La voce degli esperti: efficacia e potenzialità dell’intervento

Secondo il parere di Maria Antonietta Gulino, la digitalizzazione del primo contatto psicologico non può sostituire l’efficacia delle relazioni dirette, ma va tuttavia considerata come strumento utile a intercettare un maggior numero di richieste di aiuto, soprattutto in quelle aree dove la presenza stabile di psicologi non è sempre garantita.

Gli esperti sottolineano anche il valore dell'intervento precoce: un percorso breve, discreto e accessibile può rappresentare la "porta d’ingresso" verso forme più strutturate di presa in carico. Il rischio, tuttavia, è di limitarsi a risposte "pericolosamente superficiali" se non integrate in una strategia di lungo termine che punti a integrare reale presenza a scuola con offerte digitale per allargare la platea degli utenti.

Tra le migliori pratiche citate:

  • Offerta blended, con qualche incontro in presenza e altri da remoto
  • Formazione degli insegnanti all’ascolto attivo
  • Forme di collaborazione con servizi territoriali e consultori

Le prospettive degli studenti e delle famiglie

Tra i destinatari principali della misura spiccano proprio loro: gli studenti ed i loro genitori. La reazione dei ragazzi è varia, tra desiderio di anonimato, timore dello stigma e bisogno di una figura adulta di riferimento. Se da una parte la possibilità di accedere a uno psicologo tramite "app" o piattaforme online risulta pratica (meno "imbarazzante", facilmente fruibile anche da chi non vuole esporsi), dall’altra molti manifestano il bisogno di una maggiore presenza, ascolto e personalizzazione, garantite solo da un servizio in sede.

I genitori riconoscono il valore degli strumenti digitali, ma chiedono che la scuola non abbandoni la sua funzione di presidio sociale: “Lo psicologo a scuola è fondamentale – commenta la madre di una studentessa – perché riesce a vedere i nostri figli nel loro contesto di vita quotidiana. Verrà mai intercettata la loro sofferenza su uno schermo?”.

Il futuro del supporto psicologico nella scuola italiana

Alla luce delle richieste degli studenti e delle famiglie, emerge la necessità di una strategia mista che non escluda né l’offerta online né la presenza attiva degli psicologi a scuola. Un modello integrato potrebbe potenziare l'azione preventiva, favorire l’accessibilità e promuovere un benessere psicologico diffuso, valorizzando sia la dimensione digitale sia quella relazionale.

I principali nodi da sciogliere riguardano:

  • La formazione degli psicologi scolastici
  • La stabilizzazione delle risorse dedicate
  • L’uniformità dell’offerta su tutto il territorio nazionale
  • Il monitoraggio degli esiti e dell’impatto sugli studenti

Esperienze internazionali a confronto

Guardando ai modelli esteri, spiccano alcune buone pratiche:

  • In Francia, gli psicologi sono inseriti stabilmente nell’organico scolastico, con sportelli in presenza in ogni istituto.
  • In Spagna, la consulenza psicologica è erogata in modalità mista.
  • Nei Paesi Bassi, esistono percorsi digitali ma sempre in rete con il territorio e la scuola.

Queste esperienze dimostrano che l’integrazione tra presenza e digitale offre maggiori chance di successo, a patto di investire sulla formazione e sull’adeguamento delle strutture scolastiche.

Conclusioni: verso una cultura della salute mentale condivisa

Il caso del voucher per psicologi online per studenti rilancia il nodo della salute mentale a scuola come urgenza collettiva. È necessario che le istituzioni ascoltino le richieste di studenti, famiglie e operatori, garantendo che il supporto psicologico non sia una misura accessoria ma parte strutturale dell’educazione pubblica.

Occorre unire risorse economiche e competenze professionali, valorizzando lo psicologo presente a scuola ma senza rinunciare alle potenzialità delle nuove tecnologie. Solo così si potrà costruire una scuola “sicura”, capace di prevenire il disagio e di attivare percorsi di crescita individuale e collettiva.

In definitiva, la scommessa è su una cultura della salute mentale a scuola, fatta di presenza, ascolto e innovazione. Perché solo una scuola che cura anche il benessere psicologico sarà davvero in grado di preparare cittadini consapevoli, liberi e solidali.

Pubblicato il: 8 febbraio 2026 alle ore 12:22

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

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