Sostegno Infanzia: Boom di Iscrizioni al Sud nelle GPS 2026
Indice
- Introduzione
- Le GPS 2026 per il sostegno infanzia: quadro generale
- Distribuzione geografica delle iscrizioni: il divario Nord-Sud
- Approfondimento: la Campania e la Sicilia dominano la scena
- Lombardia e il Nord: iscrizioni al minimo
- Analisi per provincia: ecco dove si concentrano gli aspiranti
- Fattori che influenzano la distribuzione geografica
- Tendenze e prospettive per il futuro della GPS sostegno infanzia
- Impatti sulle scuole e necessità di intervento
- Sintesi e riflessioni finali
Introduzione
Nel panorama scolastico italiano, il tema del sostegno all’infanzia rappresenta una priorità assoluta, soprattutto in vista dell’inclusione e del supporto agli alunni con bisogni educativi speciali. Con la pubblicazione dei dati sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026 dedicate al sostegno nella scuola dell’infanzia, emergono tendenze e dinamiche territoriali significative. Secondo l’elaborazione del nostro Centro studi, i dati ufficiali depurati dalle duplicazioni ministeriali restituiscono una fotografia dettagliata e aggiornata: 27.382 aspiranti iscritti a livello nazionale.
Questo dato quantitativo, però, nasconde differenze profonde tra le varie aree geografiche del Paese. Sud e Isole si confermano protagoniste con numeri importanti, mentre il Nord mostra segnali di stanchezza e un minor appeal verso questa professione. Analizziamo nel dettaglio cosa dicono i dati, le implicazioni per il sistema scolastico e quali sfide si profilano all’orizzonte.
Le GPS 2026 per il sostegno infanzia: quadro generale
Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze scuola infanzia rappresentano, ormai, uno degli strumenti principali per il reclutamento dei docenti a tempo determinato specializzati in sostegno. Dal 2020 le GPS sono diventate uno snodo essenziale nella governance del personale scolastico, agendo da bacino di reclutamento anche per le supplenze fino al 31 agosto o al termine delle attività didattiche.
Nel 2026, l’attenzione è stata puntata sulle iscrizioni per il sostegno infanzia: una categoria particolarmente delicata, dove il supporto docenti non è semplicemente un aiuto, ma un diritto inalienabile per garantire pari opportunità ai più piccoli. Iscrizioni sostegno scuola infanzia risultano dunque indicative della percezione di questa professione, delle tendenze formative, e dei fabbisogni effettivi del territorio.
I principali dati nazionali sono:
- 27.382 aspiranti iscritti per il sostegno infanzia su base nazionale
- Iscritti prevalentemente concentrati nelle regioni del Sud, con oltre 10.000 candidature complessive tra Campania e Sicilia
- Nord e alcune aree del Centro registrano numeri molto più contenuti
Questa impostazione delinea i confini di un fenomeno complesso.
Distribuzione geografica delle iscrizioni: il divario Nord-Sud
Uno degli aspetti più evidenti e, in un certo senso, problematici dell’attuale sessione di iscrizioni GPS 2026 è la forte asimmetria tra Nord e Sud. I numeri parlano chiaro:
- Campania e Sicilia superano i 5.000 iscritti ciascuna, assorbendo da sole circa il 40% degli aspiranti a livello nazionale.
- Lombardia, la regione più popolosa d’Italia, si attesta di poco sopra i 1.000 iscritti.
- Alcune Regioni come Friuli Venezia Giulia, Liguria e Molise contano meno di 250 iscritti ciascuna.
- La provincia di Napoli registra un vero e proprio boom con oltre 3.700 aspiranti, mentre Roma si ferma poco sopra 1.300.
Questa ripartizione richiama la storica tendenza degli ultimi anni della scuola italiana: maggior disponibilità di aspiranti al Sud, minore domanda ed engagement al Nord. Le cause sono molteplici e spaziano dai diversi contesti socio-economici fino alle aspettative di stabilità lavorativa e alle politiche di reclutamento.
Approfondimento: la Campania e la Sicilia dominano la scena
Analizzando nel dettaglio l’elenco delle iscrizioni per provincia e regione, si nota che Campania e Sicilia guidano nettamente la classifica delle regioni per numero di candidati al sostegno infanzia nelle graduatorie supplenze scuola. Entrambe superano la soglia simbolica dei 5.000 iscritti, risultato che le colloca nettamente davanti a tutte le altre realtà territoriali.
Focus sulla Campania
La Campania si conferma il vero motore del reclutamento per il sostegno infanzia nel Sud. La provincia di Napoli con i suoi 3.700 iscritti supera ampiamente tutte le altre province italiane, seguita da Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. Qui agiscono fattori storici, culturali e sociali: una forte domanda di inserimento lavorativo nella scuola, una popolazione giovane particolarmente orientata allo studio pedagogico e alle lauree affini, e una presenza significativa di corsi universitari dedicati al sostegno.
Focus sulla Sicilia
La Sicilia non è da meno: oltre 5.000 iscritti sono distribuiti tra Palermo, Catania, Messina e le altre province. Anche in questo caso, la pressione sociale per trovare un impiego stabile nel settore pubblico, unita a una tradizione formativa radicata, spinge sempre più giovani (e non solo) a iscriversi alle GPS sostegno infanzia.
Questo squilibrio, peraltro, influisce anche sui flussi migratori interni di docenti: spesso chi si iscrive in Sicilia o Campania, negli anni, cerca commissariati o assegnazioni in altre regioni quando il contingente delle supplenze si esaurisce.
Lombardia e il Nord: iscrizioni al minimo
Se il Sud offre una fotografia di grande vivacità, il Nord Italia esprime una situazione di parziale disimpegno nei confronti del sostegno infanzia. Le principali regioni settentrionali come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte non raccolgono numeri paragonabili a quelli campani o siciliani; anzi, in alcuni casi, il numero di candidati è inferiore anche a quello di singole province meridionali.
- In Lombardia, regione che ospita le più grandi città italiane e la maggiore popolazione scolastica, il dato si attesta poco sopra i 1.000 aspiranti, una cifra che non sembra sufficiente a coprire le richieste effettive di personale specializzato.
- In Friuli Venezia Giulia, Liguria e Molise il quadro è ancora più ridotto: meno di 250 iscritti ciascuna.
Questo fenomeno è da tempo oggetto di dibattito anche nelle aule parlamentari e nei tavoli regionali, dove si cercano soluzioni per incentivare le carriere legate al sostegno soprattutto nelle regioni settentrionali. A contribuire al trend negativo sono:
- Maggiori opportunità alternative di lavoro rispetto al settore scolastico
- Investimenti privati e pubblici distribuiti diversamente
- Maggiore movimento migratorio di docenti dal Sud verso il Nord
Analisi per provincia: ecco dove si concentrano gli aspiranti
Oltre alle fotografie generali per regione, i dati provincia per provincia offrono uno spaccato ancora più preciso sulla distribuzione degli aspiranti sostegno per provincia.
Ecco alcune delle province più rappresentative:
- Napoli: oltre 3.700 iscritti
- Palermo, Catania, Messina: dati oltre i 1.000 iscritti ciascuna
- Roma: poco sopra 1.300 iscritti
- Caserta, Salerno, Avellino: dati consistenti in linea con la media campana
- Torino, Milano, Bologna, Firenze: andamento molto contenuto sia in valore assoluto sia relativo
Al contrario, nelle province del Nord-Est alcune realtà non raggiungono nemmeno la soglia di 100 iscritti, a conferma di un divario che appare strutturale e difficilmente superabile senza interventi mirati.
Fattori che influenzano la distribuzione geografica
La marcata differenza nelle tendenze iscrizioni GPS Nord Sud trova spiegazioni in diversi fattori:
- Opportunità lavorative alternative: nel Nord Italia, specie nelle grandi città, le possibilità di impiego fuori dal comparto scuola sono più ampie e spesso economicamente più remunerative.
- Percezione della professione: al Sud il lavoro pubblico è ancora sinonimo di stabilità e sicurezza sociale, mentre al Nord il settore scolastico può apparire meno attrattivo.
- Offerta formativa: la presenza di più corsi e percorsi professionalizzanti per il sostegno nelle università del Mezzogiorno facilita le iscrizioni.
- Mobilità dei docenti: chi consegue un titolo nelle regioni meridionali poi spesso cerca incarichi in altre regioni, soprattutto quando le possibilità di assunzione locali si esauriscono.
Inoltre, la scelta della provincia in cui iscriversi è spesso condizionata da strategie individuali, dal passaparola tra colleghi, e dalle aspettative sulle future disponibilità di posti.
Tendenze e prospettive per il futuro della GPS sostegno infanzia
L’attuale quadro delle statistiche GPS scuola 2026 suggerisce alcune probabili evoluzioni:
- Il Sud continuerà a essere il bacino principale di aspiranti per la scuola dell’infanzia e per il sostegno, almeno fino a quando il comparto pubblico resterà trainante nell’economia locale.
- Il Nord rischia un ulteriore svuotamento di candidature, con conseguente difficoltà di copertura dei posti nelle aree svantaggiate o isolate.
- Potrebbero aumentare le azioni mirate dal Ministero per attrarre nuovo personale verso le province meno appetibili, magari attraverso incentivi economici o percorsi agevolati.
- Sarà necessario un continuo monitoraggio dei posti disponibili sostegno infanzia, con attenzione ad aggiornare procedure, modalità di iscrizione e di valutazione dei titoli.
Impatti sulle scuole e necessità di intervento
I dati sulle iscrizioni sostegno scuola infanzia hanno riflessi molto concreti sulla gestione delle scuole:
- Nel Nord Italia diversi istituti lamentano già ora difficoltà crescenti a coprire le cattedre di sostegno, con il rischio di lasciare scoperti alunni fragili e studenti con bisogni educativi speciali.
- Nel Sud, invece, l’offerta supera spesso la domanda, con conseguente grande competitività tra gli iscritti e lunghe attese prima di ottenere supplenze.
- Le differenze nella qualità della formazione, e nei percorsi di accesso al sostegno, rischiano di accentuare il divario educativo tra le aree italiane.
Proposte di intervento
Tra le possibili soluzioni individuate dagli esperti e dai sindacati figurano:
- Incentivi economici extra per chi accetta incarichi fuori regione o in province carenti
- Maggiore uniformità e semplificazione nei percorsi di riconoscimento dei titoli
- Potenziamento dell’offerta universitaria e dei corsi di formazione specifici nelle aree oggi meno coperte
- Programmi di orientamento e supporto per i giovani laureati verso le carriere educative e della scuola
Sintesi e riflessioni finali
L’edizione 2026 delle GPS scuola infanzia per il sostegno fissa ancora una volta una frattura strutturale tra Nord e Sud, specchio di dinamiche storiche, culturali ed economiche profonde del nostro Paese. Mentre Campania e Sicilia trainano la classifica delle iscrizioni, il Nord fatica a coinvolgere e trattenere nuovi aspiranti.
Questa situazione impone una riflessione urgente e condivisa tra istituzioni centrali, autonomie locali, università e rappresentanze sindacali, per garantire un sistema educativo davvero inclusivo, in cui la qualità del servizio non dipenda dalla latitudine geografica.
Chiudiamo con alcuni dati chiave come monito e stimolo per il futuro:
- 27.382 iscritti totali nel 2026 per il sostegno scuola infanzia
- Circa il 40% da sole due regioni: Campania e Sicilia
- Alcune province del Nord ancora sotto quota 250 iscritti
Il buon funzionamento della scuola dell’infanzia passa anche dalla capacità di rinnovare e rendere attrattivo il mestiere del docente di sostegno, partendo da una seria programmazione a livello nazionale e locale. I numeri sono incontrovertibili: ora servono idee, coraggio e strategie per il futuro della scuola italiana.