- La nota del 25 marzo: cosa prevede
- Composizione delle commissioni: presidente esterno e commissari
- Domande dal 26 marzo al 13 aprile: modalità e scadenze
- Obbligo di servizio: cosa rischiano i docenti che non aderiscono
- Il quadro normativo e le novità rispetto agli anni precedenti
- Domande frequenti
Si apre ufficialmente la stagione della maturità 2026. Con la nota emanata oggi, 25 marzo, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha definito nel dettaglio le modalità di formazione delle commissioni per l'esame di Stato 2025/2026, fissando tempi stretti per la presentazione delle candidature: si parte domani, 26 marzo, e si chiude il 13 aprile.
Una circolare attesa, che arriva in un periodo dell'anno scolastico in cui le segreterie sono già alle prese con numerosi adempimenti amministrativi. Il documento chiarisce composizione, requisiti e procedure per la nomina dei commissari, ribadendo un principio cardine: partecipare alle commissioni d'esame non è facoltativo, ma un obbligo di servizio.
La nota del 25 marzo: cosa prevede
Stando a quanto emerge dal documento ministeriale, la nota disciplina l'intero iter di formazione delle commissioni, dalla presentazione delle istanze fino alla nomina definitiva. Il provvedimento si rivolge a dirigenti scolastici, docenti a tempo indeterminato e determinato, personale in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
L'obiettivo dichiarato è garantire il corretto funzionamento degli esami su tutto il territorio nazionale, evitando le criticità che negli anni passati hanno talvolta rallentato le operazioni di composizione delle commissioni, soprattutto nelle aree dove il numero di candidati disponibili risulta più esiguo.
Chi ha seguito le procedure dello scorso anno ricorderà le dinamiche legate alla Maturità 2025: Scadenze e Procedure per la Convalida delle Domande: la struttura di fondo resta simile, ma ogni anno la circolare aggiorna dettagli operativi e tempistiche.
Composizione delle commissioni: presidente esterno e commissari
La struttura confermata per la maturità 2026 prevede, per ciascuna classe, una commissione così composta:
- Un presidente esterno, scelto tra dirigenti scolastici e docenti con determinati requisiti di anzianità e servizio;
- Due commissari esterni, provenienti da istituti diversi rispetto a quello del candidato;
- Due commissari interni, individuati tra i docenti del consiglio di classe.
Questa formula mista, ormai consolidata dopo le sperimentazioni del periodo pandemico, punta a bilanciare la conoscenza diretta del percorso formativo degli studenti, garantita dai membri interni, con l'imparzialità e la terzietà assicurata dai componenti esterni.
Va ricordato che il presidente ha un ruolo cruciale: coordina i lavori, vigila sulla regolarità delle operazioni e interviene in caso di controversie. Non un compito meramente burocratico, dunque, ma una responsabilità sostanziale.
Domande dal 26 marzo al 13 aprile: modalità e scadenze
Il calendario è definito con precisione. Le istanze di nomina potranno essere presentate a partire da domani, 26 marzo, e la finestra si chiuderà il 13 aprile 2026. Meno di tre settimane, quindi, per completare la procedura.
Il personale scolastico interessato dovrà utilizzare esclusivamente i modelli digitali predisposti dal Ministero. Niente più moduli cartacei o invii via PEC: la piattaforma telematica è l'unico canale ammesso per la trasmissione delle candidature. Un passaggio che si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione scolastica.
Alcune indicazioni pratiche:
- Accedere alla piattaforma ministeriale con le credenziali SPID o CIE;
- Compilare il modello in ogni sua parte, indicando le classi di concorso e le eventuali preferenze territoriali;
- Verificare attentamente i dati prima dell'invio definitivo, poiché eventuali errori potrebbero rallentare l'iter di nomina;
- Conservare la ricevuta di avvenuta trasmissione.
Le segreterie scolastiche, dal canto loro, saranno chiamate a convalidare le informazioni relative al personale in servizio presso il proprio istituto, un passaggio che richiede tempestività per non creare colli di bottiglia a ridosso della scadenza.
Obbligo di servizio: cosa rischiano i docenti che non aderiscono
La nota ribadisce un punto che ogni anno genera discussioni nelle sale docenti: la partecipazione alle commissioni d'esame costituisce un obbligo di servizio a tutti gli effetti. Non si tratta, insomma, di un'attività su base volontaria.
Chi viene designato e non può partecipare deve documentare con precisione i motivi dell'impedimento. Le cause di esonero sono tassativamente previste dalla normativa e comprendono, tra le altre, gravi motivi di salute certificati, situazioni di incompatibilità o la concomitanza con altri incarichi istituzionali non rinviabili.
Il rifiuto ingiustificato può comportare conseguenze disciplinari. Un aspetto che il Ministero tiene a sottolineare con particolare fermezza, anche alla luce delle difficoltà riscontrate in passato nel reperire un numero sufficiente di commissari, specialmente per alcune classi di concorso e in determinate aree geografiche del Paese.
Il quadro normativo e le novità rispetto agli anni precedenti
La disciplina degli esami di Stato trova il suo fondamento nel d.lgs. 62/2017 e nelle successive modifiche introdotte nel corso degli anni. La composizione mista delle commissioni, con la presenza di membri sia interni sia esterni, è stata oggetto di ripetuti interventi normativi, soprattutto nel triennio 2020-2022, quando l'emergenza sanitaria aveva imposto formule esclusivamente interne.
Il ritorno alla configurazione con commissari esterni, stabilizzato ormai da qualche anno, risponde all'esigenza di assicurare standard omogenei di valutazione su scala nazionale. Un principio che, come sottolineato da più parti nel mondo scolastico, trova però attuazione non sempre lineare, data la complessità logistica e organizzativa dell'operazione.
Nel frattempo, il settore scuola resta attraversato da molteplici cantieri aperti. Sul fronte del reclutamento e della formazione, ad esempio, le Nuove Normative sulla Formazione Iniziale dei Docenti: Approvati Emendamenti al Decreto Milleproroghe hanno ridisegnato parte del percorso di accesso alla professione, con ricadute che si faranno sentire anche sulla disponibilità futura di personale qualificato per le commissioni d'esame. Parallelamente, chi opera nel comparto ATA può consultare le informazioni relative all'Apertura delle Graduatorie 24 Mesi ATA: Domande dal 28 Aprile al 19 Maggio 2025, un altro appuntamento rilevante nel calendario amministrativo scolastico.
La macchina della maturità 2026 è dunque partita. Per docenti e dirigenti, i prossimi giorni saranno decisivi: la scadenza del 13 aprile non ammette ritardi.