L'attrattività del Liceo rispetto agli Istituti Tecnici. Tra reputazione, intelligenza artificiale e il nodo dell’orientamento scolastico
Indice
- Premessa: Un sistema scuola in evoluzione
- I dati attuali sulle scelte post-terza media
- La reputazione degli Istituti Tecnici: pregiudizi antichi e nuove percezioni
- Il ruolo dell’orientamento: dubbi e criticità nel percorso di scelta
- Il mercato del lavoro e le competenze ricercate
- L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla formazione tecnica
- Le sfide demografiche ed il calo degli studenti: quale futuro?
- Appunti dal convegno: voci, analisi e prospettive
- Soluzioni e proposte per aumentare l’attrattività degli istituti tecnici
- Sintesi finale: verso una scelta più consapevole
Premessa: Un sistema scuola in evoluzione
Il convegno svoltosi il 18 febbraio 2026 presso l’Istituto Tecnico Industriale “Guglielmo Marconi” di Dalmine (BG) ha rappresentato un momento centrale nella discussione nazionale su perché le famiglie italiane, ancora oggi, scelgano prevalentemente il Liceo rispetto agli Istituti Tecnici per i propri figli al termine della scuola media. In un contesto di rapido cambiamento sociale, economico e tecnologico, riflettere sulle motivazioni e sulle criticità di questa scelta risulta fondamentale non solo per la scuola, ma per l’intero Paese.
I dati attuali sulle scelte post-terza media
Secondo le statistiche più aggiornate, oltre il 50% degli studenti italiani decide oggi di iscriversi a un Liceo subito dopo la terza media. Un dato che si consolida da diversi anni e che sembra essere entrato nella prassi delle famiglie italiane. Questa evidenza, discussa anche durante il recente convegno dal dirigente Andrea Bairati, evidenzia come, nonostante gli sforzi di riforma e innovazione, l’attrattività degli istituti tecnici e professionali stenti a decollare.
Dal punto di vista demografico, lo stesso Bairati ha rilevato una tendenza inquietante: la popolazione giovanile italiana è in continuo calo. Questo dato acuisce la competizione tra scuole per attrarre studenti, rendendo l’orientamento e la reputazione dei diversi indirizzi scolastici ancora più rilevanti.
La reputazione degli Istituti Tecnici: pregiudizi antichi e nuove percezioni
Il professor Arduino Salatin durante il convegno ha insistito sulla necessità di una riflessione profonda circa l’identità degli istituti tecnici. Molte famiglie, ancora oggi, percepiscono questi percorsi come "di serie B", adatti principalmente a chi non eccelle nello studio, oppure associati a un’istruzione eccessivamente settoriale e poco versatile. Queste considerazioni sono spesso viziate da stereotipi che resistono agli anni e alle trasformazioni della scuola italiana.
Le stesse famiglie temono che, scegliendo un istituto tecnico, i propri figli si trovino "ingabbiati" in un percorso troppo specifico, privo delle aperture culturali e delle opportunità offerte dai licei. Tuttavia, dati alla mano, gli istituti tecnici italiani rappresentano uno snodo fondamentale per la preparazione di figure professionali oggi molto richieste dal mercato del lavoro, specialmente nel campo dell’industria, della tecnologia e dei servizi avanzati. Nonostante questo, la reputazione degli istituti tecnici resta il grande nodo irrisolto.
Il ruolo dell’orientamento: dubbi e criticità nel percorso di scelta
Una delle questioni più discusse durante il convegno riguarda senz’altro l’orientamento scuola superiore, oggi ancora troppo fragile, frammentario e, spesso, relegato a poche ore d’informazione superficiale nelle ultime classi delle medie. La domanda "cosa scegliere dopo la terza media" diventa così un interrogativo carico di ansie e incertezze per le famiglie, spesso affidate alle voci di amici, conoscenti e alla percezione generale, più che a dati oggettivi o a un vero counseling.
Se il liceo sembra promettere le migliori chance di accesso all’università e un status culturale superiore, l’istituto tecnico continua a scontare una narrazione poco aggiornata, che non tiene conto delle innovazioni didattiche, dei collegamenti con il mondo dell’impresa, dei programmi di alternanza scuola-lavoro riformulati e delle partnership con aziende tecnologiche di punta.
Il nodo fondamentale rimane quello della responsabilità condivisa tra scuola, famiglie e sistema paese nell’informare e accompagnare davvero i ragazzi verso una scelta consapevole, in linea non solo con i desideri personali, ma anche con la reale domanda del mercato del lavoro.
Il mercato del lavoro e le competenze ricercate
Molte famiglie temono che l’istituto tecnico sia una scelta "stretta" o "settoriale". Eppure, la realtà odierna del mercato del lavoro fotografa uno scenario differente. Come sottolineato nel convegno, le aziende di tutti i settori domandano sempre più competenze tecniche strutturate. In particolare, il comparto dell’industria 4.0, l’automazione, la robotica e la digitalizzazione richiedono figure professionali in grado di padroneggiare sia metodi di lavoro tradizionali, sia le nuove competenze digitali.
Analisi recenti di Unioncamere, ISTAT e altri enti autorevoli confermano che tra le figure più richieste nei prossimi anni risultano i periti tecnici, elettronici, informatici e meccanici, tutti ruoli con un percorso privilegiato negli istituti tecnici. L’alternanza scuola-lavoro, le attività pratiche di laboratorio e le collaborazioni con le aziende rappresentano un valore aggiunto per chi cerca, dopo il diploma, un inserimento lavorativo rapido e qualificato. Anche i dati occupazionali confermano: molti diplomati tecnici trovano lavoro in tempi più brevi rispetto ai laureati in discipline generiche.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla formazione tecnica
Uno tra i temi più innovativi affrontati nel convegno di Dalmine è l’impatto dell’intelligenza artificiale nella scuola, in particolare negli istituti tecnici. L’IA, infatti, sta profondamente trasformando le competenze richieste sul lavoro e, di conseguenza, la struttura dei curricula formativi.
In molti istituti tecnici italiani si sta progressivamente introducendo l’insegnamento di materie legate all’IA: dalla programmazione di basi dati intelligenti all’uso dei sistemi esperti, fino alla robotica avanzata. Questa rivoluzione, però, non sempre viene raccontata adeguatamente ai ragazzi e alle famiglie durante il momento cruciale dell’orientamento.
L’intelligenza artificiale porta con sé alcune sfide urgenti:
- Riprogettazione dei curricula per inserire nuove competenze digitali di base e avanzate;
- Aggiornamento continuo dei docenti, perché possano rispondere in modo efficace alle richieste del settore;
- Collaborazione scuola-impresa, per allineare la formazione alle reali innovazioni tecnologiche adottate fuori dai banchi.
Se comunicate correttamente, queste trasformazioni darebbero agli istituti tecnici un vantaggio competitivo nella percezione delle famiglie.
Le sfide demografiche ed il calo degli studenti: quale futuro?
Il tema del calo degli studenti nella scuola superiore italiana è stato portato all’attenzione da Andrea Bairati attraverso dati demografici aggiornati. Il trend negativo della natalità italiana comporta la progressiva riduzione del numero di studenti che si iscrivono alle superiori. Questo scenario introduce nuove criticità:
- Maggiore concorrenza tra istituti;
- Necessità di rendere più attrattivo ogni singolo percorso;
- Rischio di chiusura di alcune scuole in zone meno popolate.
In questo quadro, risulta fondamentale lavorare sia sull’immagine che sulla sostanza degli istituti tecnici. La possibilità di garantirsi un lavoro qualificato già dopo il diploma, o una solida base per percorsi universitari più tecnici e scientifici, dovrebbe essere valorizzata, anche alla luce di una popolazione giovanile sempre più esigua.
Appunti dal convegno: voci, analisi e prospettive
L’appuntamento del 18 febbraio a Dalmine si è caratterizzato per la presenza di relatori esperti del settore scolastico, tra cui il professor Arduino Salatin e Andrea Bairati, ma anche per locali istituzioni scolastiche e rappresentanti delle aziende del territorio. Il confronto ha permesso di mettere in luce alcuni nodi chiave:
- L’identità degli istituti tecnici va ridefinita, sia nella sostanza che nell’immagine pubblica;
- Serve un orientamento più strutturato e professionale già a partire dalle scuole medie, con la partecipazione di esperti esterni, ex studenti e imprenditori;
- La formazione continua dei docenti rappresenta una sfida fondamentale per rendere l’offerta tecnica sempre più aderente al lavoro reale.
Non sono mancati, infine, richiami all’esigenza di coinvolgere maggiormente le famiglie nella conoscenza diretta degli ambienti tecnici e dei loro sbocchi. Visite guidate, open days negli laboratori, stage estivi per studenti delle medie sono state indicate come iniziative da implementare con maggiore sistematicità.
Soluzioni e proposte per aumentare l’attrattività degli istituti tecnici
Alla luce del confronto emerso nel convegno e dell’analisi qui proposta, possiamo sintetizzare alcune proposte per migliorare la scelta famiglie scuola superiore e aumentare il prestigio degli istituti tecnici in Italia:
- Rafforzare la comunicazione: Campagne informative ad ampio raggio che raccontino, anche attraverso testimoni diretti, studenti ed ex-alunni, i reali vantaggi degli istituti tecnici.
- Orientamento mirato: Progetti di orientamento che non si limitino a illustrare l’offerta, ma prevedano percorsi di conoscenza diretta delle realtà aziendali e formative tecniche.
- Incentivi all’innovazione didattica: Favorire i collegamenti scuola-università-impresa, con attività laboratoriali e stage.
- Corsi sull’intelligenza artificiale già nelle scuole medie, per preparare i ragazzi ai temi più attuali e motivarli verso un percorso tecnico.
- Sostegno alle famiglie nelle scelte: Incontri e percorsi informativi pensati appositamente per i genitori, in collaborazione con associazioni di categoria e aziende.
- Riqualificazione degli ambienti scolastici: Potenziare i laboratori e le aule digitali, offrendo strumenti tecnologici all’altezza delle aziende più avanzate.
Sintesi finale: verso una scelta più consapevole
La preferenza delle famiglie italiane nei confronti dei licei, a scapito degli istituti tecnici, resta – ad oggi – un fenomeno radicato e difficile da scardinare. Il quadro economico e demografico, però, impone una riflessione urgente sulla necessità di rendere più appetibile l’offerta tecnica, valorizzandone reputazione, sbocchi professionali, innovazione e collegamento con il mondo reale.
Affrontare il nodo dell’orientamento, superare i pregiudizi e adattarsi alle nuove sfide imposte dalla intelligenza artificiale e dal calo degli studenti è la via maestra per ridare agli istituti tecnici la centralità che meritano nel panorama dell’istruzione italiana. Perché solo attraverso una scelta informata e consapevole, le famiglie potranno contribuire davvero al rilancio sociale, culturale ed economico del nostro Paese.