Impegno Educativo Contro la Violenza Maschile sulle Donne: Il Ruolo di COBAS e CESP nelle Scuole Italiane
Indice
- Introduzione: il contesto dell’impegno contro la violenza di genere nelle scuole
- I COBAS, il CESP e la partnership con Differenza Donna
- La formazione come strumento di prevenzione della violenza di genere nelle scuole
- Programmazione e articolazione dei corsi CESP
- Obiettivi, contenuti e strumenti della formazione per docenti e ATA
- Il coinvolgimento degli studenti: verso una cultura del rispetto
- L’impatto atteso sulle scuole e sulle comunità
- Case studies e testimonianze: primi risultati dal territorio
- Il ruolo delle istituzioni e prospettive future
- Sintesi e conclusioni
Introduzione: Il contesto dell’impegno contro la violenza di genere nelle scuole
Il fenomeno della violenza maschile sulle donne rappresenta una delle più gravi emergenze sociali ed educative della società contemporanea, un tema che investe in pieno anche il mondo dell’istruzione. In Italia, la prevenzione della violenza di genere nelle scuole si conferma un fronte prioritario per Istituzioni, associazioni e sindacati. Nei contesti scolastici, i processi di sensibilizzazione e formazione rivestono un ruolo fondamentale per far emergere e discutere atteggiamenti, stereotipi e dinamiche culturali che alimentano le discriminazioni e gli abusi.
L’impegno condiviso di COBAS (Comitati di Base della Scuola) e del CESP (Centro Studi per la Scuola Pubblica) si configura come un’esperienza avanzata e concretamente operativa di contrasto, sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere nelle scuole italiane. Una realtà che si avvale della collaborazione dell’Associazione Differenza Donna, ente attivo a livello nazionale sul fronte della tutela dei diritti femminili. In questo articolo analizzeremo in modo approfondito percorsi, modalità e risultati della formazione offerta, con l’obiettivo di delineare un quadro esaustivo della situazione attuale e delle prospettive future.
I COBAS, il CESP e la partnership con Differenza Donna
La sigla COBAS rappresenta una delle principali realtà sindacali di base italiane attive nella scuola, da anni protagonista nel promuovere pratiche di cittadinanza attiva, formazione permanente e difesa della scuola pubblica. La scelta di investire sulla prevenzione della violenza maschile sulle donne rientra in una più ampia visione di scuola come spazio di inclusione, rispetto delle diversità e promozione della legalità. Il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – si pone a supporto di questi obiettivi, offrendo una struttura stabile per le attività di ricerca, documentazione e formazione continua.
La partnership instaurata con Differenza Donna – associazione nota per il suo impegno nella lotta alla violenza di genere e nella promozione dell’uguaglianza – consente a COBAS e CESP di dotarsi di competenze specialistiche e di strumenti all’avanguardia nel campo educativo e sociale. Questa collaborazione si traduce nell’organizzazione di corsi di formazione per docenti e personale ATA (amministrativi, tecnici e ausiliari) nelle scuole di varie città italiane.
La formazione come strumento di prevenzione della violenza di genere nelle scuole
Prevenire la violenza di genere nelle scuole significa innanzitutto dotare il personale della scuola degli strumenti fondamentali di conoscenza, riconoscimento e gestione dei segnali di disagio e dei comportamenti a rischio. L’approccio proposto dal CESP si basa su una formazione scientificamente fondata, articolata e capace di creare reale consapevolezza tra chi insegna e lavora ogni giorno a stretto contatto con studenti e studentesse.
Tra i principali punti di forza dei programmi di formazione anti-violenza nelle scuole italiane si segnalano:
- Aggiornamento legislativo e normativo,
- Analisi dei principali stereotipi di genere e dei loro effetti su relazioni, comportamento e clima scolastico,
- Raccolta di buone pratiche per la gestione di situazioni sospette o dichiarate di disagio o violenza,
- Sviluppo di competenze comunicative ed empatiche,
- Approccio interdisciplinare e lavoro di rete.
Questa impostazione permette una presa in carico collettiva e trasversale della prevenzione, coinvolgendo tutte le componenti della comunità scolastica.
Programmazione e articolazione dei corsi CESP
La prima giornata di formazione promossa dal CESP in collaborazione con Differenza Donna si è tenuta il 29 gennaio 2026 a Salerno, segnando l’avvio ufficiale di un percorso destinato ad espandersi in altre città italiane come Roma, Latina, Formia, Napoli e Potenza. I prossimi appuntamenti saranno calendarizzati con attenzione alle specificità territoriali, garantendo un’ampia partecipazione di docenti e ATA.
I corsi CESP contro la violenza sulle donne sono aperti sia a personale di ruolo sia a supplenti, trattando con rigore scientifico ed attenzione pedagogica temi quali:
- Definizione e riconoscimento dei diversi tipi di violenza di genere (fisica, psicologica, economica, sessuale);
- Indicatori precoci e segnali d’allarme nel comportamento di studenti e famiglie;
- Procedure e protocolli da attivare in caso di sospetto o segnalazione;
- Modalità di dialogo e confronto con gli studenti e con le famiglie;
- Strategie per la creazione di un clima scolastico inclusivo e non discriminatorio.
La calendarizzazione dei corsi in diversi territori d’Italia rappresenta inoltre una risposta concreta alle esigenze delle scuole, spesso prive di strumenti efficaci per affrontare il fenomeno della violenza sulle donne in ambiente scolastico.
Obiettivi, contenuti e strumenti della formazione per docenti e ATA
I corsi di formazione CESP sono pensati per offrire a docenti e personale ATA un quadro aggiornato dei rischi, delle dinamiche e delle risposte alla violenza di genere. Alcuni dei principali obiettivi della formazione comprendono:
- Promuovere nei partecipanti una chiara comprensione delle cause sistemiche della violenza maschile sulle donne.
- Sviluppare la capacità di riconoscere precocemente fattori di rischio e comportamenti problematici negli studenti.
- Formare sulle procedure corrette per segnalazione e presa in carico dei casi di sospetta o conclamata violenza.
- Sostenere la costruzione di ambienti scolastici sicuri, accoglienti e inclusivi.
- Offrire strumenti pratici per la gestione dell’emotività e della relazione, anche in situazioni di crisi.
La didattica prevede lezioni frontali, esercitazioni pratiche, analisi di casi reali, discussione di gruppo e produzione di materiale educativo specifico da riutilizzare in aula. Vengono inoltre forniti materiali aggiornati su
- normativa antiviolenza,
- indicazioni operative per lo sviluppo di progetti di educazione contro la violenza maschile sulle donne,
- moduli di autovalutazione e di osservazione partecipata.
Il coinvolgimento degli studenti: verso una cultura del rispetto
Uno degli aspetti più importanti dell’impegno COBAS e CESP riguarda la sensibilizzazione degli studenti alla violenza di genere, affinché la scuola si faccia promotrice di una cultura del rispetto, del consenso e dell’uguaglianza. Gli interventi nelle classi si sviluppano su più livelli:
- Attività didattiche e laboratori tematici su stereotipi, ruoli di genere e dinamiche relazionali;
- Incontri con esperti e testimoni, aiuto nella decodifica di messaggi mediatici e linguistici nocivi;
- Discussioni guidate su tematiche attuali legate a bullismo, cyberbullismo e violenza di genere;
- Progetti interdisciplinari tra educazione civica, storia, letteratura e scienze sociali.
Tali iniziative di scuola contro la violenza sulle donne sono spesso valorizzate attraverso la produzione di materiali originali (video, poster, podcast), momenti di confronto aperto tra pari e percorsi di peer education.
L’impatto atteso sulle scuole e sulle comunità
Il lavoro di COBAS e CESP nelle scuole italiane per la prevenzione della violenza di genere punta ad una trasformazione culturale di lungo periodo. Si mira alla creazione di contesti:
- Responsabilizzanti nei confronti di tutte le componenti scolastiche;
- Sensibili e attenti alla parità di genere e alle diversità;
- Capaci di individuare precocemente segnali di allarme e attivare risposte tempestive;
- In grado di produrre cambiamenti anche fuori dalla scuola, verso le famiglie e le comunità territoriali.
È ormai dimostrato da numerose ricerche come programmi di formazione anti-violenza nelle scuole abbiano ricadute positive non solo sui singoli partecipanti, ma anche sull’intero tessuto sociale, contribuendo a decostruire pregiudizi e prassi pericolose.
Case studies e testimonianze: primi risultati dal territorio
Dai primi riscontri raccolti in occasione della giornata di formazione di Salerno, così come da esperienze analoghe realizzate in passato da CESP e Differenza Donna in altre città, emergono diversi elementi di valore:
- Crescente consapevolezza tra docenti e ATA sulla rilevanza del fenomeno e sulla responsabilità educativa delle scuole;
- Incremento della collaborazione con servizi territoriali, consultori e sportelli di ascolto;
- Maggiore propensione a progettare attività di sensibilizzazione e prevenzione condivise;
- Risposta positiva degli studenti coinvolti attivamente nei laboratori;
- Diffusione di materiali informativi e guide operative nei collegi docenti e nei consigli di istituto.
Tra le testimonianze raccolte, insegnanti riferiscono un incremento della capacità di riconoscere situazioni “a rischio” e di gestire con maggiore efficacia crisi o richieste di aiuto da parte degli studenti. Il lavoro viene percepito non come un “onere” ma come una risorsa aggiuntiva per tutta la scuola.
Il ruolo delle istituzioni e prospettive future
L’esperienza dei corsi CESP testimonia come programmi di formazione anti-violenza nelle scuole italiane richiedano l’appoggio coordinato di soggetti diversi:
- Dirigenze scolastiche,
- Organizzazioni sindacali,
- Associazioni specializzate,
- Enti locali e servizi sociali.
Le prospettive future vanno nella direzione di:
- Estendersi a più istituti scolastici, con focus sempre più mirati sulle specificità locali;
- Integrare le attività formative con la revisione dei regolamenti di istituto e dei protocolli anti-bullismo;
- Coinvolgere attivamente famiglie e comunità locali attraverso eventi aperti, convegni e campagne informative;
- Promuovere la creazione di reti stabili tra scuole, servizi di prevenzione e associazioni territoriali.
Il Ministero dell’Istruzione, come più volte sottolineato anche da COBAS e CESP, è chiamato a sostenere e istituzionalizzare queste buone pratiche, garantendo risorse e percorsi formativi strutturali per tutti gli operatori scolastici.
Sintesi e conclusioni
Il percorso intrapreso da COBAS e CESP nella prevenzione della violenza maschile sulle donne nelle scuole italiane rappresenta un esempio di buona pratica educativa fondata su formazione, collaborazione e responsabilità condivisa. L’impegno nella formazione docenti su violenza di genere, nella sensibilizzazione degli studenti e nella diffusione di una cultura del rispetto dei diritti rappresenta un antidoto efficace per modificare alla radice atteggiamenti e comportamenti pericolosi.
I corsi programmatici tenuti a Salerno, Roma, Latina, Formia, Napoli e Potenza sono soltanto il primo passo di un percorso più ampio, chiamato a coinvolgere nel prossimo futuro un numero sempre maggiore di istituti, famiglie e territori. La prevenzione della violenza di genere nelle scuole non può che passare dalla formazione ampia, approfondita e condivisa di chi è chiamato ogni giorno a educare le nuove generazioni.
In conclusione, l’esperienza descritta mostra come sia possibile rispondere concretamente ai bisogni di sicurezza, dignità e uguaglianza delle donne già nei contesti educativi. Solo diffondendo programmi di formazione anti-violenza nelle scuole e facendo leva sulla collaborazione tra attori diversi, sarà possibile costruire una società più giusta, solidale e libera da ogni forma di violenza.