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Emergenza freddo nelle scuole del Sud: a Siracusa si va a lezione a 6 gradi, a Palermo da 13 anni senza riscaldamento. I rischi per studenti e soluzioni promesse
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Emergenza freddo nelle scuole del Sud: a Siracusa si va a lezione a 6 gradi, a Palermo da 13 anni senza riscaldamento. I rischi per studenti e soluzioni promesse

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Allarme nelle scuole di Palermo e Siracusa: tra aule gelide e impianti guasti, cresce la protesta di genitori e studenti. Le reazioni delle istituzioni e l’analisi del fenomeno nei plessi scolastici del Sud Italia.

Emergenza freddo nelle scuole del Sud: a Siracusa si va a lezione a 6 gradi, a Palermo da 13 anni senza riscaldamento. I rischi per studenti e soluzioni promesse

Indice

  • Le scuole al freddo: quadro generale della situazione
  • Palermo: 13 anni senza termosifoni. I racconti degli alunni e dei dirigenti
  • Il caso di Siracusa: temperature sotto i 7 gradi in classe
  • Lazio e Sud Italia: edifici scolastici malsani e inadeguati
  • Le proteste di genitori, studenti e sindacati
  • Le risposte e le promesse delle istituzioni locali
  • Quali sono i rischi per la salute dei bambini a scuola al freddo?
  • Le cause strutturali del problema: manutenzione e investimenti
  • Approfondimento: come si affronta altrove l’emergenza riscaldamento scolastico?
  • Temperature miti in arrivo, ma il problema resta
  • Possibili soluzioni per un futuro migliore
  • Sintesi finale e prospettive

Le scuole al freddo: quadro generale della situazione

Negli ultimi giorni, l’emergenza del freddo nelle scuole italiane ha assunto un carattere nazionale, coinvolgendo non solo le regioni settentrionali già abituate a inverni rigidi, ma anche quelle del Sud Italia, storicamente considerate più miti. Scuole senza riscaldamento, bambini costretti a seguire le lezioni in aule gelide e edifici scolastici fatiscenti hanno fatto notizia soprattutto in Sicilia e nel Lazio. A Siracusa, si registrano addirittura 6 gradi durante l’orario scolastico; a Palermo, invece, la denuncia più grave: in certi plessi i termosifoni non funzionano da oltre 13 anni. Nel Lazio, il problema principale, più oltre al freddo, è rappresentato da edifici malsani e carenti di manutenzione.

Questo scenario ha sollevato proteste e richieste di intervento da parte di famiglie, insegnanti e amministratori locali. La situazione di problemi riscaldamento scuole non è nuova, ma è proprio in queste settimane che si sono sommate segnalazioni, denunce e, purtroppo, anche casi di bambini che si sono sentiti male a causa delle temperature troppo basse in classe.

Palermo: 13 anni senza termosifoni. I racconti degli alunni e dei dirigenti

A Palermo la situazione è diventata emblematica: tredici anni di segnalazioni inascoltate fanno parte ormai della storia delle scuole della città. In almeno sette istituti comprensivi del capoluogo, i termosifoni non funzionano dalla fine degli anni Duemila. Non si tratta di guasti improvvisi, ma di un problema cronico che si trascina da troppo tempo.

Emblematico e doloroso il caso di una bambina di quattro anni che, a causa del freddo intenso in aula, si è sentita male durante le lezioni.

Alla base del problema freddo nelle scuole Palermo, secondo quanto riferito dai dirigenti scolastici, c’è l’inerzia del Comune.

Il Comune Palermo riscaldamento scuole è diventato uno dei temi caldi delle ultime sedute del consiglio cittadino. In alcune aule, la situazione è al limite: bambini e insegnanti portano da casa giacche a vento e coperte, si autorizzano i genitori a fornire piccoli scaldamani portatili, ma non si possono utilizzare stufette elettriche (vietate dalle normative di sicurezza).

Il caso di Siracusa: temperature sotto i 7 gradi in classe

Non meno difficile è la situazione nelle scuole di Siracusa: qui le aule, a gennaio 2026, sono ghiacciate. Siracusa non è nuova a queste emergenze, eppure quest’anno il termometro è sceso in alcune classi fino a 6 gradi. La protesta è salita agli onori delle cronache grazie al deputato Carlo Gilistro, che ha portato il problema direttamente in Parlamento dopo la segnalazione dei genitori.

Studenti e docenti sono costretti a fare lezione rintanati nei propri cappotti, tra sciarpe e guanti. La protesta dei genitori e studenti scuola si è tradotta anche in petizioni e nella minaccia di tenere i figli a casa se non verranno assicurate condizioni accettabili.

Tuttavia, fra promesse e tempi della burocrazia, i genitori restano scettici sulla reale tempistica degli interventi.

Lazio e Sud Italia: edifici scolastici malsani e inadeguati

Se in Sicilia domina il problema del mancato riscaldamento, nel Lazio si aggiunge un altro nodo: edifici scolastici malsani, con infiltrazioni d’acqua, muffe e impianti elettrici vetusti. Il quadro generale mette in evidenza una serie di criticità che accomunano molte regioni del Sud e Centro Italia: la vetustà degli stabili, la scarsa manutenzione ordinaria e straordinaria, l’assenza di programmazione a medio e lungo termine.

Associazioni e sindacati della scuola sottolineano come interventi straordinari pongano solo rimedi temporanei. Serve invece una visione strategica che ponga al centro la sicurezza, la salubrità e il benessere degli alunni. Le temperature basse scuole Sud Italia rappresentano un ulteriore aggravo per il disagio infantile nei mesi invernali.

Le proteste di genitori, studenti e sindacati

Gli ultimi giorni hanno visto la mobilitazione di tantissimi attori del mondo scolastico: dalle proteste genitori e studenti scuola, alle lettere dei dirigenti ai sindaci e ai prefetti, dalle interrogazioni parlamentari fino all’intervento di figure politiche di rilievo. Si sono moltiplicate le manifestazioni davanti ai municipi, con cartelli e striscioni per “il diritto al calore, alla salute e allo studio”.

Secondo i sindacati, si tratta di una crisi educativa senza precedenti.

Le proteste non si limitano solo al Sud: anche alcune località del Nord lamentano analoghi disservizi, benché sia nelle regioni meridionali che il fenomeno risulta più diffuso e duraturo nel tempo.

Le risposte e le promesse delle istituzioni locali

Sul fronte delle soluzioni, le istituzioni locali hanno preso posizione. L’assessore comunale all’Istruzione di Palermo si è impegnato pubblicamente a “dare priorità assoluta agli interventi negli istituti sprovvisti di riscaldamento”. Analoga posizione a Siracusa, dove l’assessorato pubblica resoconti settimanali sugli interventi effettuati e quelli ancora in programma.

A livello regionale e nazionale, il problema è stato segnalato in varie sedi istituzionali, dove si lavora per sbloccare fondi emergenziali destinati agli ambienti scolastici più critici. Tuttavia, a scoraggiare le famiglie è la lentezza degli iter amministrativi e la frequente assenza di soluzioni strutturali definitive.

Quali sono i rischi per la salute dei bambini a scuola al freddo?

Frequentare la scuola in condizioni di costante freddo rappresenta un pericolo concreto per la salute fisica e psicologica dei bambini. Studi scientifici evidenziano come esposizioni prolungate a basse temperature possano aumentare il rischio di infezioni respiratorie, mal di gola, bronchiti e influenze, oltre a peggiorare condizioni preesistenti come l’asma. Il caso della bambina ammalatasi a Palermo non è isolato.

Oltre ai rischi medici immediati, bambini a scuola al freddo vanno incontro a una riduzione della concentrazione, della produttività scolastica e persino degli apprendimenti: il disagio termico ostacola l’attenzione e la capacità di interazione sociale.

Alcuni degli effetti negativi del freddo in classe:

  • Malattie da raffreddamento e infezioni virali
  • Difficoltà di concentrazione
  • Calo del rendimento e della partecipazione attiva
  • Disagio emotivo
  • Tendenza all’assenteismo scolastico

Le cause strutturali del problema: manutenzione e investimenti

Analizzando in profondità la questione, emerge che alla base dell’emergenza-freddo nelle scuole si trovano responsabilità stratificate:

  1. Edifici obsoleti: molti sono costruiti negli anni '50-'70 e mai oggetto di rinnovamento strutturale.
  2. Scarsa manutenzione degli impianti: spesso i fondi assegnati vengono impiegati solo per riparazioni urgenti e non per un’effettiva riqualificazione.
  3. Burocrazia e ritardi amministrativi: l’approvazione dei lavori ordinari spesso si scontra con l’iter farraginoso degli enti locali.
  4. Mancanza di programmazione a lungo termine: l’assenza di un piano pluriennale per gli investimenti lascia tutto in mano alle emergenze.

Temperature basse scuole Sud Italia e problemi riscaldamento scuole sono perciò il risultato di una concatenazione di fattori spesso trascurati anche a livello politico.

Approfondimento: come si affronta altrove l’emergenza riscaldamento scolastico?

Un confronto internazionale mostra che in molti Paesi europei con climi rigidi, la questione del riscaldamento scolastico viene affrontata con piani di manutenzione programmata, forti incentivi all’efficienza energetica e investimenti mirati sugli impianti.

In Germania, ad esempio, esistono linee guida ferree che obbligano le amministrazioni a garantire almeno 18°C in classe. Anche nei Paesi scandinavi, ogni scuola è monitorata periodicamente sotto il profilo della salubrità ambientale. Il contrasto con la situazione italiana è ancora più evidente quando il problema si ripresenta ogni anno, senza mai avere soluzioni strutturali definitive.

Temperature miti in arrivo, ma il problema resta

Le previsioni meteo parlano di un’imminente tregua: nei prossimi 10 giorni le temperature torneranno su valori stagionali o superiori alla media. Tuttavia, questo non deve indurre a sottovalutare una questione che, senza interventi strutturali, si ripresenterà regolarmente. Le famiglie temono che l’attenzione mediatica possa scemare con il ritorno del clima mite, lasciando irrisolti i problemi riscaldamento scuole.

Possibili soluzioni per un futuro migliore

Gli esperti suggeriscono una serie di interventi concreti:

  • Avviare una mappatura nazionale degli edifici con dettagli sullo stato degli impianti
  • Stanziare fondi vincolati alla manutenzione programmata
  • Semplificare le procedure burocratiche per l’affidamento diretto dei lavori di riparazione
  • Includere i piani di ammodernamento degli impianti scolastici nei fondi PNRR e negli investimenti strategici per il Sud
  • Stimolare la partecipazione delle comunità scolastiche, coinvolgendo genitori e dirigenti nelle decisioni
  • Impiegare le nuove tecnologie per il monitoraggio delle condizioni termo-ambientali

Solo con un piano d’azione serio e coordinato, è possibile immaginare un futuro in cui nessun bambino venga più lasciato al freddo nei mesi invernali.

Sintesi finale e prospettive

La questione del freddo nelle scuole di Palermo, Siracusa, Lazio e del Sud Italia riporta al centro del dibattito pubblico la necessità di garantire ambienti scolastici sani, sicuri e adeguati. Tra scuole senza riscaldamento, edifici malsani, proteste e promesse, emerge una richiesta condivisa: il diritto allo studio e alla salute non possono essere oggetto di deroghe. Solo con investimenti, pianificazione e riforme si potrà spezzare questa catena di emergenze ricorrenti, dando alle nuove generazioni la possibilità di formarsi in ambienti accoglienti e dignitosi.

Pubblicato il: 15 gennaio 2026 alle ore 10:09

Redazione EduNews24

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