Un ragazzo su cinque in Italia subisce atti di violenza scolastica in forma ripetuta: almeno due episodi al mese, secondo l'indagine ISTAT del 2023. Al Nord la percentuale è più alta che al Sud, un dato che rovescia la narrativa più comune sul fenomeno. La legge 70/2024 ha assegnato alle famiglie obblighi precisi, che la maggior parte dei genitori ancora non conosce.
La violenza scolastica al Nord: i dati ISTAT 2023
L'indagine ISTAT ha coinvolto un campione di 39.214 ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, rappresentativo di oltre 5 milioni di giovani residenti in Italia. Il 68,5% ha dichiarato di aver subito almeno un episodio offensivo, aggressivo o diffamatorio nei 12 mesi precedenti, online o offline. Il 21% ha vissuto questi comportamenti in modo continuativo, cioè più volte al mese; per circa l'8% la frequenza è stata almeno settimanale.
Il dato geografico ribalta le aspettative: il 71% dei ragazzi del Nord-Ovest ha subito almeno un episodio offensivo nell'ultimo anno, contro il 66,5% del Mezzogiorno. Per il bullismo continuativo, il Nord-Est registra il 22,1% e il Nord-Ovest il 21,6%, contro il 20% del Sud. I più colpiti sono i giovanissimi: tra gli 11 e i 13 anni, il 23,7% è vittima di bullismo ripetuto, rispetto al 19,8% dei ragazzi di 14-19 anni.
Sul fronte digitale, il 34% dei ragazzi ha subito cyberbullismo almeno una volta nell'anno, con il 7,8% che lo vive ogni mese. I ragazzi stranieri risultano più esposti: il 26,8% dichiara bullismo continuativo, contro il 20,4% degli italiani. Tra le nazionalità più colpite, i ragazzi ucraini raggiungono il 27,8% e quelli rumeni il 29,2%. Indagine ISTAT bullismo e cyberbullismo 2023
Cosa chiede la legge 70/2024 ai genitori
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 maggio 2024 e in vigore da giugno dello stesso anno, la legge 17 maggio 2024 n. 70 - documentazione Camera ha aggiornato il quadro normativo sul bullismo, ampliando la legge 71/2017. Le novità più concrete per le famiglie riguardano tre obblighi.
- Vigilanza tecnologica. I genitori devono orientare i figli al corretto uso delle tecnologie e monitorarne l'utilizzo. Non è un invito generico: è un obbligo esplicito stabilito dalla legge.
- Partecipazione al tavolo di monitoraggio. Ogni scuola è tenuta a istituire un tavolo permanente con rappresentanti di studenti, docenti, famiglie ed esperti. Il genitore convocato è parte attiva del sistema di prevenzione.
- Informazione tempestiva. Se il dirigente viene a conoscenza di episodi di bullismo o cyberbullismo, ha l'obbligo di informare i genitori dei minori coinvolti (sia della vittima sia di chi ha commesso l'atto) e di avviare iniziative educative.
In ogni istituto deve essere presente un referente dedicato al contrasto del cyberbullismo, a cui le famiglie possono rivolgersi per segnalazioni. La tendenza a rafforzare il ruolo familiare nella scuola si riflette anche nella proposta discussa alla Camera di inserire rappresentanti dei genitori nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.
Come agire adesso: passi concreti per le famiglie
Il primo passo è verificare se la propria scuola abbia nominato il referente per il cyberbullismo e se il tavolo permanente di monitoraggio sia attivo. Entrambe le strutture sono obbligatorie per legge. Se non esistono o non sono operative, il genitore può segnalarlo direttamente al dirigente scolastico.
Sul piano domestico, la vigilanza tecnologica richiede che i genitori conoscano le piattaforme usate dai figli, il tempo che vi trascorrono e con chi interagiscono. La ricerca conferma che i ragazzi che ricevono supporto emotivo a casa mostrano comportamenti meno aggressivi. Tempo in famiglia e spazi di svago non sono secondari: lo dimostra anche la scelta di alcune dirigenti di sospendere i compiti durante le vacanze per favorire momenti di qualità con le famiglie.
Le famiglie organizzate riescono a incidere sulle scelte concrete della scuola: i rappresentanti dei consigli d'istituto bolognesi ne hanno dato prova chiedendo modifiche al calendario scolastico per esigenze familiari. Lo stesso canale partecipativo vale per spingere le scuole ad attivare i tavoli di monitoraggio previsti dalla legge 70/2024. Al Nord, dove il bullismo è statisticamente più frequente, i genitori hanno ragioni concrete per attivarsi.
Domande frequenti
Quali sono i principali dati sull'incidenza del bullismo nelle scuole italiane secondo l'indagine ISTAT 2023?
Secondo l'indagine ISTAT del 2023, il 68,5% dei ragazzi tra 11 e 19 anni ha subito almeno un episodio offensivo, aggressivo o diffamatorio nell'ultimo anno, mentre il 21% ha vissuto questi comportamenti in modo continuativo.
Cosa prevede la legge 70/2024 per i genitori in tema di bullismo e cyberbullismo?
La legge 70/2024 impone ai genitori l'obbligo di vigilanza sull'uso delle tecnologie da parte dei figli, la partecipazione attiva ai tavoli di monitoraggio scolastici e la ricezione di informazioni tempestive in caso di episodi di bullismo.
Come possono i genitori verificare che la scuola rispetti la legge 70/2024?
I genitori devono accertarsi che la scuola abbia nominato un referente per il cyberbullismo e attivato un tavolo permanente di monitoraggio; se queste strutture non sono presenti, possono segnalarlo al dirigente scolastico.
Quali azioni concrete possono intraprendere le famiglie per prevenire il bullismo?
Le famiglie possono monitorare l'uso delle tecnologie dei figli, offrire supporto emotivo e favorire momenti di qualità insieme, oltre a partecipare attivamente alle iniziative scolastiche previste dalla legge.
Esistono differenze territoriali nell'incidenza del bullismo in Italia?
Sì, i dati ISTAT evidenziano che al Nord, in particolare nel Nord-Ovest e Nord-Est, le percentuali di ragazzi vittime di bullismo sono più alte rispetto al Mezzogiorno.
A chi possono rivolgersi i genitori in caso di episodi di cyberbullismo a scuola?
In ogni istituto scolastico deve essere presente un referente dedicato al contrasto del cyberbullismo, a cui le famiglie possono rivolgersi per segnalazioni e richieste di intervento.