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Evasione Fiscale e Contrabbando: Nuove Operazioni della Guardia di Finanza negli Hub Amazon di Milano e Bergamo
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Evasione Fiscale e Contrabbando: Nuove Operazioni della Guardia di Finanza negli Hub Amazon di Milano e Bergamo

Un'inchiesta senza precedenti sulla filiera commerciale di Amazon Italia mette in luce frodi fiscali, contrabbando e importazioni illegali: tutte le implicazioni per il mercato digitale

Evasione Fiscale e Contrabbando: Nuove Operazioni della Guardia di Finanza negli Hub Amazon di Milano e Bergamo

Indice

  • Introduzione: Amazon Italia e l'avvio dell'inchiesta
  • Le operazioni della Guardia di Finanza: dettagli sulle perquisizioni
  • Il sequestro di 5.000 articoli: quali merci sotto accusa
  • L’ipotesi della frode IVA da 1,2 miliardi di euro
  • Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate: trattativa da 600 milioni
  • La catena delle importazioni dalla Cina: modalità e controlli
  • Implicazioni per Amazon e per il mercato italiano
  • Il contesto normativo: la lotta a evasione fiscale e contrabbando
  • Possibili sviluppi dell’indagine
  • Conclusioni e prospettive future

Introduzione: Amazon Italia e l'avvio dell'inchiesta

La recente inchiesta condotta dalla Procura di Milano, che ha coinvolto anche le sedi di Bergamo, segna un momento cruciale nella storia di Amazon Italia. L’azienda, leader mondiale nel settore dell’e-commerce, si trova sotto la lente di ingrandimento a causa di gravi accuse di evasione fiscale e contrabbando. La questione non riguarda soltanto la nota piattaforma internazionale, ma tocca nel profondo il tema della fiscalità digitale e delle strategie con cui molte big tech operano nei diversi sistemi-paese. Dall’avvio dell'indagine, a inizio 2025, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli, dando esecuzione a perquisizioni mirate negli hub Amazon di Milano e Bergamo.

Questa indagine si inserisce in un contesto più ampio di lotta all’evasione fiscale Amazon e al contrabbando Amazon Italia, due tematiche che da anni preoccupano sia le autorità fiscali che quelle giudiziarie. L’obiettivo primario è ricostruire la filiera commerciale di Amazon in Italia dal 2019 a oggi, con uno sguardo particolare verso le importazioni provenienti dalla Cina, sulla base della convinzione che una parte considerevole del fatturato proveniente da queste transazioni sia stata sottratta al fisco nazionale.

Le operazioni della Guardia di Finanza: dettagli sulle perquisizioni

Gli ultimi mesi hanno visto la Guardia di Finanza impegnata in una serie di operazioni senza precedenti all’interno degli hub Amazon situati nelle province di Milano e Bergamo. Queste perquisizioni, parte integrante dell’inchiesta Guardia di Finanza Amazon, sono state eseguite in coordinamento con la Procura della Repubblica milanese e hanno interessato depositi, aree di smistamento e uffici amministrativi. Gli agenti hanno passato al setaccio documentazione cartacea, registri informatici, nonché la merce stoccata nei magazzini per accertare eventuali irregolarità relative all’importazione e alla vendita sul territorio italiano.

Secondo fonti investigative, le operazioni non si sono limitate ai soli spazi logistici di Milano e Bergamo, ma hanno riguardato anche le sedi operative in altre zone strategiche per il commercio elettronico nazionale. La vasta portata delle perquisizioni Amazon 2025 conferma la gravità dei sospetti circa l’esistenza di una rete ben strutturata di frodi, in cui la piattaforma avrebbe facilitato, consapevolmente o meno, processi di elusione delle normative fiscali vigenti.

Il sequestro di 5.000 articoli: quali merci sotto accusa

Elemento centrale delle recenti operazioni è stato il sequestro di circa 5.000 articoli negli hub di Milano e Bergamo. Il materiale oggetto di confisca varia notevolmente sia per tipologia che per valore commerciale. Tra le categorie principali figurano prodotti elettronici di ultima generazione, accessori per la casa, abbigliamento, cosmetici e piccoli elettrodomestici, gran parte dei quali proveniva direttamente dalla Cina o da altri hub extraeuropei.

Il sequestro articoli Amazon Bergamo e Milano rappresenta un segnale forte nel contrasto alle pratiche di importazione illecita, spesso legate a meccanismi di sottodichiarazione del valore doganale, triangolazioni internazionali e false dichiarazioni di origine. Questi articoli, una volta introdotti nel circuito legale italiano tramite la piattaforma, sarebbero poi stati venduti senza l’assolvimento dei relativi obblighi fiscali. Secondo gli inquirenti, il valore dei beni sequestrati rappresenta soltanto la "punta dell’iceberg" dell’ammontare complessivo delle transazioni sospette, che negli ultimi anni avrebbero generato profitti milionari non dichiarati.

L’ipotesi della frode IVA da 1,2 miliardi di euro

Cuore dell’indagine è l’ipotesi di una frode IVA per una cifra stimata intorno a *1,2 miliardi di euro*. La frodi IVA Amazon rappresenta uno dei nodi più complessi del commercio digitale globale, in quanto la disciplina fiscale dei beni immateriali e delle consegne transfrontaliere consente a volte di aggirare la normativa attraverso fatturazioni opache, intermediazioni fittizie e la costituzione di società "civetta" all’estero.

Nel caso concreto, la Procura di Milano sostiene che una parte significativa delle transazioni gestite da Amazon dal 2019 sarebbe stata realizzata senza il regolare versamento dell’IVA all’Erario italiano. Questo fenomeno, chiamato anche “missing trader intra-community fraud”, consiste nell’importare prodotti sul territorio nazionale da Paesi extracomunitari, grazie a società terze o prestanome, i quali poi evaporano rendendo impossibile la riscossione della tassa. L’operazione hub Amazon Milano evidenzia come questa prassi sia particolarmente diffusa nel settore dell’elettronica e dell’abbigliamento, dove la domanda è continua e i margini di guadagno sono elevati.

Di fronte alla portata miliardaria della presunta evasione fiscale Amazon, le autorità hanno sottolineato il bisogno di riforme incisive a livello europeo e nazionale per migliorare la tracciabilità delle operazioni e responsabilizzare le piattaforme digitali.

Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate: trattativa da 600 milioni

Entra in gioco anche l’importante azione dell’Agenzia delle Entrate, chiamata a definire il profilo fiscale delle attività coinvolte nell’inchiesta. In questa fase le istituzioni stanno valutando una transazione da circa 600 milioni di euro come soluzione extragiudiziale che metta fine ai contenziosi aperti e consenta allo Stato di recuperare parte delle somme evase.

La trattativa Agenzia delle Entrate Amazon non è nuova nel panorama internazionale: già in passato le grandi multinazionali del digitale, come Google e Apple, hanno negoziato accordi finanziari per sanare situazioni di irregolarità accumulate nel tempo. Tuttavia, secondo alcuni esperti, occorre distinguere tra sanatorie puramente economiche e il reale cambiamento dei comportamenti d’impresa. Un accordo di questo tipo, infatti, se da un lato porterebbe un gettito immediato, dall’altro rischierebbe di legittimare, almeno sul piano morale, la pratica dell’elusione sistematica.

La catena delle importazioni dalla Cina: modalità e controlli

Uno degli elementi chiave dell’inchiesta riguarda le importazioni Amazon Cina Italia. Numerosi prodotti sequestrati e oggetto di indagine risultano essere stati introdotti tramite canali paralleli, con documentazione spesso lacunosa o alterata. Il fenomeno è particolarmente rilevante in relazione alla crescita esponenziale dell’intermediazione cinese negli scambi globali, favorita da un quadro normativo spesso distante da quello europeo.

Le forze dell’ordine, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, stanno ricostruendo la catena logistica delle spedizioni. Si tratta di analizzare:

  • la documentazione doganale presentata;
  • le dichiarazioni di valore dei prodotti;
  • le eventuali falsificazioni nei certificati di origine;
  • la reale titolarità delle società importatrici.

Gran parte delle infrazioni contestate riguarda l’utilizzo di soggetti fittizi, costituiti ad hoc nei Paesi Bassi, Lussemburgo e Irlanda, per bypassare le restrizioni italiane e beneficiare di una tassazione di favore. Il caso dell’importazioni Amazon Cina Italia evidenzia, ancora una volta, come le piattaforme digitali debbano rispondere non soltanto alle logiche del mercato, ma anche a una responsabilità sempre più stringente in materia di compliance normativa.

Implicazioni per Amazon e per il mercato italiano

Le conseguenze della inchiesta sono molteplici. Da un lato, Amazon rischia pesanti sanzioni amministrative e la concreta erosione della propria reputazione presso i consumatori italiani, che negli ultimi anni hanno dimostrato crescente attenzione nei confronti delle questioni etiche e fiscali.

Dall’altro, il settore del commercio elettronico nel suo complesso si trova di fronte a nuove sfide in termini di trasparenza, sostenibilità e concorrenza leale. Per i piccoli e medi operatori digitali italiani, che rispettano le norme fiscali ed effettuano investimenti sulla legalità, la presenza di eventuali pratiche scorrette da parte dei grandi player rappresenta un serio svantaggio competitivo. Inoltre, l’operazione hub Amazon Milano e il sequestro articoli Amazon Bergamo dimostrano come la vigilanza sulle piattaforme internazionali dovrà essere permanente e rafforzata.

Al contempo, Amazon potrebbe trovarsi costretta ad adottare procedure di controllo più rigorose sui venditori terzi, introducendo nuove policy di verifica documentale e collaborazione attiva con le autorità.

Il contesto normativo: la lotta a evasione fiscale e contrabbando

L'indagine in corso rientra appieno nelle strategie europee di contrasto a due piaghe storiche: evasione fiscale e contrabbando. Il quadro regolatorio si è fatto via via più rigido, soprattutto in riferimento alle piattaforme che agiscono da "marketplace" per migliaia di operatori, spesso esteri, difficilmente identificabili e controllabili.

In Italia, le recenti riforme normative mirano a imporre l’obbligo di segnalazione e identificazione fiscale anche ai marketplace, responsabilizzando le grandi piattaforme nella raccolta e nella trasmissione dei dati dei venditori. La sfida principale risiede nell'armonizzazione delle discipline comunitarie e nell'efficacia degli strumenti di controllo automatizzato. In questo senso, l’operazione inchiesta Guardia di Finanza Amazon rappresenta una sorta di "banco di prova" per la futura gestione della fiscalità digitale.

Possibili sviluppi dell’indagine

L’inchiesta tuttora in corso potrebbe avere diversi sviluppi, tra cui:

  1. L’estensione delle perquisizioni in altri centri logistici Amazon presenti sul territorio nazionale;
  2. La formalizzazione di accuse più gravi nei confronti di singoli responsabili e di società legate all’ecosistema Amazon;
  3. L’intensificazione dei controlli doganali e fiscali sugli acquisti provenienti dalla Cina e dall’Est Europa.

Inoltre, la Procura ha già fatto sapere che intende avvalersi di strumenti di indagine finanziaria avanzata, utilizzando software di intelligenza artificiale per analizzare i flussi bancari e incrociare migliaia di dati relativi a spedizioni, fatturazioni e intermediari.

Conclusioni e prospettive future

Il caso delle perquisizioni Amazon 2025 rappresenta non solo un importante spartiacque nei rapporti tra fisco e multinazionali del digitale, ma anche un monito per tutte le piattaforme che gestiscono enormi volumi di transazioni globali. Da questa inchiesta si attendono risposte chiare e soluzioni strutturali per combattere uno dei maggiori fenomeni di sottrazione di risorse allo Stato.

Amazon, dal canto suo, si è detta pronta a collaborare con le autorità italiane, ribadendo il proprio impegno verso trasparenza e legalità. Tuttavia, il tempo delle dichiarazioni sembra finito: le future regole del gioco potrebbero essere profondamente diverse, con obblighi crescenti per il controllo delle filiere e la tutela dell’economia legale.

La battaglia contro l’evasione fiscale Amazon e il contrabbando Amazon Italia è appena all’inizio. Solo un’efficace cooperazione tra Stati, piattaforme e autorità fiscali potrà garantire un mercato digitale davvero equo e trasparente, dove la legalità sia presupposto imprescindibile per lo sviluppo.

Pubblicato il: 25 novembre 2025 alle ore 09:18

Redazione EduNews24

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