Cinquanta esperti certificati in diritti dell'infanzia hanno ricevuto i primi diplomi in Camerun, diventando i pionieri di un programma costruito per rispondere a dati concreti: in Africa occidentale e centrale, 4,8 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta grave. Il numero dice gia perchè formare operatori capaci di cambiare comportamenti collettivi, e non solo di citare normative, sia diventato urgente.
Il programma e le 11 università
UNICEF Cameroon e l'Agence Universitaire de la Francophonie (AUF) hanno firmato a Yaounde un accordo per istituire un master in diritti dell'infanzia e cambiamento comportamentale (SBC, Social and Behavioural Change). L'accordo coinvolge 11 università dell'Africa centrale francofona, che armonizzeranno i propri programmi per formare ricercatori e operatori con competenze tecniche su diritti, dati comportamentali e politiche pubbliche.
Il modello didattico sarà ibrido: moduli in presenza combinati con corsi digitali sulle piattaforme AUF, per garantire l'accesso alla formazione anche nelle aree remote. Gli otto centri per i diritti dell'infanzia già attivi nelle università statali camerunensi fungeranno da laboratori pratici, dove gli studenti affronteranno problemi reali come bassi tassi di vaccinazione, malnutrizione e matrimoni precoci.
AUF si occuperà della progettazione pedagogica e del rafforzamento della capacita docente nella rete universitaria. UNICEF fornirà expertise tecnica, tirocini e tutoraggio per garantire che il master rimanga ancorato alle esigenze operative sul campo.
I numeri che trasformano un master in strumento politico
La scelta di basare la formazione su dati comportamentali, e non solo su quadri normativi, risponde a un contesto in cui le statistiche sono precise. In Africa occidentale e centrale, 4,8 milioni di bambini sono affetti da malnutrizione acuta grave: di questi, 2 milioni rischiano la morte per mancanza di accesso agli alimenti terapeutici pronti all'uso, secondo i dati UNICEF sull'insicurezza alimentare in Africa occidentale e centrale.
Il Camerun presenta una mortalità infantile superiore a 50 decessi ogni 1.000 nati vivi, un tasso che le barriere culturali, la sfiducia nelle istituzioni sanitarie e la mancanza di operatori formati contribuiscono a mantenere alto. Sul piano del lavoro minorile, in Africa subsahariana sono 87 milioni i bambini impiegati in condizioni di sfruttamento: quasi due terzi del totale mondiale di 138 milioni stimato nel 2024 dall'OIL e dall'UNICEF, come documentato nel rapporto ILO-UNICEF sul lavoro minorile 2024.
La premessa scientifica del programma e che questi numeri non calano con le leggi, ma con la comprensione delle dinamiche socioculturali che li alimentano. "Il cambiamento non si basa solo su buone intenzioni, ma su decisioni basate sui dati. Si tratta di lavorare con le popolazioni, coinvolgerle direttamente nelle politiche pubbliche che le riguardano", hanno spiegato i promotori alla cerimonia di firma a Yaounde.
Dall'accademia alla decisione di governo
Il rettore dell'Università di Yaounde I, professor Remy Magloire Etoua, ha indicato che il programma "aiuterà a richiamare l'attenzione del governo sulle realtà della nostra società per un'azione concreta." L'obiettivo non è solo formare ricercatori: il master punta a creare un ecosistema della conoscenza capace di influenzare le decisioni governative attraverso ricerche congiunte, scambi accademici e symposia ad alto livello.
UNICEF ha definito l'iniziativa come parte di un impegno a lungo termine per costruire una rete accademica regionale che metta al centro la protezione dei minori. Per i partner, il coordinamento tra le 11 università serve a trasformare la tutela dell'infanzia da tema marginale a componente strutturale degli obiettivi accademici e di sviluppo. Il rappresentante AUF per l'Africa centrale, Jean-Luc Konan, ha precisato che la struttura ibrida e stata progettata per includere anche professionisti gia attivi sul campo, non solo studenti universitari.
I 50 esperti della prima corte di Yaounde sono già operativi, e i centri SBC esistenti nelle otto università statali diventeranno i loro laboratori di riferimento per interventi su vaccinazione, nutrizione e matrimoni precoci. Il master ha ora un obiettivo misurabile da perseguire.
Domande frequenti
Qual è l'obiettivo principale del master promosso da UNICEF e AUF?
L'obiettivo principale del master è formare esperti e operatori capaci di promuovere il cambiamento comportamentale per migliorare la tutela dei diritti dell'infanzia, basandosi su dati concreti e non solo su norme giuridiche.
Quali università sono coinvolte nel programma e come viene erogata la formazione?
Il programma coinvolge 11 università dell'Africa centrale francofona e prevede una didattica ibrida, con moduli in presenza e corsi digitali tramite le piattaforme AUF, così da raggiungere anche le aree più remote.
In che modo il master affronta le problematiche come malnutrizione, vaccinazioni e matrimoni precoci?
Gli studenti svolgono attività pratiche nei centri per i diritti dell'infanzia già attivi nelle università camerunensi, affrontando direttamente problematiche come malnutrizione, bassi tassi di vaccinazione e matrimoni precoci tramite progetti e interventi sul campo.
Qual è il ruolo di UNICEF e AUF nell’implementazione del master?
AUF si occupa della progettazione pedagogica e del rafforzamento delle capacità docenti, mentre UNICEF fornisce supporto tecnico, tirocini e tutoraggio per garantire che la formazione sia allineata alle esigenze reali del territorio.
Perché è importante la formazione in cambiamento comportamentale oltre che sui quadri normativi?
La formazione in cambiamento comportamentale è fondamentale perché le sole leggi non bastano a ridurre fenomeni come la malnutrizione o il lavoro minorile; è necessario comprendere e intervenire sulle dinamiche socioculturali che li alimentano.
Come il master mira a influenzare le decisioni di governo sui diritti dell’infanzia?
Il master punta a creare un ecosistema della conoscenza che, attraverso ricerche congiunte e scambi accademici, possa fornire dati e soluzioni concrete per orientare le politiche pubbliche a favore della tutela dei minori.