Managerializzazione e Automazione: Le Strategie di Federmanager per Contrastare la Carenza di Forza Lavoro in Italia
Indice dei Paragrafi
- Introduzione
- Il contesto della carenza di forza lavoro in Italia e le sfide demografiche
- Managerializzazione delle imprese italiane: una necessità urgente
- Automazione industriale e digitalizzazione: strumenti indispensabili
- Il ruolo chiave del mentoring manageriale e della valorizzazione dei senior
- Gli investimenti strategici in 20.000 aziende: una nuova road map per l'industria italiana
- La produttività nel settore industriale: come migliorarla con management e innovazione
- La proposta di Valter Quercioli: sintesi e prospettive future
- Soluzioni per il calo demografico e il rilancio del lavoro in Italia
- Conclusioni
Introduzione
Il sistema produttivo italiano sta affrontando una delle sfide più critiche dei prossimi decenni: la carenza di forza lavoro legata al calo demografico. In questo contesto, le dichiarazioni di Valter Quercioli, rappresentante di Federmanager, pongono l’accento su una doppia direttrice d’azione: la managerializzazione delle imprese e l’adozione massiccia di automazione e digitalizzazione. L'obiettivo? Affrontare con efficacia le trasformazioni del mercato del lavoro e garantire la competitività del sistema industriale nazionale.
Il contesto della carenza di forza lavoro in Italia e le sfide demografiche
Il fenomeno della carenza di forza lavoro in Italia si collega a un più ampio mutamento demografico che vede la popolazione italiana in progressivo invecchiamento e una riduzione costante della natalità. Secondo i dati ISTAT, negli ultimi dieci anni la forza lavoro in età produttiva è diminuita di oltre un milione di unità, generando nuove criticità per il sistema produttivo e per il welfare nazionale.
*Le principali conseguenze di questa tendenza sono:*
- Riduzione della base di lavoratori disponibili nei settori industriali e dei servizi;
- Pressione crescente sul sistema pensionistico;
- Difficoltà di rinnovamento generazionale nelle aziende;
- Necessità di riformulare processi interni per far fronte alla scarsità di risorse umane.
Questi cambiamenti impongono una rapida revisione delle strategie gestionali e produttive. È necessario, come sottolinea Valter Quercioli di Federmanager, concentrare le forze lavoro sui segmenti a maggiore produttività, sfruttando al massimo le competenze esistenti e riducendo al minimo gli sprechi.
Managerializzazione delle imprese italiane: una necessità urgente
Uno dei temi centrali affrontati da Quercioli riguarda la managerializzazione delle imprese italiane. Attualmente, secondo i dati forniti durante l’intervista, solo il 5% delle imprese industriali italiane è realmente managerializzato. Questo significa che nella stragrande maggioranza dei casi il governo e la gestione delle aziende rimangono familiari, artigianali, scarsamente strutturati sotto il profilo strategico e organizzativo.
Le conseguenze della scarsa managerializzazione sono molteplici:
- Bassa capacità di pianificazione a lungo termine;
- Scarso orientamento all’innovazione;
- Ridotta possibilità di attrarre investimenti;
- Difficoltà nell’adozione di nuove tecnologie.
Valter Quercioli sottolinea la necessità di agire con urgenza. La qualità del management, oggi più che mai, si traduce in competitività e capacità di adattamento.
Automazione industriale e digitalizzazione: strumenti indispensabili
Un secondo pilastro della strategia presentata da Quercioli riguarda il tema dell’automazione industriale in Italia e la digitalizzazione delle aziende italiane. In un mercato sempre più globalizzato, le imprese sono chiamate a incrementare produttività e efficienza tramite l’adozione di tecnologie avanzate.
Digitalizzazione e automazione non rappresentano soltanto strumenti di modernizzazione, ma diventano veri e propri motori per liberare risorse umane da compiti routinari e a basso valore aggiunto:
- _Consentono di spostare lavoratori su funzioni più qualificate e strategiche;
- Ridisegnano i processi interni, eliminando colli di bottiglia;
- Agevolano l’innovazione di prodotto e processo;
- Offrono nuove possibilità di business legate ai dati e all’intelligenza artificiale._
Secondo Quercioli, la digitalizzazione e l’automazione sono strumenti chiave per liberare la forza lavoro e affrontare il deficit demografico. È cruciale dunque sviluppare politiche di investimento in questi ambiti, garantendo formazione e rinnovamento delle competenze.
Il ruolo chiave del mentoring manageriale e della valorizzazione dei senior
Altro punto saliente delle dichiarazioni di Valter Quercioli è la proposta di valorizzare le persone più senior all’interno delle aziende attraverso attività di mentoring manageriale. In un contesto in cui la forza lavoro si riduce e invecchia, è fondamentale non disperdere il patrimonio di esperienze e di conoscenze dei manager più anziani.
*Vantaggi del mentoring manageriale:*
- Accelerazione della crescita professionale dei giovani talenti;
- Trasferimento di competenze critiche non solo tecniche ma gestionali e relazionali;
- Miglioramento della continuità generazionale all’interno delle aziende;
- Rafforzamento della cultura d’impresa e senso di appartenenza.
I meccanismi di mentoring, già ampiamente diffusi nei sistemi produttivi più avanzati, rappresentano oggi una delle possibili soluzioni per garantire sviluppo management aziende senza dover attingere costantemente a risorse esterne. La valorizzazione dei senior ha quindi una triplice funzione: sociale, culturale e produttiva.
Gli investimenti strategici in 20.000 aziende: una nuova road map per l'industria italiana
Quercioli individua inoltre una priorità nell’investire in 20.000 aziende italiane con reali capacità di managerializzazione. Si tratta di un numero significativo: queste imprese rappresentano il cuore pulsante del sistema manifatturiero nazionale e possono fungere da motore di replica per l’intera economia.
Perché puntare su queste aziende?
- _Sono quelle con maggiore potenziale di crescita e internazionalizzazione;
- Sono in grado di generare un impatto rilevante sull’indotto e sull’occupazione;
- Hanno già una struttura organizzativa tale da integrare facilmente nuovi processi di automazione e digitalizzazione._
L’obiettivo, secondo Federmanager, è favorire un “effetto contagio” per l’innovazione sui territori, creando un ecosistema virtuoso tra imprese, università, centri di ricerca e policy makers.
La produttività nel settore industriale: come migliorarla con management e innovazione
Un altro punto chiave del ragionamento di Quercioli è la necessità di concentrare le forze lavoro sui segmenti a maggiore produttività, sfruttando al meglio le competenze disponibili attraverso percorsi di formazione continua e ridefinizione dei ruoli interni.
Per ottenere questo risultato, sono indispensabili:
- Una revisione delle logiche di organizzazione aziendale;
- Un forte legame tra formazione, ricerca e sviluppo;
- L’adozione di modelli manageriali in grado di integrare automazione industriale e digitalizzazione.
La produttività settore industriale italiano è storicamente inferiore alla media europea. Nel 2025, secondo Eurostat, la produttività del lavoro in Italia era del 15% inferiore rispetto a quella dei maggiori partner UE. Solo attraverso una decisa svolta gestionale e tecnologica è possibile colmare questo divario.
La proposta di Valter Quercioli: sintesi e prospettive future
Valter Quercioli, tramite Federmanager, lancia quindi una road map fondata su: managerializzazione, mentoring manageriale, automazione industriale, digitalizzazione aziende italiane, investimenti mirati. Questa visione integrata nasce dalla constatazione che il modello produttivo tradizionale italiano, basato su suddivisione familiare e operatività artigianale, non è più sufficiente per affrontare un mercato globale e digitalizzato.
In sintesi, le direttrici indicate sono:
- Estendere il management professionale nelle aziende;
- Dotarsi di infrastrutture digitali e nuove tecnologie;
- Valorizzare i senior e favorire la crescita dei giovani con percorsi di mentoring;
- Selezionare e supportare le migliori aziende per generare effetto traino.
La sfida, aggiunge Quercioli, è anche culturale: modificare l’atteggiamento verso il cambiamento, abbattere le resistenze e investire stabilmente in capitale umano e innovazione.
Soluzioni per il calo demografico e il rilancio del lavoro in Italia
Alla luce di quanto esposto, emerge la necessità di una strategia nazionale integrata per fronteggiare la carenza forza lavoro Italia e le conseguenze del calo demografico. Oltre agli interventi mirati sul sistema produttivo, alcune misure di sostegno e sviluppo sono indispensabili:
- Politiche di incentivo alla natalità (congedi parentali, bonus bebè, sostegno alle famiglie);
- Maggiore integrazione tra scuola, università e imprese per formare competenze richieste dal mercato;
- Sviluppo di piattaforme digitali e smart working per attrarre risorse anche dalle aree più periferiche;
- Supporto attivo all'innovazione mediante fondi pubblici e privati;
- Promozione di una cultura del meritocrazia all’interno delle aziende.
Nel quadro internazionale, alcuni paesi stanno già attuando programmi avanzati per affrontare il problema, come la Germania e i Paesi Scandinavi: queste esperienze possono rappresentare un modello.
Conclusioni
La transizione verso un sistema produttivo manageriale e tecnologicamente avanzato è ormai irreversibile. Come affermato da Quercioli, investire sulla managerializzazione imprese italiane, sull'automazione industriale Italia e sulla digitalizzazione aziende italiane è la sola via per rispondere in maniera efficace alla carenza forza lavoro Italia e promuovere crescita, occupazione e benessere sociale.
La valorizzazione del management, il mentoring dei senior e la centralità dell’innovazione restano le chiavi di volta per rilanciare la competitività del Paese. Federmanager, tramite la voce autorevole di Valter Quercioli, indica una strada percorribile che richiede coraggio, visione e partecipazione attiva di tutti gli attori del sistema economico.
Un’Italia capace di investire nello sviluppo management aziende, negli investimenti automazione industria e nelle soluzioni calo demografico lavoro potrà superare la sfida e diventare modello di trasformazione in Europa.