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La Carenza di Ingegneri in Italia: Sfide e Prospettive del Mercato del Lavoro nel 2025

La Carenza di Ingegneri in Italia: Sfide e Prospettive del Mercato del Lavoro nel 2025

Analisi sulle figure professionali richieste e le soluzioni possibili secondo Unioncamere e Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

La Carenza di Ingegneri in Italia: Sfide e Prospettive del Mercato del Lavoro nel 2025

L’Italia vive da anni una situazione di carenza strutturale in alcune tra le professioni più richieste dal mercato del lavoro, in particolare nell’ambito dell’ingegneria, dell’economia e del settore medico-sanitario. Lo confermano i dati più recenti di Unioncamere e della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che mettono in evidenza la contraddizione tra domanda occupazionale e offerta formativa, con ripercussioni significative sulla competitività del Paese e sulle prospettive dei giovani laureati.

In questo approfondimento analizzeremo, con dati e testimonianze, le cause e le conseguenze di questa situazione, offrendo una panoramica sulle professioni più richieste e sulle possibili strategie per colmare il divario.

Indice

  • Mancanza ingegneri Italia: Fotografia del fenomeno
  • Lavoro per ingegneri 2025: Le opportunità secondo Unioncamere
  • Offerta lavoro ingegneri Italia: L'effetto sul mercato e sulle imprese
  • Carenza di laureati in economia e medicina
  • Tasso di occupazione ingegneria industriale e altri dati significativi
  • Professioni richieste in edilizia e nei settori chiave
  • Carenza diplomati settori chiave: cause e prospettive
  • Soluzioni possibili: politiche attive e orientamento scolastico
  • Sintesi finale

Mancanza ingegneri Italia: Fotografia del fenomeno

Unioncamere ha diffuso dati recenti che destano preoccupazione: ogni anno nel nostro Paese mancano oltre 22.000 laureati in ingegneria. Questo numero, in continua crescita, è il risultato di diversi fattori: un calo demografico costante, una scarsa attrattività delle facoltà scientifiche e una percezione ancora distorta dei percorsi STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

Non si tratta di un fenomeno isolato: la stessa carenza riguarda anche altri ambiti, come conferma la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che segnala una carenza importante anche tra i laureati in economia e nel settore medico-sanitario. Tuttavia, è proprio la carenza di ingegneri a pesare maggiormente sui comparti strategici del tessuto produttivo italiano, alla luce della rivoluzione digitale e delle sfide della transizione green.

Il dato di 22mila ingegneri mancanti ogni anno rappresenta solo la punta dell’iceberg. Secondo Unioncamere, tra il 2025 e il 2029 le imprese italiane esprimeranno un fabbisogno annuo di oltre 135.000 diplomati provenienti da percorsi professionali, con una carenza strutturale di circa 65mila figure all’anno, concentrate soprattutto nei comparti dell’edilizia e dell’agroalimentare.

Lavoro per ingegneri 2025: Le opportunità secondo Unioncamere

Nel panorama europeo e nazionale, la figura dell’ingegnere è tra le più richieste nel mercato del lavoro. La richiesta ingegneri Unioncamere è destinata ad aumentare nel 2025, complice la ripresa economica e l’accelerazione di processi legati alle infrastrutture, alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale.

Le imprese, infatti, lamentano difficoltà sempre maggiori nel reperire risorse qualificate, soprattutto nei seguenti ambiti:

  • Ingegneria industriale
  • Ingegneria gestionale
  • Ingegneria informatica
  • Ingegneria civile e ambientale

Questi profili sono indispensabili sia per l’industria manifatturiera che per i servizi avanzati, con un forte impatto anche sulle piccole e medie imprese impegnate in processi di transizione tecnologica. La domanda di ingegneri coinvolge trasversalmente anche settori innovativi come energia, logistica, automotive, biomedicale e aerospaziale.

La mancanza di ingegneri in Italia è ormai il principale ostacolo alla crescita e all’innovazione. Da qui il pressing degli industriali e delle imprese sulle istituzioni, affinché si rinvigorisca l’orientamento verso le lauree STEM e si rafforzino le sinergie fra scuola, università e mondo del lavoro.

Offerta lavoro ingegneri Italia: l'effetto sul mercato e sulle imprese

L’offerta lavoro ingegneri Italia non riesce a soddisfare appieno la domanda proveniente dai diversi comparti. Questo squilibrio ha impatti tangibili sull’economia reale:

  1. Allungamento dei tempi di selezione: Il ritardo nel reperire personale specializzato rallenta progetti chiave e riduce la competitività delle aziende.
  1. Aumento degli stipendi: La scarsità di candidati fa crescere il valore di mercato degli ingegneri, incentivando le aziende a promuovere benefit e percorsi di crescita per trattenere i talenti.
  1. Ricorso a professionisti stranieri: Alcune realtà, soprattutto multinazionali, sono costrette ad assumere professionisti provenienti dall’estero, con implicazioni anche sul piano dell’integrazione linguistica e culturale.
  1. Rischio di delocalizzazione: Se il divario tra domanda e offerta aumenta, le imprese potrebbero valutare scenari alternativi, delocalizzando produzioni o direzioni tecniche in Paesi dove l’offerta è maggiore.

In questo contesto, si accentua anche la concorrenza tra aziende nell’attrarre giovani laureati, mentre i migliori profili possono scegliere fra numerose offerte, spesso già durante il periodo di studi.

Carenza di laureati in economia e medicina

La situazione degli ingegneri trova analogie anche negli altri settori chiave dell’economia italiana. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sottolinea la crescente difficoltà per imprese e settore pubblico nel reclutare laureati in discipline economiche e sanitarie.

Nel caso dell’economia, la carenza laureati economia si traduce in una domanda elevatissima di commercialisti, esperti in gestione aziendale, consulenti fiscali e financial controller. Questi profili sono sempre più necessari per seguire l’innovazione amministrativa, l’internazionalizzazione e l’adeguamento normativo delle aziende.

Sul fronte medico-sanitario, la situazione è resa ancora più critica dall’invecchiamento della popolazione e dalla necessità di rafforzare il sistema sanitario nazionale, come evidenziato dalla pandemia. La carenza laureati medicina riguarda sia i medici sia le figure intermedie (infermieri, fisioterapisti, tecnici di laboratorio), con rischi concreti di disservizi e sovraccarico degli operatori.

Tasso di occupazione ingegneria industriale e altri dati significativi

Nonostante la difficoltà a reperire talenti, il segmento degli ingegneri offre le migliori prospettive occupazionali tra i laureati italiani. Il tasso occupazione ingegneria industriale è del 93,4% a un anno dal conseguimento della laurea, secondo gli ultimi dati Almalaurea.

Questo significa che nove ingegneri su dieci trovano un impiego stabile o a progetto entro i primi dodici mesi dalla conclusione del percorso universitario, con livelli retributivi spesso superiori alla media nazionale. Si conferma così il primato dell’ingegneria tra le discipline Universitarie, seguita da economia e medicina. Alcuni dati:

  • Tasso di occupazione media (tutte le lauree): 71%
  • Tasso di occupazione ingegneria gestionale: 91,2%
  • Tasso di occupazione ingegneria informatica: 89,7%

Questi dati rafforzano la percezione dell’ingegneria come percorso efficace per inserirsi nel mercato del lavoro e accedere rapidamente a posizioni di responsabilità.

Professioni richieste edilizia e nei settori chiave

L’edilizia è tra i comparti maggiormente interessati dalla carenza di figure tecniche. La ripresa degli investimenti pubblici collegata al PNRR, la necessità di efficientamento energetico e le esigenze di sicurezza sismica e ambientale stanno determinando una vera e propria «corsa agli specialisti».

Risultano particolarmente richieste le seguenti professioni:

  • Ingegneri civili e ambientali
  • Geometri e periti edili
  • Tecnici della sicurezza
  • Esperti di energie rinnovabili

Anche altri settori chiave continuano a risentire della carenza diplomati settori chiave come l’agroalimentare, dove si cercano tecnici di laboratorio, periti agrari, esperti in sostenibilità e digitalizzazione delle filiere.

Gli analisti socioeconomici sottolineano come il mismatch tra domanda e offerta sia destinato a perdurare, almeno nel medio termine, se non verranno attuate strategie di orientamento e formazione più incisive.

Carenza diplomati settori chiave: cause e prospettive

La crisi di vocazioni nelle discipline tecniche coinvolge non solo l’università, ma anche la formazione professionale e gli istituti tecnici. L’investimento culturale e orientativo deve quindi partire già dalla scuola superiore.

Tanti giovani scelgono ancora licei generalisti piuttosto che istituti tecnici e professionali, sottovalutando l’importanza della offerta lavoro ingegneri Italia e delle nuove professioni richieste nei settori trainanti.

Le cause principali sono:

  • Informazione poco chiara sulle prospettive occupazionali reali
  • Stereotipi ancora diffusi sulla difficoltà dei percorsi scientifici
  • Scarsa valorizzazione dell’alternanza scuola-lavoro
  • Precarietà percepita delle professioni tecniche
  • Riduzione del numero di iscritti a causa del calo demografico

Invertire questa tendenza è fondamentale per garantire un futuro di crescita all’economia italiana e nuove opportunità ai giovani.

Soluzioni possibili: politiche attive e orientamento scolastico

Per rispondere alla mancanza ingegneri Italia, sono necessarie politiche di ampio respiro che coinvolgano istituzioni, sistema scolastico e imprese. Gli esperti propongono una serie di strategie, tra cui:

  1. Rafforzamento dell’orientamento scolastico: fornire informazioni aggiornate e realistiche sulle prospettive di inserimento lavorativo nei diversi settori.
  1. Incentivi alle iscrizioni STEM: agevolazioni economiche, borse di studio e percorsi di accompagnamento dedicati ai ragazzi che scelgono facoltà scientifiche.
  1. Sviluppo di ITS (Istituti Tecnici Superiori): investire nella formazione post-diploma altamente professionalizzante, oggi ancora poco valorizzata rispetto ad altri Paesi europei.
  1. Sistemi di alternanza scuola-lavoro efficaci: più stage, tirocini curricolari e progetti nei settori industriali.
  1. Coinvolgimento delle imprese: partnership strutturate tra aziende, università e scuole per l’aggiornamento continuo dei docenti e per favorire percorsi di apprendistato.
  1. Comunicazione capillare per smontare stereotipi sulle professioni tecniche e spiegare ai giovani le reali opportunità di crescita, stabilità e guadagno.

L’efficacia di queste misure dipende da un impegno condiviso e da una cabina di regia nazionale, che superi la frammentazione attuale e orienti risorse e strategie dove il fabbisogno occupazionale è più forte.

Sintesi finale

La questione della mancanza ingegneri Italia non è solo una sfida per il mondo della formazione, ma una priorità per il futuro dell’intero sistema produttivo. Dal settore edilizia alla manifattura avanzata, dall’agroalimentare alla sanità, la richiesta di nuove figure professionali è in costante aumento e rischia di amplificare il gap tra economia reale e formazione.

Con un tasso di occupazione al 93,4% per gli ingegneri industriali e opportunità concrete nei settori tecnici, è fondamentale rafforzare l’orientamento tra i giovani e promuovere con decisione gli studi STEM. Le imprese chiedono nuove strategie di collaborazione tra istituzioni educative e produttive, con investimenti mirati e campagne di comunicazione efficaci.

Solo un’azione coordinata e lungimirante potrà invertire la tendenza e trasformare la carenza ingegneri in un’opportunità per l’intero Paese, garantendo competitività e occupazione stabile per le nuove generazioni.

Pubblicato il: 30 agosto 2025 alle ore 09:10

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

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