Il fenomeno dell'astensionismo rappresenta una delle principali sfide per la democrazia italiana. In risposta a questa criticità, dal 7 gennaio, con la ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia, la commissione Affari Costituzionali del Senato inizierà l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare che mira a introdurre il voto ai fuorisede, consentendo a milioni di cittadini di esprimere la propria preferenza elettorale anche se temporaneamente domiciliati fuori dal comune di residenza.
La proposta si pone l’obiettivo di ampliare la partecipazione elettorale e ridurre il tasso di astensionismo. Secondo quanto illustrato nel testo depositato a Palazzo Madama, si stima che almeno 5 milioni di elettori – studenti, lavoratori, persone in cura fuori sede – potrebbero beneficiare di questa misura. La raccolta delle 50.000 firme, requisito necessario per l’iter di legge popolare, si è conclusa a dicembre, testimoniando l’interesse diffuso per la questione.
La proposta, promossa da Good lobby, Will Media e Rete voto fuori sede, sarà illustrata dalla relatrice Domenica Spinelli, senatrice di Fratelli d’Italia (FdI). Il regolamento di Palazzo Madama prevede che il Senato disponga di tre mesi per l’esame delle proposte di iniziativa popolare: superata questa fase, il testo passerà direttamente in Aula. La volontà dichiarata è quella di procedere con celerità, vista l’urgenza di combattere l’astensionismo.
La proposta di legge introduce importanti innovazioni:
- Gli elettori temporaneamente domiciliati fuori sede potranno votare per tutte le consultazioni (politiche, regionali, amministrative, referendum).
- La domanda dovrà essere presentata in modalità telematica (tramite SPID o carta d’identità elettronica), almeno 35 giorni prima della data delle elezioni.
- Sarà necessario certificare la motivazione della lontananza dalla residenza (ad esempio, iscrizione universitaria, certificato medico o contratto di lavoro).
- Il comune di domicilio invierà conferma e indicherà la sezione elettorale di pertinenza.
- I seggi saranno allestiti negli uffici postali, dotati di cabine e totem digitali per la consultazione delle liste elettorali.
- Il voto sarà anticipato nei giorni compresi tra il lunedì e il mercoledì della seconda settimana precedente le elezioni.
È utile ricordare che il Senato aveva già approvato all’unanimità, lo scorso anno, una sperimentazione per il voto fuori sede in occasione dei referendum di giugno. Quella soluzione prevedeva seggi speciali e orari dedicati, ma il nuovo sistema proposto si ispira più da vicino al modello del voto dall’estero, prevedendo una maggiore digitalizzazione e capillarità dei punti di voto.
La copertura finanziaria prevista ammonta a 1 milione di euro. Queste risorse saranno recuperate dalla cancellazione degli sconti attualmente previsti sui viaggi dei fuorisede che rientrano al proprio comune per votare. Questa scelta mira a rendere sostenibile la riforma senza gravare ulteriormente sul bilancio pubblico.
"L’astensionismo elevato è una sfida per tutti, a tutti i livelli, mettendo in campo tutti gli strumenti idonei a recuperarlo", ha dichiarato Spinelli. Le forze promotrici auspicano che il Parlamento proceda con rapidità, sottolineando l’importanza di una misura destinata a rafforzare la rappresentanza e la partecipazione democratica.
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