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Modifica dei canti natalizi in una scuola a Reggio Emilia: tolto il riferimento a Gesù. E' polemica.
Editoriali

Modifica dei canti natalizi in una scuola a Reggio Emilia: tolto il riferimento a Gesù. E' polemica.

Disponibile in formato audio

Una scuola primaria di Reggio Emilia ha modificato i testi dei canti natalizi, eliminando i riferimenti a Gesù per favorire l'inclusione. La decisione ha suscitato un acceso dibattito tra sostenitori delle tradizioni cristiane e promotori di un'educazione laica e inclusiva.

In occasione delle festività natalizie, una scuola primaria di Reggio Emilia ha deciso di modificare i testi dei canti tradizionali, eliminando i riferimenti a Gesù. Questa scelta, volta a promuovere l'inclusione degli alunni di diverse confessioni religiose, ha innescato un acceso dibattito tra sostenitori delle tradizioni cristiane e promotori di un'educazione laica e inclusiva.

Il caso della scuola primaria San Giovanni Bosco

Alla scuola primaria "San Giovanni Bosco" di Reggio Emilia, gli insegnanti hanno deciso di adattare il testo della canzone "Din Don Dan", versione italiana di "Jingle Bells", per la recita natalizia. In particolare, le strofe originali "Aspettando quei doni che regala il buon Gesù" e "Oggi è nato il buon Gesù" sono state modificate rispettivamente in "Aspettano la pace e la chiedono di più" e "Oggi è festa ancor di più". Questa decisione è stata motivata dal desiderio di non offendere gli alunni di origine straniera che professano altre religioni.

Le reazioni politiche e sociali

La modifica dei canti natalizi ha suscitato immediate reazioni politiche. Alessandro Rinaldi, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Reggio Emilia, ha definito la scelta "sbagliata, ideologica e profondamente diseducativa". Rinaldi ha sottolineato che "censurare Gesù dalle canzoni di Natale nelle scuole di Reggio Emilia è una deriva inaccettabile" e che "il Natale ha un'identità chiara: è una festa cristiana".

Il contesto nazionale: altri episodi simili

Episodi analoghi si sono verificati in altre parti d'Italia. A Magliano in Toscana, una scuola primaria ha rimosso il nome di Gesù da un canto natalizio per "rispettare la laicità". Questa decisione ha scatenato polemiche tra genitori e istituzioni locali, con il sindaco Gabriele Fusini che ha dichiarato: "Non è eliminando le tradizioni che si mette a rischio la laicità della scuola".

Il dibattito sull'inclusione e le tradizioni religiose

Questi episodi sollevano questioni più ampie sul bilanciamento tra il rispetto delle tradizioni religiose e la promozione di un ambiente scolastico inclusivo. Da un lato, vi è la necessità di rispettare la diversità culturale e religiosa degli studenti; dall'altro, la volontà di preservare le tradizioni che caratterizzano la cultura italiana. Il dibattito si concentra su come le istituzioni scolastiche possano navigare tra questi due imperativi, garantendo un'educazione che sia al contempo rispettosa delle differenze e fedele alle tradizioni.

Conclusione

La modifica dei canti natalizi nelle scuole italiane evidenzia le sfide che le istituzioni educative affrontano nel conciliare l'inclusione con la preservazione delle tradizioni culturali e religiose. Mentre il dibattito continua, è fondamentale trovare un equilibrio che rispetti la diversità senza rinunciare alle radici culturali che definiscono la società italiana.

Pubblicato il: 10 dicembre 2025 alle ore 15:12

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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