Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha accolto a Montecitorio il nuovo ambasciatore del Giappone in Italia, Hikariko Ono. L'incontro, avvenuto l'8 aprile 2026, si inserisce in un anno denso di appuntamenti dedicati al 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, un traguardo che i due Paesi stanno celebrando con un palinsesto articolato di iniziative culturali, istituzionali e artistiche.
L'incontro alla Camera dei Deputati
Il colloquio tra Mollicone e l'ambasciatore Ono si è concentrato sulla ricognizione delle numerose iniziative previste per l'anno celebrativo. Mollicone ha definito l'incontro "un'importante occasione per fare il punto sul ricco palinsesto" di eventi in programma, sottolineando come la relazione bilaterale tra Roma e Tokyo abbia raggiunto una maturità che va ben oltre i canali diplomatici tradizionali.
L'ambasciatore Ono, che ha assunto da poco il suo incarico presso la sede diplomatica giapponese in Italia, si trova a gestire un momento particolarmente significativo. Il 2025-2026 è stato infatti designato come biennio di celebrazioni, con eventi distribuiti su tutto il territorio italiano e in Giappone. La scelta di avviare il dialogo istituzionale partendo dalla commissione Cultura non è casuale: segnala la centralità che entrambi i Paesi attribuiscono alla dimensione culturale come asse portante della relazione bilaterale.
Un anno di celebrazioni per i 160 anni di relazioni
Le relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone risalgono al 1866, quando il Regno d'Italia, appena unificato, firmò il primo trattato di amicizia e commercio con l'Impero giapponese. Da allora, il legame tra i due Paesi ha attraversato fasi alterne, guerre mondiali, ricostruzioni, ma ha sempre trovato nella cultura un terreno comune straordinariamente fertile.
L'anno celebrativo è stato inaugurato dalla visita ufficiale del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Tokyo, un segnale politico forte che ha ribadito l'importanza strategica del Giappone nella politica estera italiana, soprattutto nell'area dell'Indo-Pacifico. Durante la visita sono stati siglati diversi accordi di cooperazione nei settori della tecnologia, della difesa e della cultura, confermando una partnership che si estende su molteplici fronti.
Tra le iniziative già realizzate o in programma figurano:
- Mostre d'arte in sedi prestigiose italiane e giapponesi
- Festival cinematografici dedicati alle cinematografie dei due Paesi
- Programmi di scambio accademico tra università italiane e giapponesi
- Rassegne gastronomiche che esplorano le affinità tra le due tradizioni culinarie, entrambe patrimonio UNESCO
- Conferenze congiunte su innovazione tecnologica e tutela del patrimonio
La mostra di Hokusai a Palazzo Bonaparte
Tra gli eventi di punta dell'anno celebrativo spicca la mostra dedicata al maestro Katsushika Hokusai allestita a Palazzo Bonaparte, nel cuore di Roma. L'esposizione, che Mollicone ha rivendicato di aver "promosso sin dall'inizio", rappresenta uno degli appuntamenti culturali più attesi della stagione.
Hokusai, vissuto tra il 1760 e il 1849, è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi artisti della storia giapponese. La sua celebre serie Trentasei vedute del Monte Fuji, che include l'iconica Grande onda di Kanagawa, ha influenzato profondamente l'arte europea, dagli impressionisti francesi fino alle avanguardie del Novecento. Non è un caso che proprio l'Italia, con la sua sensibilità artistica secolare, ospiti una retrospettiva di questa portata.
Palazzo Bonaparte, situato in Piazza Venezia, offre una cornice simbolicamente potente: un edificio che racconta la storia italiana, trasformato in spazio di dialogo con una delle tradizioni artistiche più raffinate al mondo. La mostra include opere provenienti da collezioni pubbliche e private giapponesi, alcune delle quali esposte per la prima volta in Europa.
Diplomazia culturale: il ponte tra Roma e Tokyo
Mollicone ha descritto la diplomazia culturale come "il ponte naturale" tra Italia e Giappone, evocando un "dialogo millenario" che affonda le radici nelle rispettive tradizioni. L'espressione non è retorica. I primi contatti documentati tra le due civiltà risalgono al XVI secolo, quando i missionari gesuiti italiani raggiunsero l'arcipelago giapponese, e una delegazione di giovani samurai cristiani, la cosiddetta Tensho Embassy, visitò Roma nel 1585, incontrando Papa Gregorio XIII.
Da allora, il fascino reciproco non si è mai esaurito. L'arte, il design, la moda e la gastronomia sono i campi in cui le affinità tra i due Paesi emergono con maggiore evidenza. Entrambe le nazioni condividono un'attenzione quasi ossessiva per il dettaglio, per la qualità artigianale, per l'equilibrio tra tradizione e innovazione. Non sorprende che il Giappone sia il primo mercato asiatico per molti marchi italiani del lusso, né che la cucina italiana sia tra le più amate dai consumatori giapponesi.
La cooperazione culturale si traduce anche in numeri concreti. Secondo i dati del Ministero degli Affari Esteri, gli scambi culturali tra i due Paesi coinvolgono ogni anno migliaia di studenti, artisti, ricercatori e professionisti. Gli Istituti Italiani di Cultura a Tokyo e Osaka registrano costantemente un'affluenza elevata, mentre i corsi di lingua italiana in Giappone attraggono un numero crescente di iscritti.
Le relazioni economiche e strategiche tra i due Paesi
Oltre alla dimensione culturale, l'incontro tra Mollicone e Ono si colloca in un contesto di relazioni bilaterali sempre più dense anche sul piano economico e geopolitico. Il Giappone è un partner commerciale di primo piano per l'Italia: l'interscambio bilaterale supera i 10 miliardi di euro annui, con una presenza significativa di aziende giapponesi sul territorio italiano e viceversa.
Sul fronte strategico, Italia e Giappone condividono l'appartenenza al G7 e una visione comune su molte questioni internazionali, dalla sicurezza nell'Indo-Pacifico alla difesa dell'ordine multilaterale basato sulle regole. Il programma congiunto per lo sviluppo del caccia di sesta generazione GCAP (Global Combat Air Programme), che coinvolge anche il Regno Unito, rappresenta forse il progetto di cooperazione militare-industriale più ambizioso mai avviato tra i due Paesi.
Questa convergenza strategica rafforza ulteriormente il significato delle celebrazioni per il 160° anniversario: non si tratta di un esercizio commemorativo fine a sé stesso, ma della manifestazione visibile di una partnership che guarda al futuro.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il calendario delle celebrazioni prevede ancora numerosi appuntamenti nei mesi a venire. Tra i più attesi figurano eventi musicali congiunti, con orchestre italiane e giapponesi che si esibiranno nelle rispettive capitali, e un programma di residenze artistiche che permetterà a creativi dei due Paesi di lavorare fianco a fianco.
Sul versante istituzionale, sono previsti ulteriori incontri bilaterali ai massimi livelli, mentre il mondo accademico sta organizzando una serie di simposi congiunti su temi che spaziano dall'intelligenza artificiale alla conservazione dei beni culturali.
L'incontro tra Mollicone e l'ambasciatore Ono conferma che la relazione tra Italia e Giappone poggia su fondamenta solide, capaci di intrecciare cultura, economia e visione geopolitica in un unico tessuto coerente. A 160 anni dalla firma del primo trattato, il dialogo tra Roma e Tokyo non mostra segni di stanchezza. Semmai, il contrario: le sfide globali contemporanee, dalla transizione tecnologica alla tutela del patrimonio, offrono nuove ragioni per collaborare, e nuovi spazi da esplorare insieme.