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Cosa sta Succedendo in Iran? Proteste Diffuse e Repressione Governativa Agitano il Paese
Editoriali

Cosa sta Succedendo in Iran? Proteste Diffuse e Repressione Governativa Agitano il Paese

Disponibile in formato audio

L'Iran è scosso da proteste diffuse a causa della crisi economica, con una risposta governativa caratterizzata da repressione e blackout delle comunicazioni.

Cosa sta Succedendo in Iran? Proteste Diffuse e Repressione Governativa Agitano il Paese

Sommario

  1. Introduzione
  2. Origini delle Proteste
  3. Espansione delle Manifestazioni
  4. Reazione del Governo Iraniano
  5. Ruolo dei Guardiani della Rivoluzione
  6. Blackout delle Comunicazioni
  7. Tentativi di Placare le Proteste
  8. Reazioni Internazionali
  9. Dichiarazioni del Presidente Trump
  10. Conclusione

Introduzione

L'Iran è attualmente teatro di una serie di proteste su vasta scala, scaturite da una profonda crisi economica e da una crescente insoddisfazione popolare nei confronti del governo. Queste manifestazioni, iniziate alla fine del 2025, hanno rapidamente assunto una dimensione nazionale, mettendo in discussione la stabilità del regime della Repubblica Islamica.

Origini delle Proteste

Le proteste hanno avuto origine nel dicembre 2025, quando la valuta nazionale, il rial, ha subito una drastica svalutazione, raggiungendo un tasso di cambio di circa 1,45 milioni di rial per dollaro. Questo crollo ha innescato un'inflazione galoppante, con un tasso annuo che ha superato il 42% a dicembre 2025. I prezzi dei beni di prima necessità, in particolare quelli alimentari, sono aumentati del 72%, aggravando le difficoltà economiche della popolazione.

Espansione delle Manifestazioni

Inizialmente, le proteste sono state guidate dai commercianti del Gran Bazar di Teheran, storicamente sostenitori del regime. Tuttavia, la chiusura dei negozi e gli scioperi si sono rapidamente diffusi ad altre città, coinvolgendo studenti universitari e cittadini di diverse classi sociali. Le manifestazioni hanno assunto un carattere politico, con slogan che invocano la caduta della Repubblica Islamica e la richiesta di diritti, dignità e libertà.

Reazione del Governo Iraniano

Il governo iraniano ha risposto alle proteste con una repressione crescente. Il 3 gennaio 2026, le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 11 manifestanti. In quella stessa giornata, la Guida Suprema Ali Khamenei ha dichiarato che "i rivoltosi dovrebbero essere rimessi al loro posto".

Ruolo dei Guardiani della Rivoluzione

I Guardiani della Rivoluzione, forza militare d'élite del paese, hanno assunto un ruolo centrale nella repressione. Il 3 gennaio, la direzione dei Guardiani della Rivoluzione della provincia del Lorestan ha annunciato la fine del periodo di "tolleranza", impegnandosi a colpire "rivoltosi, organizzatori e leader dei movimenti contro la sicurezza senza pietà".

Blackout delle Comunicazioni

Per limitare la diffusione delle proteste e impedire l'organizzazione dei manifestanti, il governo ha imposto blackout di internet e delle comunicazioni telefoniche. Questa strategia ha reso difficile la verifica indipendente degli eventi e ha isolato ulteriormente la popolazione.

Tentativi di Placare le Proteste

Oltre alla repressione, il governo ha cercato di dividere il movimento di protesta. Ha riconosciuto la legittimità delle richieste dei commercianti, annunciando emendamenti alla legge di bilancio e aumenti salariali programmati. È stato istituito un fondo straordinario di 9 milioni di dollari per i beni di prima necessità, mantenendo l'IVA al 10%. Tuttavia, le altre componenti della protesta sono state classificate come eversive e soggette a una repressione intensificata.

Reazioni Internazionali

La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per la situazione in Iran. Organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato l'uso eccessivo della forza da parte delle autorità iraniane e hanno chiesto il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.

Dichiarazioni del Presidente Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l'America interverrà se l'Iran continuerà a reprimere violentemente i manifestanti. Ha affermato che gli Stati Uniti "sono pronti a venire in loro soccorso".

Conclusione

Le proteste in Iran rappresentano una delle sfide più significative per il regime negli ultimi decenni. La combinazione di crisi economica, insoddisfazione popolare e repressione governativa ha creato una situazione volatile, con potenziali ripercussioni sia a livello nazionale che internazionale. La comunità internazionale continua a monitorare attentamente gli sviluppi, mentre il futuro del paese rimane incerto.

Pubblicato il: 12 gennaio 2026 alle ore 18:47

Matteo Cicarelli

Articolo creato da

Matteo Cicarelli

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