La Knesset ha approvato in prima lettura, con 48 voti a favore e 40 contrari, l'estensione della segregazione universitaria ai corsi di master e dottorato nelle università israeliane. La legge, firmata dalla deputata di Otzma Yehudit Limor Son Har-Melech, ribalta la sentenza dell'Alta Corte di Giustizia del 2021, che ammetteva classi separate solo per le lauree triennali destinate agli studenti ultraortodossi Haredim e vietava di escludere le docenti donne dall'insegnamento in quelle classi. Ora anche i corsi post-laurea potranno essere maschili, con l'esclusione delle professoresse dalle aule.
Cosa dice la nuova legge
Il testo consente a università e college di attivare percorsi separati per uomini e donne nei corsi di master e dottorato, previa approvazione caso per caso del Consiglio per l'istruzione superiore. La separazione è ammessa solo in aula, non negli spazi comuni del campus, e l'iscrizione ai corsi separati resta volontaria. La sentenza del 2021 aveva definito discriminatoria l'esclusione delle professoresse dai corsi maschili triennali, ma la nuova norma la reintroduce per i livelli superiori. Il disegno di legge ha già superato seconda e terza lettura in Commissione istruzione e attende il voto finale in aula. Il governo Netanyahu, sostenuto dai partiti religiosi della coalizione, presenta la misura come strumento di integrazione degli Haredim nel mondo accademico. Rappresentanti dell'opposizione e delle università denunciano invece la creazione di corsie parallele di seconda classe e la compressione dei diritti delle docenti a insegnare senza discriminazioni.
Una norma scritta per l'1,5% degli iscritti
I numeri del sistema universitario israeliano mostrano la sproporzione. Nell'anno accademico 2023-2024 gli studenti ultraortodossi in tutte le istituzioni di istruzione superiore sono 17.400, appena il 5% del totale, secondo il rapporto statistico dell'Israel Democracy Institute pubblicato a febbraio 2025. Il 69% di questi studenti sono donne, cioè circa 12.000 studentesse Haredim. Gli uomini Haredim iscritti a corsi universitari sono quindi meno di 5.400, l'1,5% di tutti gli studenti israeliani. La nuova legge estende le classi separate a master e dottorati proprio per accogliere questo bacino ridotto: sono i pochi uomini Haredim in accademia a chiedere aule senza donne. Le studentesse Haredim, maggioranza netta della loro comunità nel sistema universitario, non chiedono classi separate e non ricevono dalla legge alcun beneficio aggiuntivo. La misura riscrive le regole di un intero sistema per una frazione dei suoi utenti. Nel frattempo la crescita dei master Haredim è del 17% annuo, mentre le studentesse Haredim aumentano solo del 3%: il divario di genere all'interno della comunità è già in aumento.
Chi paga davvero il conto
L'esclusione delle professoresse dai corsi maschili post-laurea non riguarda solo le poche docenti in contatto diretto con classi Haredim. Le donne rappresentano il grosso dei nuovi ingressi in accademia, e togliere loro cattedre nei master significa restringere carriera, promozioni e accesso ai fondi di ricerca dell'intero corpo docente femminile. Il gruppo attivista Zazim avverte che, se approvata, la norma sarà difficilmente ribaltabile dall'Alta Corte, perché il governo ha già mostrato di poter rifiutare l'ottemperanza a sentenze scomode. Le università pubbliche temono un effetto a cascata: gli spazi separati solo in aula tendono a estendersi a mensa, biblioteca e trasporti, come già accade nei campus più conservatori. Il piano ufficiale del Consiglio per l'istruzione superiore per l'integrazione degli Haredim in accademia impone che ogni singolo programma segregato riceva un'autorizzazione preventiva, ma resta il dubbio su chi resisterà alla pressione politica della coalizione religiosa.
Il testo tornerà all'aula della Knesset per il voto definitivo nei prossimi giorni. Se diventerà legge, il primo master segregato aperto in un ateneo pubblico sarà il banco di prova: docenti donne, associazioni per i diritti civili e rettori dovranno decidere se ricorrere all'Alta Corte o accettare che l'esclusione entri stabilmente nel diritto israeliano dell'istruzione superiore.