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Concorso magistratura sotto inchiesta: 7.000 candidati a rischio scritti

Tracce nelle chat e esposto alla Procura: il concorso per 450 magistrati con 7.000 iscritti puo saltare. Cosa puo fare il TAR del Lazio.

Il concorso più affollato degli ultimi anni per entrare in magistratura, 450 posti su circa 7.000 candidati, è finito sotto la lente della Procura di Roma dopo tre giorni di prove alla Fiera di Roma. L'accusa: tracce anticipate nelle chat WhatsApp e fogli lasciati sulla cattedra della commissione.

Cosa è successo alla Fiera di Roma

Le prove scritte del concorso per 450 posti di magistrato ordinario, indetto con decreto ministeriale del 22 ottobre 2025 sul concorso a 450 posti di magistrato ordinario, si sono svolte tra il 24 e il 26 giugno 2026. Dal primo giorno decine di candidati hanno segnalato irregolarità: sulla cattedra della commissione sarebbero stati notati fogli con gli argomenti della prova successiva, tra cui bancarotta, devastazione e saccheggio. La sera prima dello scritto di diritto penale sono circolati messaggi WhatsApp con temi che il giorno dopo sono risultati parte delle tracce ufficiali. Analogo episodio è stato segnalato per l'amministrativo: un provvedimento del Consiglio di Stato sull'accesso civico sarebbe stato notato sul banco dei commissari, materia poi collegata alla prova. Alcuni candidati hanno riferito anche del rinvenimento nei bagni di elaborati già svolti. L'esposto è arrivato alla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo senza indagati nè ipotesi di reato. Oltre mille concorsisti si sono organizzati per un ricorso cautelare al TAR del Lazio.

Il paragone con i concorsi passati

Il vero problema si vede confrontando i numeri storici. Nel concorso a 310 posti bandito nel 2019, con scritti nel 2021, furono ammessi agli orali solo 220 candidati su 3.797 partecipanti: il 5,79%, la percentuale più bassa da almeno 37 anni. Nel concorso a 500 posti del 2022 la selezione fu meno severa: 626 idonei su 3.606 elaborati consegnati, il 17,4%. Il concorso da 400 posti del 2023-2024 promosse 567 candidati su 2.634, cioè il 21,5%.

L'edizione da 450 posti del 2026 è la più affollata del decennio: circa 7.000 partecipanti, quasi il doppio del 2019 e più del triplo del 2023-2024. Anche applicando il tasso di ammissione più generoso degli ultimi cinque anni, si tratterebbe di oltre 1.500 idonei. In caso di annullamento parziale o totale, sarebbe l'intera platea a dover ripetere le prove, con costi organizzativi e logistici moltiplicati per una selezione già più grande del solito. La commissione, in un intervento poi finito in Parlamento, ha già ammesso una 'leggerezza' nella gestione dei materiali cartacei.

Le tre segnalazioni riguardano ambiti diversi ma convergono sullo stesso problema: la vigilanza sui materiali cartacei. Nessuno dei concorsi precedenti degli ultimi dieci anni ha registrato in una sola sessione un simile accumulo di episodi. Il presidente della commissione, secondo quanto emerso in Parlamento con l'interrogazione del deputato Ivan Scalfarotto al Guardasigilli Carlo Nordio, ha riconosciuto errori nella custodia delle tracce. E' un dettaglio che pesa: se un errore procedurale viene ammesso dagli stessi commissari, l'annullamento in autotutela diventa la strada più veloce per il Ministero.

Cosa possono fare i candidati adesso

Le strade aperte sono due e possono correre in parallelo. La prima è l'istanza al Ministero della Giustizia per l'annullamento in autotutela: se accolta, il concorso viene ritirato senza bisogno del giudice. La seconda è il ricorso cautelare al TAR del Lazio per sospendere la correzione degli elaborati: se il tribunale amministrativo dà ragione ai ricorrenti, gli scritti restano congelati fino alla sentenza di merito. Il concorso è disciplinato dal decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160 e dal regio decreto 15 ottobre 1925, n. 1860: entrambi impongono segretezza sulle tracce fino al momento dell'estrazione, e la giurisprudenza amministrativa considera la violazione di questa segretezza un vizio sostanziale che giustifica l'annullamento. Nel frattempo l'indagine della Procura procede senza indagati, ma la sola apertura del fascicolo blocca qualsiasi ipotesi di calendarizzazione degli orali entro l'estate.

Per i 7.000 candidati la partita si gioca ora nelle aule del TAR e nei corridoi di via Arenula: se prevale la via giudiziaria, i risultati arriveranno con anni di ritardo.

Pubblicato il: 8 luglio 2026 alle ore 13:29