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Posti letto Pnrr più cari del mercato in 17 regioni: la replica del Mur

Il Mur difende i prezzi degli studentati Pnrr citando le utenze incluse. Ma il divario col mercato in Calabria è dell'88%, non solo del 16% di Milano.

Il Ministero dell'università e della ricerca ha replicato alle inchieste giornalistiche che hanno paragonato i prezzi dei posti letto Pnrr con quelli del mercato privato. La replica si concentra su un punto: i canoni delle residenze finanziate con il Piano includono luce, gas e riscaldamento, in alcuni casi anche la mensa. Il mercato privato, ricorda il ministero, no.

Da dove nasce la replica del Mur

L'inchiesta che ha innescato la nota istituzionale è "Il lusso in una stanza" del podcast Seietrenta Xl, prodotto da Will media e Chora media. I dati arrivano dal confronto tra le tariffe medie delle stanze singole offerte dagli studentati finanziati con il Pnrr e quelle del mercato privato rilevate da Immobiliare.it Insights.

Il caso più citato è Milano: una stanza singola in studentato Pnrr costa in media 850 euro al mese, contro 729 euro del mercato privato. La differenza è di 121 euro, circa il 16% in più. Per il Mur questa cifra è coerente con il modello del bando: il calmiere del 15% rispetto al mercato si applica al solo costo della locazione, e a 729 euro vanno aggiunte bollette di luce, gas, riscaldamento e oneri condominiali. Nel capoluogo lombardo i due valori, sommate le utenze, si avvicinano.

Dove la spiegazione delle utenze non basta

L'argomento del Mur regge sulla città con il mercato immobiliare più caro d'Italia. Smette di reggere altrove. L'inchiesta documenta che in 17 regioni su 19 il prezzo medio degli studentati Pnrr supera quello del mercato privato. In cinque regioni il divario non è spiegabile con la sola voce utenze:

* Puglia: studentati Pnrr +50% rispetto al mercato privato

* Marche: +71%

* Umbria: +76%

* Molise: +80%

* Calabria: +88%

Nelle regioni del Mezzogiorno e dell'Italia centrale interna una stanza singola privata costa in media tra 200 e 350 euro al mese. Un divario dell'88% in Calabria significa che lo studentato Pnrr nella stessa città può costare quasi il doppio del corrispettivo sul mercato locale. Anche imputando al canone privato un costo medio di 100-150 euro di utenze, il prezzo Pnrr resta più alto di centinaia di euro. La nota del ministero non distingue per area geografica e non commenta il dato regionale: la risposta sulle utenze, valida sul caso Milano, lascia aperto il problema strutturale. I fondi pubblici del Piano vengono usati anche dove la differenza non è giustificabile con i servizi inclusi, e la calmierazione del 15% prevista dal bando non frena il fenomeno nelle aree dove il mercato della locazione è già storicamente basso.

Cosa c'è in gioco entro fine luglio

La Riforma 1.7 della Missione 4 del Pnrr destina 1,2 miliardi di euro alla creazione di 60.000 nuovi posti letto. Il termine originario era giugno 2026: oggi solo metà del target, 30.000 posti, deve essere completata entro il 15 luglio 2026. I restanti 30.000 sono stati spostati su una facility finanziaria separata e saranno realizzati dopo il 2026 con circa 600 milioni di risorse residue.

Per ogni nuovo posto letto i gestori ricevono fino a 20.000 euro di contributo a fondo perduto. In cambio devono applicare per dodici anni una tariffa inferiore di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato della zona, riservando almeno il 30% dei posti agli studenti fuori sede capaci e meritevoli privi di mezzi. Il nuovo bando di Cassa depositi e prestiti per 599 milioni resta aperto fino al 29 giugno 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Il nodo che resta aperto riguarda come misurare la calmierazione del 15%: rispetto al canone netto del mercato o al canone comprensivo di utenze e condominio. Senza una definizione vincolante per area, il divario tra mercato e studentati Pnrr continuerà a comparire nelle inchieste, indipendentemente dalla replica del ministero.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 13:53