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Iscrizioni internazionali USA in caduta: -110mila e domande PhD -21%

Il crollo delle iscrizioni internazionali costa agli USA 3,4 miliardi. Le domande di dottorato dall'estero crollano del 21%: cosa cambia.

Le università statunitensi si preparano a un autunno con 111.000 iscritti stranieri in meno rispetto al 2024-25. Le proiezioni di NAFSA e JB International, pubblicate l'11 agosto 2026, quantificano l'impatto in 3,4 miliardi di dollari di mancate entrate e circa 40.000 posti di lavoro cancellati.

Il conto economico stato per stato

La stima parte dai dati raccolti dall'Institute of International Education tramite il Spring 2026 Snapshot, che indica un calo del 9,5% delle iscrizioni straniere totali. In numeri assoluti si passa da 1.177.766 studenti internazionali del 2024-25 a una proiezione centrale di 1.104.912 per il 2026-27, con uno scenario superiore che scende fino a 1.056.884.

Le perdite sono concentrate: California (499,6 milioni), New York (470,3 milioni), Massachusetts e Michigan (284 milioni ciascuno), Texas (199,1 milioni), Illinois (191,6 milioni). Il taglio del 9% dei posti di lavoro legati agli iscritti dall'estero interessa personale universitario, ricerca e indotto locale, dagli affitti alla ristorazione, dai trasporti alle attività commerciali dei campus.

Due terzi degli atenei intervistati da IIE si aspettano ulteriori cali per il 2026-27, con alcuni istituti che prevedono crolli fino al 40% nelle iscrizioni graduate. La proiezione non include gli studenti in Optional Practical Training, quindi l'impatto reale sulle economie locali potrebbe essere ancora più alto.

L'ago della bilancia è il dottorato

Il vero motore della perdita economica non sono i corsi undergraduate, ma i programmi di ricerca. I Dati AAU sulle ammissioni ai dottorati Fall 2026, raccolti da 55 atenei membri, mostrano un calo del 21% delle domande di dottorato provenienti dall'estero per l'autunno 2026, tradotto in un 17% in meno di ammissioni PhD dall'estero e in un 15% in meno di ammissioni PhD totali. Gli studenti domestici, invece, hanno aumentato le domande del 3%: la domanda interna c'è, ma il sistema non ha più capienza.

Dietro il crollo ci sono due fattori. Da un lato l'incertezza sul finanziamento federale alla ricerca: NIH e NSF hanno rescisso progetti già finanziati e visto proposte di taglio superiori al 50%, spingendo gli atenei a stringere i cordoni della borsa. Il modello statunitense di dottorato si regge su un rapporto di apprendistato in cui lo studente è pagato per quattro-sei anni tramite grant federali: senza budget prevedibili, gli atenei non possono garantire posti per l'intera durata del PhD e riducono le ammissioni a monte. Dall'altro il pacchetto migratorio include il divieto di ingresso da 39 paesi, i colloqui consolari bloccati in India, Cina ed Europa e la fine del "duration of status" per i visti F-1. Le domande su Common App per il ciclo 2026-27 sono scese del 9% a livello globale, con picchi del 34% in meno dal Ghana, 17% in meno dalla Nigeria e 14% in meno dall'India.

L'Europa può intercettare il brain gain?

Il modello USA storicamente attrae talento globale grazie a un'anomalia: gli iscritti dall'estero sono solo il 6% degli studenti complessivi, contro il 27% del Regno Unito, il 31% dell'Australia e il 38% del Canada, secondo IIE. Il margine di crescita americano è enorme ma il mercato dei talenti sta cambiando destinazione. La Analisi NAFSA sull'impatto economico del calo iscrizioni Fall 2026 definisce "devastanti" gli effetti locali e avverte che la prossima grande invenzione potrebbe non nascere in suolo statunitense.

Per gli studenti italiani il segnale è concreto: chi puntava a un PhD STEM in USA si scontra con visti ritardati e programmi che riducono i posti. Per l'Italia, che con circa 6.500 iscritti stimati da Open Doors 2024 è tra i paesi europei più rappresentati negli atenei americani, la finestra di opportunità è duplice: trattenere i talenti che avrebbero attraversato l'oceano e attrarre candidati terzi dirottati dai colloqui bloccati. Ma il punto di partenza resta basso e i concorrenti anglosassoni sono avanti.

Il rapporto NAFSA-JBI verrà aggiornato a fine 2026 con i dati definitivi delle iscrizioni: se la proiezione superiore si conferma, la perdita salirà a oltre 4,5 miliardi di dollari e i posti cancellati supereranno quota 60mila.

Pubblicato il: 12 agosto 2026 alle ore 07:45