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Concorsi universitari: la riforma Bernini è legge, cancellata l'Abilitazione scientifica nazionale

Ddl Bernini è legge: cade l'Asn dopo il 41,3% di abilitati esclusi e oltre 2.500 ricorsi. Occhiuto relatore al Senato, ANVUR valuterà i docenti.

Il ddl Bernini sui concorsi universitari è legge: la Camera ha approvato il 7 luglio 2026 con 122 sì, 70 no e 3 astenuti il testo licenziato da Palazzo Madama il 9 dicembre 2025 con la relazione di maggioranza del senatore Mario Occhiuto (Forza Italia). Il provvedimento, in quattro articoli, abolisce l'Abilitazione scientifica nazionale (Asn) in vigore dal 2010 e la sostituisce con un'autocertificazione dei requisiti di produttività scientifica. Il testo, nato dai lavori di un gruppo di esperti nominato dal ministero nel settembre 2024, ha attraversato mesi di audizioni con sindacati, dottorandi e ricercatori prima del via libera definitivo.

Cosa cambia con la fine dell'Asn

I candidati ai concorsi da professore o da ricercatore a tempo determinato dichiareranno online, sulla piattaforma del Ministero dell'Università, il possesso dei requisiti fissati per ciascun gruppo disciplinare. Chi ha già ottenuto l'abilitazione prima dell'entrata in vigore è esonerato dall'autocertificazione fino alla scadenza del titolo. I requisiti minimi saranno aggiornati per la prima volta dopo due anni, poi ogni cinque. Le commissioni che vaglieranno le domande saranno formate da cinque componenti: quattro esterni estratti da una lista di 40 aspiranti per gruppo scientifico disciplinare redatta dal Mur, corredati da curricula consultabili online, e uno interno individuato dall'ateneo tra i docenti stabilmente impegnati all'estero in ricerca o insegnamento con posizione almeno equipollente a quella ricercata. Per i settori più piccoli, con liste sotto le 40 candidature, le commissioni scendono a tre membri, due esterni e uno interno.

Il nodo del contenzioso e i 31mila senza cattedra

I numeri usati dal ministero per motivare la riforma restituiscono uno squilibrio doppio. Nelle sei tornate di Asn bandite dal 2012 a oggi si sono abilitati oltre 71mila aspiranti professori, ma meno di 40mila hanno poi ottenuto una cattedra: 31mila abilitati sono rimasti fuori, il 41,3% del totale. A questo si somma un contenzioso fuori scala: tra il 2013 e il 2024 le procedure di abilitazione hanno prodotto oltre 2.500 ricorsi tra Tar del Lazio e Consiglio di Stato, contro 45 ricorsi per la chiamata dei professori e 179 per quella dei ricercatori. L'Asn ha generato oltre dieci volte il contenzioso di tutte le altre fasi del reclutamento messe insieme. Il testo del ddl S.1518 sul sito del Senato prevede anche una valutazione triennale di tutti i docenti in cattedra affidata all'Anvur, con benefici premiali per gli atenei che li hanno reclutati, e l'aumento dal 20% al 25% della quota di posti da professore riservata a chi arriva da un altro ateneo. Per i ricercatori la quota riservata alla mobilità scende invece dal 33% al 25%, mentre viene introdotto il trasferimento a senso unico per docenti a tempo indeterminato con almeno cinque anni di servizio. In aula la ministra Bernini ha respinto i rilievi delle opposizioni sul rischio di nepotismo e localismo legato alle nuove commissioni, sostenendo che l'estrazione da liste aperte e la valutazione Anvur garantiscono trasparenza.

Il prossimo passo atteso dagli atenei sono le linee guida Anvur sulla valutazione dei docenti in cattedra, che taranno concretamente commissioni, premialità e regole di mobilità del nuovo sistema.

Pubblicato il: 8 luglio 2026 alle ore 10:24