L'Università La Sapienza di Roma si conferma il primo ateneo italiano nella classifica Arwu 2026 di Shanghai, pubblicata il 15 agosto dalla ShanghaiRanking Consultancy, ma la posizione mondiale scende al 153° posto. Seconda in Italia è l'Università di Padova, terzo il Politecnico di Milano, collocato nella fascia 201-300. Nessun ateneo italiano compare nei primi cento del ranking mondiale, che considera oltre 2.500 università e ne pubblica in classifica mille. Il totale delle italiane presenti si ferma a 42 istituti, distribuiti su tutte le fasce fino al millesimo posto.
L'Italia distanziata da Cina, Stati Uniti e principali paesi europei
Il confronto tra i primi mille atenei del mondo indica un divario quantitativo netto. La Cina occupa 234 posizioni, seguita dagli Stati Uniti con 187. Nel confronto europeo, il Regno Unito conta 57 atenei, la Germania 51, l'Italia 42. La classifica è dominata da tre università statunitensi presenti stabilmente sul podio dal 2022: Harvard, Stanford e il Massachusetts Institute of Technology. La prima europea è l'Università di Cambridge, quarta assoluta, seguita da Berkeley, Princeton e Oxford. L'Europa continentale è guidata dall'Università Paris-Saclay al 13° posto e dal Politecnico di Zurigo al 19°. Completano la top 10 mondiale la Columbia University, l'Università di Chicago e il California Institute of Technology, tutti negli Stati Uniti. Nessun ateneo europeo, oltre a Cambridge e Oxford, entra nei primi dieci.
Le tre italiane sul podio e la lunga fascia successiva
Alle spalle della Sapienza, di Padova e del Politecnico di Milano si collocano l'Università di Bologna, la Statale di Milano, la Federico II di Napoli, l'Università di Pisa e quella di Torino, tutte nella fascia 201-300. L'Università di Firenze e la Milano Bicocca compaiono nella fascia 301-400, insieme all'Università di Trento. La Cattolica del Sacro Cuore apre la fascia 401-500 con Bari, Catania, Genova, Pavia e Tor Vergata. Nella fascia 501-600 rientrano la Vanvitelli in Campania, Palermo, Perugia e il San Raffaele. Brescia, Ferrara, Parma, Trieste e Verona si posizionano tra il 601° e il 700°, mentre Politecnico delle Marche, Politecnico di Bari, Politecnico di Torino, Scuola Normale di Pisa, Università della Calabria, Modena e Reggio Emilia e Siena rientrano nella fascia 701-800.
L'edizione 2026 di Arwu utilizza sei parametri di valutazione, tra cui i premi Nobel e le medaglie Fields conferiti a ex studenti o ricercatori, il numero di ricercatori più citati secondo Clarivate Analytics e le pubblicazioni sulle riviste Nature e Science. La distanza dalla top 100 mondiale conferma un divario nella produzione scientifica di alto impatto, che pesa più della sola numerosità degli atenei rappresentati. Le stesse tre università americane restano sul podio dal 2022, un dato di stabilità nelle metriche di ricerca che il sistema universitario italiano non riesce, al momento, a scalfire nemmeno con la sua prima punta romana, ferma alla fascia 151-200 da diverse edizioni consecutive.