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Valditara nella giornata contro il lavoro minorile ricorda che "500mila studenti sono stati recuperati tra il 2023 e il 2025

Per la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, Valditara annuncia 500mila studenti recuperati dalla dispersione scolastica nel 2023-2025.

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato il 12 giugno 2026, in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, che l'Italia ha recuperato mezzo milione di studenti dalla dispersione scolastica tra il 2023 e il 2025. Il dato è stato indicato dal titolare del dicastero come «il contributo più importante» del Paese nel contrasto al fenomeno del lavoro minorile a livello internazionale. La nota è stata pubblicata sul portale del Ministero in concomitanza con le iniziative organizzate dall'Organizzazione internazionale del lavoro.

Il legame tra scuola e lavoro minorile

La Giornata mondiale del 12 giugno è stata istituita nel 2002 dall'Organizzazione internazionale del lavoro per richiamare l'attenzione sulla diffusione del lavoro infantile e adolescenziale nel mondo. Nel comunicato diffuso dal Ministero, Valditara ha collegato i risultati italiani sul recupero scolastico alle politiche internazionali di tutela dei minori. Il messaggio del ministro pone la riduzione dell'abbandono come leva diretta nella prevenzione dell'impiego illegale di minori in attività economiche, soprattutto in contesti dove l'uscita precoce dalla scuola si traduce nell'ingresso anticipato nel mercato del lavoro informale. Il collegamento richiamato dal ministro è ricorrente nei documenti istituzionali italiani ed europei sulla protezione dell'infanzia, dove la frequenza scolastica viene trattata come fattore di prevenzione del lavoro minorile. Il riferimento alla dispersione scolastica come misura di prevenzione si inserisce nel quadro degli indicatori europei che misurano l'incidenza dell'abbandono precoce sulla quota di minori esposti a impieghi irregolari.

Il dato sui 500mila studenti recuperati

La cifra indicata dal ministro fa riferimento al biennio 2023-2025 e comprende, secondo quanto riportato dal Ministero, gli studenti rientrati nei percorsi scolastici grazie a interventi mirati contro la dispersione. La nota istituzionale non specifica la metodologia con cui è stato calcolato il valore complessivo né la distribuzione per regione, ordine e grado di scuola. Il dato non risulta accompagnato da una scheda tecnica con i criteri di conteggio degli studenti recuperati, definizione che nella letteratura statistica varia tra il rientro a tempo pieno, la frequenza regolare e l'assolvimento dell'obbligo. Restano inoltre da chiarire i criteri di selezione delle scuole e i meccanismi di rendicontazione utilizzati nel biennio considerato dal Ministero. La dichiarazione, diffusa attraverso il portale istituzionale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, si inserisce nelle attività di comunicazione previste per la ricorrenza internazionale.

Per una valutazione completa dell'impatto delle misure resta atteso l'aggiornamento dei dati ISTAT sull'abbandono scolastico precoce e dei monitoraggi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che include una linea di finanziamento specifica per le scuole con tassi di dispersione superiori alla media nazionale. Il confronto con le rilevazioni Eurostat sulla quota di giovani che escono dal sistema formativo con la sola licenza media permetterà di leggere la cifra annunciata dal Ministero accanto alla serie storica dell'ultimo decennio.

Pubblicato il: 12 giugno 2026 alle ore 14:38