{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

TFA sostegno 2026: come funziona davvero la preselettiva

TFA sostegno XI ciclo 2026: 30.241 posti, zero per le superiori. La preselettiva ammette il doppio dei posti: perché il 21/30 spesso non basta.

Con la nota n. 4660 del 14 aprile 2026, il MUR ha autorizzato 30.241 posti per il TFA sostegno XI ciclo nelle università italiane, con zero posti per la secondaria di II grado. Chi vuole specializzarsi come docente di sostegno deve superare la prova preselettiva del TFA sostegno 2026, ma il punteggio minimo ufficiale di 21/30 è solo il primo filtro: il meccanismo di selezione può alzare la soglia reale in modo considerevole.

Struttura e punteggio della preselettiva

La prova ha formato computer-based, dura 120 minuti e si compone di 60 quesiti a risposta multipla: cinque opzioni per ogni domanda, una sola corretta. Ogni risposta esatta vale 0,5 punti; le risposte errate e quelle non date valgono zero. Il punteggio massimo raggiungibile è 30/30, la soglia minima di non esclusione è 21/30, corrispondente a 42 risposte corrette su 60. Superare questa soglia non implica automaticamente l'accesso alla prova scritta.

I 60 quesiti coprono quattro macro-aree. La comprensione dei testi verifica la capacità di analizzare un brano e riconoscerne il registro linguistico e le figure retoriche. La competenza linguistica misura la padronanza dell'italiano in contesti inclusivi. La normativa scolastica copre la legge 104/1992 e il D.Lgs. 62/2024, che ha ridefinito il concetto di persona con disabilità e introdotto nuovi strumenti personalizzati di valutazione. L'area socio-psico-pedagogica include le teorie dell'apprendimento e autori come Piaget, Vygotskij, Bruner, Rogers e Skinner.

Il meccanismo del doppio: perché 21/30 non garantisce l'accesso

La norma TFA prevede che ogni ateneo ammetta alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella propria sede. Questo trasforma la preselettiva in una gara di posizionamento rispetto agli altri candidati iscritti alla stessa università: non basta superare il minimo di 21/30, bisogna rientrare tra i migliori classificati nella graduatoria dell'ateneo scelto.

Un caso concreto: se un ateneo ha 100 posti e riceve 900 iscrizioni, solo i 200 candidati con il punteggio più alto avanzano allo scritto. Il 201° classificato, anche con 23/30, è eliminato. La soglia operativa diventa il punteggio del 200° candidato in classifica, non il minimo ufficiale di 21/30. Questo valore varia da sede a sede e da ciclo a ciclo, in funzione del rapporto tra domande presentate e posti disponibili.

La distribuzione dei posti tra gli atenei non è uniforme. Alcune sedi del Nord e del Centro, storicamente più richieste, tendono ad avere un rapporto domande/posti più elevato rispetto alle sedi del Meridione. Scegliere l'ateneo in modo consapevole, considerando la capacità di accoglienza dichiarata nel bando, è parte integrante della strategia di preparazione. I bandi per il ciclo XI sono attesi tra maggio e giugno 2026, con le prove preselettive a luglio. Guida completa al TFA sostegno: requisiti, prove e percorso

I 30.241 posti: distribuzione per ordine scolastico

La scuola primaria assorbe la quota maggiore dei posti autorizzati: 21.202, pari a circa il 70% del totale. Seguono la scuola dell'infanzia con 4.809 posti e la secondaria di I grado con 4.230 posti. Per la secondaria di II grado il numero è zero: nessun ateneo ha ricevuto autorizzazione a formare nuovi specializzati per le scuole superiori nell'XI ciclo. I dettagli sul programma sono consultabili sulla pagina del MUR dedicata alla specializzazione sostegno.

Chi insegna alle superiori e punta alla specializzazione dovrà attendere il XII ciclo. Il Ministero ha già avviato un confronto con i sindacati sull'organizzazione futura dei corsi Incontro Ministero-sindacati sulla specializzazione sostegno e sulle procedure per chi ha conseguito il titolo all'estero Specializzazione sostegno conseguita all'estero: le nuove misure.

Chi inizia la preparazione prima dell'apertura delle iscrizioni ha quattro-sei settimane di vantaggio rispetto a chi aspetta la pubblicazione del bando universitario. L'area normativa, che richiede la conoscenza puntuale di decreti e leggi sull'inclusione scolastica, premia di più la preparazione continuativa: è la parte del test che meno si recupera con lo studio delle ultime settimane prima della prova.

Pubblicato il: 25 maggio 2026 alle ore 10:53