Il Ministero dell'Istruzione chiude alle 14 del 29 luglio 2026 la domanda delle 150 preferenze, con cui il personale in GaE e GPS 2026/2028 punta a ottenere supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto 2027. Nella nota sugli organici del prossimo anno scolastico c'è un obiettivo esplicito: ridurre gli spezzoni, ovunque sia possibile, per garantire continuità didattica alle classi.
Il calendario dell'organico di fatto per il 2026/27
Le istanze passano dalla piattaforma Polis. La procedura riguarda le supplenze finalizzate alla nomina in ruolo previste dal decreto-legge 44/2023, quelle annuali fino al 31 agosto 2027 e quelle al termine delle attività didattiche, il 30 giugno 2027. Dopo il 29 luglio si apre la partita dell'organico di fatto, che il MIM prevede di pubblicare entro i primi giorni di agosto: gli Uffici scolastici regionali devono chiudere assegnazioni provvisorie e utilizzazioni entro il 24 agosto. Una fetta consistente è già visibile prima delle nomine: il sostegno in deroga autorizzato dal MEF sfiora ormai i 120.000 posti su base nazionale, quasi tutti destinati a incarichi annuali, come conferma il portale MIM su graduatorie e supplenze docenti.
Un supplente su tre lavora già a orario ridotto
Il fenomeno da comprimere ha una dimensione precisa nell'ultima fotografia diffusa dal Portale Unico dei Dati della Scuola. Nell'anno scolastico 2022/23 i docenti supplenti in Italia erano 234.576: 160.562 con contratto a orario pieno e 74.014 su orario ridotto. In pratica un supplente su tre lavora su uno spezzone, spesso frammentato su più plessi. Per il 2023/24 il ministero ha diffuso solo il dato dei contratti a orario intero, fermo a 160.564: la disaggregazione degli spezzoni non è più pubblicata sul portale, e la stima esterna per differenza si ferma intorno alle 74.016 unità. Senza cifre aggregate aggiornate, il target di riduzione dichiarato dal MIM resta senza baseline verificabile.
Il quadro sull'organico di diritto è coerente. La legge 207/2024 ha ridotto di 5.660 unità i posti comuni a partire dal 2025/26, distribuiti tra le regioni in base al calo demografico. Per il 2026/27 la nota organici toglie altri 1.407 posti di potenziamento e aggiunge solo 134 posti di sostegno: la matematica dei posti fissi si stringe mentre l'organico di fatto continua a gonfiarsi di nomine annuali, molte delle quali finiranno proprio sugli spezzoni.
Cosa cambia in classe e in busta paga
Uno spezzone da 9 ore, su una cattedra secondaria da 18, vale metà stipendio e contributi previdenziali proporzionali; nella primaria il calcolo scende sotto le 22 ore settimanali. Il completamento è ammesso solo tra classi di concorso dello stesso grado scolastico e, quando manca, l'algoritmo delle 150 preferenze può abbinare due sedi lontane in una cattedra orario esterno (COE) con orari da incastrare tra plessi diversi.
La riduzione dei frammenti si intreccia con altri cantieri sul precariato in partenza tra fine 2026 e inizio 2027. La sperimentazione dei registri digitali sulle supplenze brevi in 50 scuole parte a febbraio 2027 e mira a velocizzare le chiamate sui buchi orari inferiori a dieci giorni. Il monitoraggio del progetto di vita, avanti in 60 province su 107 tocca direttamente la continuità sul sostegno, l'area dove la quota di posti coperti in deroga resta la più alta. Il ritorno del latino alle medie dal 2026/27 aggiunge ore di lettere e italiano-latino: classi di concorso già ad alta frammentazione, dove il rischio di nuovi spezzoni sale invece di scendere.
L'organico di fatto atteso nei primi giorni di agosto dirà quante ore effettive resteranno da coprire con incarichi annuali per il 2026/27. Il confronto con i 74.014 spezzoni del 2022/23 sarà possibile solo quando la ripartizione tornerà nel portale ministeriale dei dati aperti.