Una collaboratrice scolastica di 48 anni ha presentato richiesta di risarcimento contro il Ministero dell'Istruzione e i genitori dello studente minorenne che il 31 marzo l'ha spinta contro un armadietto, in un istituto del polo tecnico professionale di Lugo, in provincia di Ravenna. La prognosi iniziale di pochi giorni è stata estesa a 40 per il protrarsi dei disturbi.
Il fatto a Lugo
La dipendente aveva sorpreso due studenti a fumare nel cortile della scuola. Identificati attraverso il sistema di videosorveglianza e convocati per i provvedimenti disciplinari, uno dei ragazzi ha contestato le accuse rivolgendo minacce e insulti. Lo scontro è degenerato durante un confronto negli uffici della dirigenza, alla presenza di due vicepresidi: la spinta ha provocato lesioni a spalla e anca. Nella richiesta civile compaiono anche conseguenze psicologiche, fra cui ansia, insonnia e attacchi di panico certificate da visite specialistiche. La scuola ha già sospeso lo studente dopo la convocazione del Consiglio d'istituto e la vicenda potrebbe approdare in sede civile in assenza di un accordo tra le parti.
Emilia-Romagna prima regione per episodi
Il caso di Lugo non è isolato. Nei primi quattro mesi dell'anno scolastico 2025/2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha registrato 4 episodi di violenza contro il personale scolastico, contro i 21 dello stesso periodo dell'anno precedente: una riduzione dell'81%. Due dei quattro episodi si sono verificati in Emilia-Romagna, gli altri due in Piemonte. Tutte le altre regioni hanno chiuso il quadrimestre a zero segnalazioni. Il dato nazionale in calo nasconde dunque una concentrazione territoriale: dove la media scende, la frequenza locale resta visibile.
La scuola italiana affronta in parallelo trasformazioni rapide, dalla crescente richiesta di studi sull'intelligenza artificiale tra gli studenti italiani alla pressione disciplinare quotidiana sul personale ATA.
Sul piano normativo la richiesta della collaboratrice si appoggia alla legge 4 marzo 2024 n. 25 pubblicata in Gazzetta Ufficiale, in vigore dal 30 marzo 2024, che ha inserito una nuova aggravante comune (articolo 61, n. 11-novies del codice penale) per i delitti con violenza o minaccia commessi contro dirigenti, docenti e personale ATA. Gli articoli 336 e 341-bis prevedono un aumento di pena fino alla metà se l'autore è un genitore o tutore dell'alunno. La stessa legge ha istituito l'Osservatorio nazionale per la sicurezza del personale scolastico, attivato con il decreto interministeriale n. 157 del 4 agosto 2025 e insediato il 31 marzo 2026.
Cosa cambia per il personale ATA
La via civile non sostituisce quella penale, la affianca. Per il personale ATA si aggiunge una seconda novità: dal 1° settembre 2025 la tutela assicurativa INAIL per docenti, ATA e studenti è strutturale e copre infortuni durante il servizio e in itinere, anche negli uffici di segreteria. La circolare INAIL n. 1 del 9 gennaio 2026 ha consolidato l'estensione introdotta dall'articolo 2-ter del decreto-legge 24 giugno 2025 n. 90, convertito nella legge 30 luglio 2025 n. 109.
Un collaboratore o una collaboratrice colpita durante un confronto disciplinare oggi ha tre strade complementari: denuncia penale con l'aggravante automatica della legge 25/2024, copertura INAIL per giorni di assenza e indennità, azione civile contro genitori e Amministrazione. Quella di Lugo è la terza via, con richiesta di danni patrimoniali e non patrimoniali, incluse le conseguenze psicologiche.
Sul versante contrattuale restano gli strumenti ordinari per chi vive contesti di forte stress lavorativo: la scadenza per la richiesta di part-time del personale scolastico e la scadenza per le domande ATA nelle graduatorie regolano l'accesso e la modulazione del rapporto di lavoro.
Senza accordo bonario con la famiglia del minore, il fascicolo di Lugo finirà davanti al tribunale di Ravenna e diventerà uno dei primi banchi di prova della legge 25/2024 sul versante risarcitorio. L'esito orienterà le cause analoghe già in arrivo.