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Sostegno disabili: il TAR Campania annulla i tagli alle ore del PEI

Sentenza TAR Campania 7102/2025: ore di sostegno indicate dal PEI non riducibili. Ma il 3,7% delle famiglie ricorre al TAR, 5,1% al Sud.

La II sezione del Sentenza TAR Campania n. 7102 del 3 novembre 2025 ha annullato il PEI di un alunno con disabilita grave a cui erano state assegnate 18 ore di sostegno su 30 di lezione settimanale. I giudici riaffermano che il diritto al sostegno non e condizionabile da carenze di organico o di risorse finanziarie.

Il caso di Aversa e i principi richiamati

Il ricorso parte dai genitori di un minore della scuola secondaria di primo grado di Aversa, che per l'anno scolastico 2025/2026 si era visto attribuire 18 ore di sostegno a fronte delle 30 di frequenza. La sentenza richiama gli articoli 3, 12 e 13 della Legge 104/1992, gli articoli 7 e 10 del decreto legislativo 66/2017 e il decreto interministeriale 153/2023, oltre alla classificazione introdotta dal decreto legislativo 62/2024 che distingue sostegno lieve, medio e intensivo in base al profilo di funzionamento. Lo stesso decreto e stato al centro di una controversia tra MIM e sindacati sui docenti di sostegno.

Per il TAR la copertura indicata dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) all'interno del PEI va garantita per intero: un taglio motivato dalla dotazione organica della scuola e cattiva organizzazione amministrativa, non un limite legittimo. Il principio non e nuovo, la Corte Costituzionale lo aveva gia fissato con la sentenza 80/2010, e da allora i TAR lo hanno confermato decine di volte. La novita della 7102/2025 sta nel ricostruire in modo sistematico la catena delle responsabilita: dal GLO che propone le ore in base al profilo di funzionamento, al dirigente che deve trasmettere la richiesta in deroga, all'Ufficio Scolastico Regionale tenuto ad autorizzarla.

Una famiglia su venti al Sud passa dal tribunale

Sui 359mila alunni con disabilita censiti dal Rapporto ISTAT inclusione scolastica alunni con disabilita nell'anno scolastico 2023/2024, il 3,7% delle famiglie ha presentato ricorso al TAR per ore ritenute non adeguate. Tradotto: oltre 13mila ricorsi in un solo anno scolastico. Il divario territoriale e netto. Al Mezzogiorno il tasso sale al 5,1%, al Nord scende al 2,7%. Nell'anno scolastico 2024/2025 la media nazionale cala al 3,8%, ma il Sud resta sopra il 5,3% e il Nord al 2,9%.

La II sezione del TAR Campania si trova cosi a giudicare la quota maggiore di ricorsi italiani: il principio fissato dalla 7102/2025 atterra su un territorio dove una famiglia su venti, ogni anno, gia passa dal tribunale per ottenere ore che il PEI ha riconosciuto. Lo stesso rapporto segnala che nelle scuole del Mezzogiorno le ore medie settimanali di sostegno sono gia piu alte (17,3 contro le 13,9 del Nord), un effetto compensativo che pero lascia scoperta la richiesta non soddisfatta: il 4,2% degli alunni con disabilita sarebbe a corto di assistente all'autonomia, quota che al Sud sale al 5,4%. Il quadro restituisce un sistema che funziona spesso ex post, dopo la causa, e raramente ex ante, in sede di assegnazione iniziale delle risorse.

Il nodo e organizzativo, non giurisprudenziale

Dei 246mila insegnanti di sostegno impiegati nel 2023/2024, il 27% (oltre 66mila) non aveva una formazione specifica per la disabilita ed era stato selezionato dalle liste curricolari. Al Nord la quota tocca il 38%, al Mezzogiorno si ferma al 13%: il paradosso e che la regione con meno ricorsi e quella con piu docenti senza titolo specialistico. Sul fronte della formazione, l'Osservatorio nazionale ha appena dato il via libera ai nuovi corsi di specializzazione sostegno, i cui requisiti di accesso e novita procedurali definiscono la platea dei docenti che potranno regolarizzare la propria posizione.

A questo si somma la discontinuita: il 57% degli alunni con disabilita ha cambiato insegnante rispetto all'anno precedente, l'8,4% addirittura nel corso dello stesso anno scolastico, e a un mese dall'avvio dell'anno l'11% dei posti risulta ancora scoperto. Per il GLO che ricostruisce il PEI ogni settembre, il punto di partenza e ogni volta diverso. La sentenza ricorda che il dirigente scolastico ha l'obbligo giuridico di chiedere posti in deroga senza adeguarsi all'organico di diritto e che l'USR e tenuto ad approvarli se motivati da esigenze pedagogiche. Resta il fatto che il diritto alle ore previste dal PEI continua a passare, per migliaia di famiglie, dalla porta di un tribunale.

Pubblicato il: 28 giugno 2026 alle ore 12:33