* Chi fa cosa: il ruolo del Dirigente Scolastico e dei docenti accompagnatori * Assicurazione e coperture: un passaggio non negoziabile * Alcool e minorenni: tolleranza zero durante le gite * Challenge sui social media: il pericolo invisibile * Balconi, finestre e strutture in quota: i rischi fisici sottovalutati * Formazione all'estero e percorsi Scuola-Lavoro: attenzione raddoppiata * In caso di emergenza: protocolli e numeri utili
Ogni anno migliaia di studenti italiani partono. Gite scolastiche, viaggi di istruzione, periodi di formazione all'estero nell'ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (l'ex alternanza Scuola-Lavoro): esperienze che segnano la crescita personale e professionale dei ragazzi, ma che portano con sé una rete complessa di responsabilità, rischi concreti e obblighi normativi troppo spesso sottovalutati.
Le cronache, purtroppo, ci ricordano periodicamente che la leggerezza può avere conseguenze drammatiche. E allora vale la pena fare il punto — con chiarezza — su chi deve fare cosa, quali pericoli incombono e come prevenirli.
Chi fa cosa: il ruolo del Dirigente Scolastico e dei docenti accompagnatori {#chi-fa-cosa-il-ruolo-del-dirigente-scolastico-e-dei-docenti-accompagnatori}
La catena delle responsabilità parte dall'alto. È il Dirigente Scolastico ad autorizzare le attività fuori sede, e su di lui grava l'onere di verificare che ogni aspetto organizzativo sia stato curato a regola d'arte: dalla scelta della destinazione alla selezione della struttura ricettiva, dalla verifica del vettore di trasporto fino — elemento cruciale — alla copertura assicurativa per tutti i partecipanti.
Stando a quanto previsto dalla normativa vigente e dalle circolari ministeriali in materia, il Dirigente non può limitarsi a una firma formale. Deve accertarsi che l'intero impianto organizzativo risponda a criteri di sicurezza adeguati, delegando ai docenti accompagnatori la vigilanza diretta sul gruppo durante lo svolgimento del viaggio.
I docenti accompagnatori, dal canto loro, assumono un ruolo che va ben oltre la semplice presenza fisica. Devono:
* Raccogliere preventivamente le schede sanitarie di ogni studente, con indicazione di eventuali patologie, allergie, terapie in corso e numeri di emergenza dei familiari * Garantire una sorveglianza costante e proporzionata all'età degli alunni e al contesto * Conoscere i recapiti delle strutture sanitarie locali e delle rappresentanze diplomatiche, nel caso di soggiorni all'estero * Stabilire regole chiare di comportamento e condividerle con gli studenti prima della partenza
Non si tratta di burocrazia fine a sé stessa. Ogni scheda sanitaria non raccolta, ogni regola non comunicata può trasformarsi in un vuoto di tutela con ripercussioni legali gravissime, tanto sul piano civile quanto su quello penale.
Assicurazione e coperture: un passaggio non negoziabile {#assicurazione-e-coperture-un-passaggio-non-negoziabile}
Un aspetto che merita un approfondimento specifico riguarda la polizza assicurativa. Le scuole stipulano generalmente contratti che coprono infortuni e responsabilità civile per le attività curricolari ed extracurricolari, ma non tutte le polizze sono uguali. E non tutte coprono, ad esempio, i danni derivanti da comportamenti imprudenti degli studenti durante le ore notturne, o gli incidenti che avvengono in contesti non direttamente legati all'attività didattica programmata.
Il Dirigente Scolastico è tenuto a verificare l'effettiva estensione della copertura, soprattutto quando il viaggio prevede destinazioni estere. In questi casi, è fortemente raccomandato — quando non obbligatorio — dotare ogni partecipante della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) e, per i Paesi extra-UE, di un'assicurazione sanitaria integrativa.
Alcool e minorenni: tolleranza zero durante le gite {#alcool-e-minorenni-tolleranza-zero-durante-le-gite}
La questione è netta, eppure resta una delle più problematiche nella gestione concreta dei viaggi scolastici. Il consumo di alcool è vietato per i minorenni in Italia, ai sensi della legge 8 novembre 2012, n. 189, che ha modificato l'art. 689 del Codice Penale, e durante le gite scolastiche questo divieto deve essere applicato con rigore assoluto.
Non è un dettaglio. In molti Paesi europei le legislazioni locali sono più permissive — in Germania, ad esempio, birra e vino sono consentiti dai 16 anni — e questo crea un cortocircuito normativo che i docenti accompagnatori devono saper gestire. La regola, però, non ammette ambiguità: durante un viaggio di istruzione gli studenti minorenni sono sotto la responsabilità della scuola, e il divieto di somministrazione e consumo di bevande alcoliche va fatto rispettare indipendentemente dalla legislazione del Paese ospitante.
Le famiglie, da parte loro, hanno il dovere di sensibilizzare i propri figli prima della partenza. E la scuola deve mettere nero su bianco le conseguenze disciplinari in caso di violazione, inserendole nel regolamento del viaggio.
Challenge sui social media: il pericolo invisibile {#challenge-sui-social-media-il-pericolo-invisibile}
C'è un rischio che non stava in nessun manuale di sicurezza fino a pochi anni fa, e che oggi rappresenta una delle insidie più insidiose per gli studenti in viaggio: le challenge sui social media.
Sfide virali che si diffondono su TikTok, Instagram, YouTube — e che spingono i ragazzi a compiere gesti pericolosi per ottenere visibilità online. Saltare da un balcone all'altro, affacciarsi nel vuoto, assumere sostanze, compiere atti di vandalismo filmati e poi pubblicati. L'effetto gruppo, amplificato dalla distanza da casa e dalla percezione di libertà che accompagna il viaggio, rende gli studenti particolarmente vulnerabili.
I docenti accompagnatori devono essere consapevoli di questo fenomeno e affrontarlo apertamente con i ragazzi. Non basta vietare: occorre spiegare. Raccontare i precedenti drammatici, far comprendere che dietro una challenge apparentemente innocua si nascondono rischi mortali. E le scuole, nel percorso preparatorio al viaggio, dovrebbero dedicare almeno un incontro specifico alla educazione digitale e alla gestione dei rischi online, coinvolgendo anche le famiglie.
Balconi, finestre e strutture in quota: i rischi fisici sottovalutati {#balconi-finestre-e-strutture-in-quota-i-rischi-fisici-sottovalutati}
Le cronache degli ultimi anni hanno registrato troppi incidenti — alcuni fatali — legati a cadute da balconi e finestre di alberghi durante le gite scolastiche. Il fenomeno ha una frequenza tale da non poter essere derubricato a fatalità.
È categoricamente vietato sedersi sulle ringhiere dei balconi, sporgersi dalle finestre, arrampicarsi su strutture in quota delle strutture ricettive. Un divieto che sembra ovvio, ma che evidentemente non lo è abbastanza, se le scuole sono costrette a ribadirlo ogni anno nei regolamenti dei viaggi.
La responsabilità, in questi casi, è stratificata:
* La struttura ricettiva deve garantire che balconi, finestre e terrazze rispettino le normative di sicurezza vigenti * I docenti accompagnatori devono controllare le condizioni delle camere assegnate agli studenti e segnalare immediatamente eventuali criticità * Gli studenti devono attenersi scrupolosamente alle regole di comportamento, pena l'applicazione di sanzioni disciplinari e, nei casi più gravi, il rientro anticipato
Un consiglio pratico che molte scuole stanno adottando: al momento dell'arrivo nella struttura, i docenti effettuano un sopralluogo delle camere prima di consegnarle agli studenti, verificando la funzionalità delle chiusure di finestre e porte-finestre e la solidità delle ringhiere.
Formazione all'estero e percorsi Scuola-Lavoro: attenzione raddoppiata {#formazione-allestero-e-percorsi-scuola-lavoro-attenzione-raddoppiata}
I percorsi di formazione all'estero, spesso collegati ai PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), aggiungono un ulteriore livello di complessità alla gestione della sicurezza. Gli studenti non si trovano solo in un contesto diverso da quello scolastico: sono in un Paese straniero, con una lingua diversa, normative diverse, abitudini diverse.
La scuola deve predisporre un piano di sicurezza specifico che tenga conto delle particolarità del Paese di destinazione, identificando preventivamente le strutture sanitarie di riferimento, i recapiti dell'ambasciata o del consolato italiano, le modalità di contatto con le famiglie in caso di emergenza. Per chi opera nel settore della formazione scolastica internazionale, vale la pena segnalare come anche le Nuove Opportunità per il Personale Scolastico all'Estero nel 2025/26 stiano ridefinendo il quadro delle competenze richieste a chi accompagna e supervisiona queste esperienze.
Parallelamente, la crescente internazionalizzazione del sistema scolastico italiano — come dimostrano le iniziative in cui le scuole italiane all'estero incontrano il CONI: un ponte tra cultura e sport — rende ancora più urgente dotarsi di protocolli di sicurezza standardizzati e condivisi.
Anche il tema della qualificazione del personale è centrale. I docenti che accompagnano gli studenti in percorsi formativi internazionali dovrebbero possedere competenze specifiche non solo linguistiche, ma anche relative alla normativa sulla sicurezza del Paese ospitante. Un aspetto che si intreccia con il più ampio dibattito sulle Nuove Iniziative per la Specializzazione nel Sostegno Scolastico per gli specializzati all'estero, dove la formazione mirata del personale rappresenta un elemento imprescindibile.
In caso di emergenza: protocolli e numeri utili {#in-caso-di-emergenza-protocolli-e-numeri-utili}
Quando qualcosa va storto — e la possibilità esiste sempre, per quanto accurata sia la preparazione — la rapidità e la lucidità della risposta fanno la differenza.
Ogni docente accompagnatore deve avere con sé, in formato cartaceo e digitale:
* L'elenco completo degli studenti con recapiti delle famiglie e schede sanitarie * I numeri di emergenza locali (112 in tutti i Paesi UE, numeri specifici per i Paesi extra-UE) * I recapiti della struttura ricettiva, dell'agenzia di viaggio, del vettore di trasporto * I contatti del Dirigente Scolastico e della segreteria scolastica * I riferimenti dell'ambasciata o del consolato italiano nel Paese di destinazione
In caso di emergenza sanitaria, il docente deve attivare immediatamente i soccorsi locali, avvisare il Dirigente Scolastico e contattare la famiglia dello studente coinvolto. Se l'emergenza riguarda un fatto di rilevanza penale — aggressione, furto con violenza, incidente grave — è indispensabile rivolgersi anche alle forze dell'ordine locali e alla rappresentanza diplomatica italiana.
Un protocollo scritto, distribuito a tutti gli accompagnatori prima della partenza, non è un optional. È lo strumento che trasforma il panico in gestione ordinata di una crisi.
La sicurezza nei viaggi scolastici non si improvvisa. Si costruisce settimane prima della partenza, con la collaborazione attiva di dirigenti, docenti, famiglie e studenti. Perché il viaggio di istruzione resti quello che deve essere — un'esperienza di crescita — e non si trasformi in una tragedia evitabile.