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Sanzione 4.000 euro alla scuola di Napoli: perché il consenso non basta più

Il Garante punisce un paritario napoletano per foto sui social senza base giuridica. Sanzioni in crescita e perché il consenso non basta.

Il Garante privacy ha sanzionato un istituto paritario del napoletano con 4.000 euro per aver pubblicato foto e video di due bambini sul sito web e sui profili social. Il provvedimento, adottato il 17 aprile 2026, mette al centro un punto che la modulistica scolastica sottovaluta: il modulo firmato all'iscrizione non basta a rendere lecita la diffusione online delle immagini degli alunni.

Il caso: reclamo del genitore e base giuridica assente

Il reclamo era arrivato da un genitore che al momento dell'iscrizione non aveva autorizzato la pubblicazione delle immagini. La scuola aveva comunque diffuso i contenuti come parte della comunicazione di recite, laboratori e iniziative di gruppo. Dopo la segnalazione, le foto sono state rimosse da sito e canali social e l'istituto ha comunicato il fatto alle famiglie.

L'Autorità ha dichiarato il trattamento illecito perché mancava una base giuridica adeguata alla diffusione su canali pubblici, soprattutto trattandosi di minori. Pesa anche il fatto che i genitori avessero già espresso una volontà chiara di non autorizzare l'uso delle foto. La quantificazione della sanzione tiene conto della rimozione tempestiva, dell'assenza di precedenti specifici e della collaborazione durante l'istruttoria. Si tratta di una vicenda riguardante una scuola paritaria, un segmento dell'istruzione italiana con regole che differiscono in parte da quelle del sistema delle private online statunitensi.

Dalle scuole agli asili: tre sanzioni, tre cifre, una stessa logica

I 4.000 euro al paritario di Napoli sono la cifra più bassa di una serie di provvedimenti che il Garante ha emesso negli ultimi mesi nei confronti del mondo educativo. Le sanzioni stanno crescendo in proporzione alla gravità della violazione e danno una mappa abbastanza chiara di cosa l'Autorità considera intollerabile.

* 4.000 euro al paritario di Napoli (aprile 2026): foto di due bambini su sito e social, senza valida base giuridica.

* 10.000 euro a un asilo nido (luglio 2025): immagini di bambini durante il sonno e nei servizi igienici, più videosorveglianza irregolare.

* 20.000 euro in un caso di scuole dell'infanzia: divulgazione di dati sensibili relativi alle disabilità degli alunni iscritti ai servizi di sostegno.

Il filo conduttore è uno solo: il consenso scritto dei genitori, da solo, non basta a giustificare la diffusione online. Lo dice nero su bianco il vademecum La scuola a prova di privacy del Garante, aggiornato nel 2025. La scuola, pubblica o paritaria che sia, eroga istruzione su basi giuridiche tipiche (legge, interesse pubblico, adempimento di obblighi) e non deve chiedere consenso per la gestione didattica. Il consenso resta richiesto solo per attività non istituzionali, come progetti extracurricolari o pubblicazioni con finalità promozionali. Anche in questi casi, però, secondo il Garante il consenso non sempre è considerato "libero" ai sensi dell'art. 6 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR): se chi rifiuta subisce uno svantaggio (come l'esclusione di fatto del figlio da un'attività), il consenso è viziato. La modulistica generica firmata in segreteria, quindi, non protegge l'istituto.

Cosa cambia per dirigenti, docenti e segreterie

Per dirigenti e DSGA il messaggio operativo è chiaro: ogni foto pubblicata su sito o social va valutata caso per caso. Le opzioni più sicure sono scatti di gruppo non identificativi, tempi di conservazione brevi e un registro interno aggiornato degli alunni privi di autorizzazione, esattamente le misure correttive che la scuola napoletana ha introdotto dopo la sanzione. Il personale che gestisce i canali social va formato, perché un singolo post fuori controllo apre un'istruttoria.

Le tensioni che attraversano la scuola, dallo sciopero nazionale del 7 maggio sulle prove INVALSI all'aggiornamento delle indicazioni nazionali, rischiano di far passare in secondo piano la manutenzione di pratiche apparentemente "laterali" come la modulistica privacy. I provvedimenti del Garante dicono il contrario: i controlli stanno aumentando e ogni segnalazione di un genitore può trasformarsi in una sanzione.

Il prossimo banco di prova riguarda l'uso di immagini e dati con strumenti di intelligenza artificiale, tema centrale nella visione di Giannelli sull'IA nella scuola. Senza moduli aggiornati e una formazione effettiva del personale, ogni post diventa una pratica potenzialmente aperta sul tavolo dell'Autorità.

Pubblicato il: 9 giugno 2026 alle ore 08:31