Nelle scuole italiane gli alunni con disturbo dello spettro autistico sono circa 107mila, uno su tre fra quelli con disabilità certificata. Il film di Gabriele Salvatores Tutto il mio folle amore torna a circolare come strumento didattico per medie e superiori, accompagnato da schede su italiano, educazione civica, psicologia e filosofia. Vale la pena leggerlo accanto ai numeri reali della scuola italiana, perchè il contesto che il film racconta ha dati molto specifici e di forte impatto.
Vincent, Willi e il film come scheda interdisciplinare
Tratto dal libro di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non aver paura è ispirato alla vicenda reale di Franco e Andrea Antonello, il film del 2019 racconta il road movie di Willi, musicista girovago, e di Vincent, sedici anni, autistico, che non ha mai conosciuto il padre naturale. Il cast unisce Claudio Santamaria, Giulio Pranno, Diego Abatantuono e Valeria Golino.
Le schede didattiche che circolano nelle scuole insistono su un punto preciso: non identificare la persona con la diagnosi, ragionare sulla neurodiversità, lavorare sul tempo necessario per costruire un rapporto. Lo stesso approccio guida iniziative culturali ad ampio raggio come la campagna #ioleggoperche 2025 per donare libri alle biblioteche scolastiche, pensata per portare contenuti culturali in classe in modo strutturato.
I 107mila Vincent della scuola italiana
Il dato che inquadra la portata della questione viene dal rapporto Istat sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Nell'anno scolastico 2022/2023 gli studenti con disturbo dello spettro autistico nelle scuole italiane erano circa 107mila, il 32% degli alunni con disabilità. Cinque anni prima, nel 2017/2018, erano 43mila: la crescita supera il 149% ed e il maggiore aumento fra tutte le categorie di disabilità censite.
Allargando lo sguardo all'anno scolastico 2023/2024, i numeri ufficiali Istat consegnano un quadro ancora più definito:
* 359mila alunni con disabilita nelle scuole italiane, pari al 4,5% degli iscritti (fonte MIM)
* +6% rispetto all'anno precedente e +26% rispetto al 2018/2019, con 75mila studenti in più in cinque anni
* Disturbi dello sviluppo psicologico al 34,8% degli alunni con disabilità, quota che sale al 62,7% nella scuola dell'infanzia e al 39,1% nella primaria
* 228 maschi ogni 100 femmine tra gli alunni con disabilità, divario tipico dei disturbi dello sviluppo neurologico, autismo incluso
Cosa frena l'inclusione che il film racconta
Nel film, il legame tra Willi e Vincent funziona perchè c'è tempo per costruirlo. Nelle aule italiane il tempo è la risorsa più rara. Sempre dal rapporto Istat aggiornato al 2023/2024 emerge che il 57% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente. La quota sale al 61% nella secondaria di primo grado e tocca il 69% nella scuola dell'infanzia. Un ulteriore 8,4% cambia docente di sostegno anche nel corso dello stesso anno scolastico.
A questo si aggiunge il nodo della formazione: il 27% degli insegnanti di sostegno è stato selezionato dalle liste curricolari, quindi senza specializzazione specifica. Al Nord la quota arriva al 38%, nel Mezzogiorno si ferma al 13%. Un altro 11% degli insegnanti di sostegno risulta non assegnato a un mese dall'inizio della scuola. Per uno studente come Vincent, che ha bisogno di una relazione costruita nel tempo per fidarsi e comunicare, ricominciare ogni settembre con un volto nuovo è il primo ostacolo concreto al lavoro di inclusione che la scuola si propone.
Portare il film in classe: la scheda che manca
Il cinema italiano di autore ha già mostrato di poter dare alle scuole materiali di discussione ad alta densità, dalla rilettura del rapporto fra famiglia e identità nelle nuove rivelazioni su Maria Seccardi, l'amore giovanile di Pasolini fino al road movie di Salvatores. Per gli insegnanti che intendono usare il film alle medie e alle superiori, la scheda più utile è quella che incrocia il piano narrativo con quello dei dati: il messaggio sull'accettazione della diversità acquista significato se accanto al lavoro su Vincent gli studenti vedono numeri precisi sull'inclusione reale. Sei alunni con disabilità su dieci, ogni anno, devono ricominciare con un volto nuovo davanti.