L'intesa firmata il 24 giugno 2026 tra Ministero dell'Istruzione e sindacati apre alle sedute degli organi collegiali online con potere deliberativo. Ma i criteri operativi arrivano 29 mesi dopo il CCNL Istruzione e Ricerca, che ne aveva previsto la regolamentazione.
Il ritardo: 29 mesi tra contratto e criteri
Il CCNL del comparto Istruzione e Ricerca e' stato sottoscritto in via definitiva all'ARAN il 18 gennaio 2024, come ricorda il comunicato ARAN sul CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021. L'articolo 44, comma 6, demandava al Ministero la definizione, previo confronto sindacale, dei criteri per svolgere a distanza le attivita' collegiali deliberative. Sono passati due anni e cinque mesi: nel frattempo collegi docenti, scrutini, consigli di classe con voto e dipartimenti decisionali sono rimasti vincolati alla presenza fisica. Il CCNL coinvolge 1.232.248 dipendenti pubblici, di cui 1.154.993 appartenenti ai settori scuola e AFAM, inclusi 850mila insegnanti.
Gia' il 12 giugno 2024 l'ARAN, con l'orientamento applicativo id. 31472, aveva sollecitato le scuole a disciplinare la materia nei regolamenti d'istituto, segnalando che la scelta tra lavoro agile e telelavoro doveva essere "correlata alla compatibilita' con il funzionamento e l'organizzazione scolastica". Senza criteri ministeriali, pero', la disposizione e' rimasta sulla carta. A firmare l'accordo definitivo sono state CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-CONFSAL, Federazione Gilda UNAMS e ANIEF. La FLC CGIL non risulta tra i firmatari del verbale di chiusura.
Cosa cambia con il voto certificato
L'accordo non rende automatiche le sedute a distanza: ogni scuola dovra' modificare il proprio regolamento d'istituto per introdurle, e potra' farlo solo se la piattaforma adottata garantira' un voto online "certificato". L'allegato tecnico fissa quattro requisiti vincolanti per il sistema di voto: carattere personale e univoco (un solo voto per elettore identificato), trasparenza e verificabilita' delle procedure, sicurezza e integrita' del trattamento, conformita' alle norme sulla protezione dei dati personali.
Le sedute a distanza coperte dall'intesa riguardano le attivita' dell'articolo 44, comma 3, lettere a) e b): collegio dei docenti, consigli di classe, interclasse, intersezione e gruppi di lavoro per l'inclusione con potere deliberativo. Le parti indicano nel lavoro agile la modalita' contrattuale piu' compatibile per chi partecipa da remoto, evitando l'autorizzazione caso per caso, ma resta fermo il diritto alla piena partecipazione di tutti i componenti dell'organo. Tradotto: niente sedute miste improvvisate, niente esclusione di chi non ha strumenti adeguati, perche' la mancata partecipazione potrebbe viziare la delibera.
I costi e i rischi a carico delle scuole
Il punto critico e' il "voto certificato". L'accordo non istituisce una piattaforma ministeriale unica, non finanzia l'acquisto di soluzioni, non fissa un capitolato di gara. Ogni istituto dovra' selezionare strumenti che rispettino i requisiti tecnici e, in linea con le FAQ del Garante della Privacy su scuola e dati personali applicabili ai trattamenti scolastici, gestire informativa, base giuridica, conservazione dei log e segretezza nelle votazioni a scrutinio segreto. Il risultato e' per gli organi collegiali online una possibile geografia a macchia di leopardo: istituti con risorse e competenze digitali diverse partiranno da posizioni opposte, alcuni applicheranno la novita' gia' dall'anno scolastico 2026/2027, altri resteranno alla presenza.
Per dirigenti, segreterie, collegi docenti e consigli d'istituto il primo passo concreto e' la modifica del regolamento: passaggio formale che richiede delibera del consiglio d'istituto e procedure di pubblicita'. Senza quel passaggio, qualsiasi seduta online con voto deliberativo e' priva di valore. La partecipazione digitale puo' anche abbassare la barriera per i genitori rappresentati nel consiglio d'istituto, che oggi vivono attriti su molti fronti, dalle tensioni sui costi delle attivita' alternative durante i ponti alle denunce sul sostegno mancato per gli alunni con disabilita'.
La nota operativa del Ministero attesa nelle prossime settimane chiarira' modelli di regolamento e tempistiche, mentre il dibattito su assenze scolastiche e responsabilita' delle famiglie mostra quanto la partecipazione formale alle decisioni della scuola resti un tema aperto. Fino a quel momento, calendarizzare scrutini o collegi a distanza per l'anno scolastico 2026/2027 significa muoversi su un binario non ancora completato.