Un responsabile di plesso costa allo Stato circa 1.185 euro lordi l'anno, poco meno di 100 euro al mese oltre lo stipendio del docente. In cambio gestisce sostituzioni, sicurezza e comunicazioni con la dirigenza in una delle 40.076 sedi scolastiche statali censite dal Ministero dell'Istruzione per l'anno 2024/2025.
I numeri veri delle sedi scolastiche
Il Focus MIM sull'avvio dell'anno scolastico 2024/2025 conta 40.076 sedi scolastiche statali distribuite tra 7.473 istituzioni. La Lombardia guida con 5.227 sedi, seguita da Campania (4.258) e Sicilia (4.054); il Molise chiude con 348. Il dato è più basso dei 45.668 plessi che ancora circolano in molte cronache di categoria: la differenza dipende dal fatto che la rilevazione ministeriale 2024/2025 esclude aggregazioni chiuse e sedi riprese da altre istituzioni dopo il ridimensionamento. Il perimetro effettivo non è pacifico neppure a livello locale, come mostra il caso delle 80 scuole di Valdobbiadene coinvolte nella sperimentazione ministeriale. Sottraendo a queste sedi le istituzioni principali, dove il dirigente ha già ufficio, restano circa 32.600 plessi in cui è necessario nominare un docente delegato.
1.185 euro lordi l'anno: quanto vale davvero il ruolo
Il compenso del responsabile di plesso non è fissato dal contratto nazionale ma dalla contrattazione di istituto, che lo quantifica in 40-60 ore l'anno di attività funzionale all'insegnamento. Il compenso orario di riferimento è quello previsto dal CCNL istruzione e ricerca 2019/2021, tabella 5: 19,25 euro lordi per ogni ora funzionale svolta al di fuori delle 40+40 ore contrattuali. A 60 ore piene si arriva a 1.155 euro lordi; la voce forfettaria dichiarata dalle cronache di categoria è di circa 1.185 euro, con un piccolo margine sopra la tariffa oraria pura. Al netto delle ritenute IRPEF e previdenziali il compenso si riduce a circa 770-800 euro; diviso su dodici mensilità significa poco più di 65 euro netti al mese in più sullo stipendio. Il conto complessivo per lo Stato, sommato sull'intero sistema, supera i 38 milioni di euro lordi l'anno, cifra polverizzata su decine di migliaia di rivoli di istituto e priva della visibilità politica dei bandi verticali come i 373.400 euro dei viaggi della memoria destinati a tre sole regioni.
Il vincolo normativo: nessun potere dirigenziale
Il comma 5 dell'articolo 25 del decreto legislativo 165/2001 consente al dirigente scolastico di delegare compiti specifici a docenti di sua fiducia, individuati direttamente o segnalati dal collegio. L'articolo 14 comma 22 del decreto legge 95/2012, la spending review del governo Monti, ha aggiunto un'interpretazione autentica: la delega non costituisce mai affidamento di mansioni superiori né di funzioni vicarie, neppure per chi gode di esonero o semiesonero. La conseguenza pratica è netta: il responsabile di plesso non firma atti dirigenziali, non impartisce ordini di servizio, non applica sanzioni disciplinari. Chi accetta l'incarico si assume comunque la responsabilità di preposto per la sicurezza ai sensi del decreto legislativo 81/2008, gestisce le sostituzioni con i docenti di potenziamento e comunica alla dirigenza ogni anomalia organizzativa, didattica o sui presidi antinfortunistici. Il carico pesa soprattutto sulle regioni con alta frammentazione territoriale: in Campania, dove i 4.258 plessi statali vanno gestiti in un contesto già teso, la Regione ha confermato che solo il 7 per cento delle scuole aveva i requisiti per anticipare l'apertura al 1 ottobre, rendendo evidente il divario tra responsabilità formale e strumenti concreti.
Chi accetta la nomina lo fa quasi sempre per senso di responsabilità, non per convenienza economica. Alla prossima contrattazione di istituto conviene ancorare per iscritto il tetto delle 60 ore, chiedere una rendicontazione oraria puntuale del monte assegnato e verificare che il compenso non venga riassorbito da altre voci del fondo integrativo. Un secondo passaggio utile è pretendere che la delega scritta del dirigente elenchi ambiti e limiti puntuali, così che la responsabilità di preposto per la sicurezza resti agganciata a strumenti operativi e non solo a firma e adempimenti formali.