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Requisiti TFA sostegno 2026: posti banditi vs cattedre in deroga

Chi può accedere al TFA sostegno 2026 e perché i 30.241 posti coprono meno della metà delle 79.083 cattedre attualmente in deroga.

Il Ministero dell'Università ha autorizzato 30.241 posti per il TFA sostegno 2026, ma le cattedre coperte in deroga da docenti precari nell'anno scolastico in corso sono 79.083. La nuova specializzazione, quando partirà a settembre, coprirà meno della metà del fabbisogno reale di insegnanti formati per il sostegno.

Chi può accedere a infanzia e primaria

Per i percorsi destinati alla scuola dell'infanzia e alla primaria i titoli di accesso restano la laurea in Scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002. Sono gli stessi titoli che già abilitano all'insegnamento nei due ordini di scuola, qui rafforzati dalla specializzazione sul sostegno didattico. Per chi sta valutando il percorso da zero, una panoramica sui requisiti dei corsi di sostegno per docenti aiuta a inquadrare anche le condizioni dei cicli straordinari.

A questo segmento è destinata la quota più ampia del nuovo ciclo: 4.809 posti per l'infanzia e 21.202 per la primaria, oltre i quattro quinti del totale autorizzato. La concentrazione segue la geografia del fabbisogno comunicata dal ministero a marzo, con la Lombardia che assorbe da sola la fetta più consistente dei posti programmati.

Requisiti per la secondaria e il buco del secondo grado

Per la scuola secondaria di primo grado restano cinque vie di accesso: abilitazione su una specifica classe di concorso, laurea magistrale, diploma AFAM di secondo livello, diploma da insegnante tecnico-pratico (ITP), oppure tre anni di servizio su posto di sostegno svolti negli ultimi dieci anni, anche non continuativi. La quinta è la più rilevante per chi insegna oggi senza titolo: il percorso pensato per chi ha tre anni di servizio sul sostegno vale come canale d'accesso senza dover risalire al titolo originario.

Il salto vero riguarda la secondaria di secondo grado, dove il fabbisogno comunicato dal MIM con la nota del 25 marzo 2026 è pari a zero. Nessun ateneo, salvo correzioni con il decreto, attiverà quest'anno percorsi ordinari per le superiori. La scelta deriva dal calcolo del personale già abilitato nei cicli precedenti, ma stride con i numeri reali dell'inclusione: secondo l'ultimo report ISTAT sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono 377mila, +18mila in dodici mesi, e il 22% dei docenti per il sostegno (circa 57mila persone) lavora senza specializzazione. Nelle superiori la quota di non specializzati è scesa al 10%, dato meno critico rispetto al 27% dell'infanzia e al 28% della primaria, ma il vuoto formativo per il prossimo anno resta strutturale.

Tempistiche e scelta del percorso

Il decreto ministeriale che autorizza gli atenei è atteso tra fine maggio e giugno 2026. Ogni università pubblicherà poi un bando con il numero di posti, le date delle prove preselettive e le modalità d'iscrizione: gli strumenti per orientarsi tra prove e selezioni del TFA restano utili per impostare la preparazione prima dell'avviso ufficiale. L'avvio dei corsi è previsto a settembre 2026, la conclusione entro giugno 2027.

Chi ha già tre anni di servizio sul sostegno negli ultimi dieci scolastici si trova di fronte a due strade: il TFA ordinario, con prova preselettiva e graduatoria, oppure i percorsi straordinari INDIRE, prorogati per il 2026 dall'articolo 4 del decreto-legge 127/2025 e descritti nella sezione dedicata del portale del Ministero dell'istruzione e del merito. La differenza pratica è la durata, la modalità telematica e la platea: i percorsi INDIRE sono riservati ai precari con 36 mesi di servizio.

Prima del bando del singolo ateneo conviene già recuperare i certificati di servizio degli ultimi dieci anni scolastici e verificare l'equivalenza del proprio titolo di accesso con la classe di concorso di riferimento: una volta pubblicato l'avviso, la finestra per l'iscrizione alla prova preselettiva si chiude tipicamente in pochi giorni e non lascia spazio per integrazioni documentali tardive.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 09:44