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Religione cattolica, 2.628 immissioni: il 41% del bando 2024

DM 143: 991 posti a infanzia e primaria, 1.637 alla secondaria. Della procedura straordinaria da 4.500 posti scorrono solo 656 idonei.

Il decreto ministeriale n. 143 del 22 luglio 2026, firmato dal ministro Giuseppe Valditara, autorizza 2.628 immissioni in ruolo per gli insegnanti di religione cattolica dal 1° settembre. La ripartizione: 991 posti fra infanzia e primaria, 1.637 nella secondaria di primo e secondo grado.

Come si arriva a 2.628 posti

L'autorizzazione del Ministero dell'Economia è arrivata con nota del 20 luglio, poco prima della firma del decreto. La base normativa è l'articolo 1-bis, comma 2-bis del DL 126/2019, che per gli anni scolastici 2025/26 e 2026/27 vincola le assunzioni IRC al numero di posti banditi dalle procedure concorsuali del 2024. Il testo si aggancia all'intesa siglata a gennaio 2024 fra ministro e presidente della Conferenza episcopale italiana, prevista dalla legge 186/2003 sullo stato giuridico degli insegnanti di religione.

Il decreto affida il 70% dei posti allo scorrimento della graduatoria della procedura straordinaria riservata (art. 1-bis comma 2), il restante 30% al concorso ordinario. Prima delle assunzioni gli Uffici Scolastici Regionali devono chiudere le compensazioni in favore dei vincitori del concorso ordinario, come già previsto dal precedente DM 144 del 18 luglio 2025. Se il contingente 2026/27 non basta a coprire tutte le compensazioni, le quote residue slittano agli anni successivi: prima chi era già in graduatoria e non ha ancora avuto sede, poi le nuove immissioni.

Bando 2024 da 6.428 posti: sulla straordinaria si scorre solo il 14,6%

Il conto complessivo va fatto risalendo al DPCM del 22 febbraio 2024, che autorizzò un bando IRC da 6.428 posti divisi in due procedure: 4.500 alla straordinaria riservata a chi aveva almeno 36 mesi di servizio, 1.928 al concorso ordinario. Un contingente storico, dopo vent'anni senza reclutamento organico per l'insegnamento della religione cattolica.

Il DM 143 assegna al 2026/27 in tutto 2.628 nuove immissioni: sommate alle 2.628 già autorizzate dal DM 144 per il 2025/26, il biennio arriva a 5.256 assunzioni, cioè l'81,8% del contingente bandito due anni fa. Restano fuori circa 1.172 posti.

Il gap più netto è sul precariato storico. Sul fronte della straordinaria il DM 143 fa scorrere solo 656 posti (167 fra infanzia e primaria, 489 alla secondaria) contro i 4.500 originari del bando: appena il 14,6% del contingente riservato. La procedura ordinaria copre invece 1.453 posti su 1.928 banditi, sfiorando il 75%. Il messaggio implicito ai precari con più anni di servizio: la coda del biennio ci sarà, ma andrà oltre il 2027. Il pattern è lo stesso osservato sulle immissioni docenti generali dell'anno, dove fra posti annunciati e assunzioni realmente autorizzate lo scarto ha superato le 2.000 unità.

Sud sopra la media: Campania, Sicilia e Calabria

L'allegato 2 mostra che tre regioni del Mezzogiorno assorbono la fetta più grande del contingente. In Campania: 111 posti al concorso ordinario e 88 alla straordinaria per la secondaria, 82 e 65 fra infanzia e primaria. In Sicilia: 93 e 87 alla secondaria, 77 e 47 alla primaria. In Calabria: 44 e 53 alla secondaria, 36 e 36 fra infanzia e primaria. Regioni come Lombardia e Veneto restano nettamente sotto queste cifre, riflesso di un turnover storicamente più contenuto e di un peso dell'IRC territorialmente diverso.

Per il singolo docente, l'assegnazione è a livello di diocesi: il contratto viene stipulato solo dopo il nullaosta dell'Ordinario diocesano sull'idoneità all'insegnamento. La sede resta provvisoria fino al superamento del periodo di formazione e prova, perché il decreto esclude esplicitamente l'articolo 13 comma 5 del D.Lgs. 59/2017, che invece prevede l'assegnazione di sede definitiva già all'atto dell'assunzione. Chi risulterà utilmente collocato in graduatoria dovrà quindi attendere la conclusione dell'anno di prova per consolidare la sede, gestita tramite le procedure pubblicate sul portale MIM delle immissioni in ruolo 2026/27.

Con la clausola di slittamento delle compensazioni residue, la partita dei 6.428 posti del bando 2024 chiuderà il conto non prima del 2028/29. Le nomine vanno perfezionate entro il 31 agosto, termine fissato dall'art. 9 comma 19 del DL 70/2011.

Pubblicato il: 23 luglio 2026 alle ore 13:15