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Regali alle maestre, soglia 150€ del codice e povertà infantile ISTAT

Tetto legale dei 150 euro, ma 1,3 milioni di minori in povertà assoluta: cosa cambia per la colletta di classe nella scuola dell'infanzia.

Fine maggio, le mamme si organizzano per la colletta della maestra. Il Codice di comportamento del pubblico impiego fissa la soglia del regalo "di modico valore" a 150 euro. Ma il vero nodo non è quel tetto: secondo l'ISTAT 2024, 1,3 milioni di minori italiani vivono in povertà assoluta, il valore più alto della serie storica dal 2014. E proprio quelle famiglie sono le prime a essere chiamate a contribuire.

Cosa prevede davvero il codice di comportamento

L'articolo 4 del DPR 62/2013 vieta al dipendente pubblico di chiedere o accettare regali, salvo quelli "d'uso di modico valore effettuati occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia e nell'ambito delle consuetudini internazionali". Il comma 5 quantifica il limite: 150 euro "in via orientativa, anche sotto forma di sconto". Testo integrale del DPR 62/2013 sul sito del Ministero del Lavoro

La regola individuale è chiara, ma nel contesto scolastico la dinamica reale è collettiva. Il dono quasi mai arriva dal singolo genitore: prende la forma di una colletta di classe. Quando le richieste tipiche oscillano tra 20 e 30 euro a famiglia, il singolo contributo resta sotto la soglia di legge. Ma in una classe da 25 alunni la spesa complessiva supera i 500-750 euro, ben oltre il tetto fissato dal codice se quel dono è considerato come unico regalo collettivo destinato al docente.

L'ANAC, con la delibera 75/2013, ha aggiunto un vincolo decisivo: indipendentemente dal valore economico, il dipendente non può chiedere o accettare regali "a titolo di corrispettivo per compiere o per aver compiuto un atto del proprio ufficio". La consuetudine del dono di fine anno resta tollerata solo finché si mantiene occasionale e dentro le normali relazioni di cortesia.

1,3 milioni di minori poveri e la pressione della colletta

Il dato che cambia la prospettiva arriva dal rapporto ISTAT 2024 sulla povertà in Italia: i minori in povertà assoluta sono il 13,8% del totale, quasi 1,3 milioni di bambini e ragazzi. È il livello più alto da quando esiste la serie storica (2014). Rapporto ISTAT sulla povertà in Italia, anno 2024

La concentrazione del dato pesa ancora di più sulla scuola dell'infanzia e primaria, dove la consuetudine dei regali alle maestre è più radicata. Tra le coppie con tre o più figli, molto presenti nelle classi a tempo pieno, l'incidenza della povertà assoluta sale al 19,4%: una famiglia su cinque. Tra le famiglie monogenitore è all'11,8%. Nelle famiglie con quattro componenti raggiunge l'11,2%.

In termini concreti: una colletta media di 20 euro a famiglia, in una classe di 25 bambini, significa che 3-5 famiglie quei venti euro non li hanno con facilità. Per loro non è una "cortesia": è un costo che si somma alle spese scolastiche di fine anno, alle gite, ai libri per l'estate. Anche sul fronte della tenuta delle classi a maggio inoltrato, le strategie per mantenere alta la motivazione fino all'ultimo giorno di scuola indicano come gli aspetti relazionali contino più di quelli materiali.

Cosa possono fare scuole e dirigenti

Il comma 5 dell'articolo 4 lascia margini ampi alle singole amministrazioni: i codici di comportamento di istituto possono "prevedere limiti inferiori, anche fino all'esclusione della possibilità di riceverli". In pratica, un consiglio di istituto può vietare del tutto i regali alle maestre e a tutto il personale scolastico, individuali o di gruppo, indipendentemente dal valore.

Diversi dirigenti scolastici hanno già fatto questa scelta, soprattutto in territori a forte disagio socioeconomico. La motivazione è la stessa indicata dal DPR: evitare che la consuetudine si trasformi in pressione. La via alternativa, suggerita dalle stesse insegnanti in numerose iniziative, è il biglietto collettivo o un piccolo lavoro fatto in classe dai bambini, a costo zero per le famiglie e con valore relazionale superiore.

Sul versante della professione, anche le novità del Milleproroghe sulla formazione iniziale dei docenti spingono verso un quadro deontologico più nitido nel rapporto tra scuola e famiglie. Per la nuova generazione di insegnanti il tema dei doni dei genitori non sarà un dettaglio di costume, ma una voce del codice etico professionale.

Per chi sta entrando in cattedra ora, i vincitori del concorso PNRR 2 nella scuola dell'infanzia e primaria incontreranno il tema dei regali alle maestre già a fine anno scolastico. Meglio un biglietto firmato da tutta la classe che una colletta che, sotto i 150 euro a regalo, resta dentro i limiti della legge ma non in quelli del buon senso.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 16:47