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Prof accoltellata a Roma: aggressioni ai docenti triplicate dal 2018

A Roma un 13enne ha accoltellato la prof e trasmesso in live: i dati CNR mostrano aggressioni ai docenti triplicate dal 2018.

A Roma un 13enne è entrato in classe alle medie Verga di Centocelle indossando un casco da ciclista con videocamera, ha spruzzato spray urticante in faccia alla professoressa Isabella Marsilio, 66 anni, e l'ha colpita tre volte all'ascella con un coltello a lama seghettata. Mentre agiva, trasmetteva in diretta su Telegram.

Il gesto è stato preparato per essere visto

L'aggressione, avvenuta il 18 settembre 2026, non è arrivata di sorpresa. Il ragazzino era assente nelle prime ore ed è entrato in aula con un'attrezzatura scelta: casco con telecamera e, secondo le prime ricostruzioni, occhiali con videocamera integrata. Marsilio, docente di storia e materie umanistiche, aveva assegnato al 13enne due debiti a fine anno, e proprio quel venerdì era in programma l'esame di riparazione di storia.

La docente è stata dimessa in poche ore con codice giallo e una settimana di riposo. Il minore, portato in caserma con i genitori, aveva anticipato ai compagni la sera prima cosa avrebbe fatto. L'elemento che qualifica l'episodio non è però il debito scolastico: è la telecamera. L'aggressione è stata girata come contenuto e diffusa in tempo reale.

Chi colpisce un docente è triplicato dal 2018

I dati ESPAD Italia 2025 dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, diffusi il 24 luglio 2026 e basati su oltre 17.000 questionari raccolti nelle scuole, dicono che la quota di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver colpito un insegnante è passata dall'1,2% del 2018 al 3,6% del 2025: quasi triplicata in sette anni. Sale anche la minaccia con arma per ottenere qualcosa, dall'1,4% al 3,5%. Fra i maschi il tasso è più che doppio rispetto alle femmine (5,1% contro 2,1%).

Cresce ancora di più la dimensione performativa. Nell'ultimo anno il 15,6% degli studenti ha filmato o assistito a scene di violenza registrate con il cellulare: 11,8% da spettatore, 3,8% dietro l'obiettivo. Nel 2018 la stessa voce era al 6,0%. È il valore più alto mai registrato nella serie ESPAD del CNR, come ricorda Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca Cnr-Ifc, che parla esplicitamente di progressiva normalizzazione della violenza come contenuto da guardare e condividere.

Il segnale d'allarme non è quindi il singolo episodio. Sullo sfondo c'è un pezzo di demografia che l'ISTAT certifica nel report Natalità e fecondità 2024: dal 2008 al 2024 le nascite in Italia sono crollate del 35,8%, da 576mila a 369.944, con 207mila bambini in meno. Le stesse elaborazioni sindacali sul crollo demografico fotografano aule che si svuotano mentre la violenza raccontata online si moltiplica.

Cosa cambia per la scuola

Nel rapporto ESPAD la percentuale di adolescenti coinvolti in violenze sale al 48,1% tra chi dichiara difficoltà nel rapporto con gli insegnanti, contro il 19,5% di chi non le riferisce. Il conflitto in aula è un moltiplicatore, non la causa. Se poi lo studente non parla con adulti, non stupisce che finisca per parlare con la telecamera o con un algoritmo.

Un'indagine INDIRE presentata al Festival dell'Innovazione Scolastica 2026 segnala che il 53% degli studenti italiani si è sfogato almeno una volta con un chatbot, e le ragazze hanno probabilità doppia rispetto ai maschi di confidarsi con l'intelligenza artificiale. Il chatbot non giudica, è sempre acceso e non chiede l'esame di riparazione. Nel frattempo le medie Verga di Centocelle hanno detto di voler concentrarsi ora sui ragazzi. I ricercatori CNR indicano una direzione precisa: competenze emotive, educazione digitale e lavoro sulle dinamiche di gruppo, mettendo in rete scuola, famiglie e servizi territoriali. Molinaro insiste su un punto: le associazioni misurate dai dati non vanno lette come rapporti causa-effetto, ma segnano dove intervenire, cioè nei punti in cui le relazioni si incrinano.

Isabella Marsilio ha detto di aver perdonato l'alunno e di volerlo incontrare per capire. Capire, oggi, richiede leggere anche cosa lo ha spinto a portarsi una telecamera in aula.

Pubblicato il: 19 settembre 2026 alle ore 15:14