Le prime graduatorie del concorso PNRR3 stanno uscendo in queste settimane. I bandi DDG 2938 e 2939 del 9 ottobre 2025 mettono a ruolo 58.135 docenti, ma solo 7.269 posti riguardano il sostegno.
I numeri del bando e le tre fasce di graduatoria
Il Bando DDG 2938/2025 infanzia e primaria sul portale InPA copre infanzia e primaria con 27.376 posti, il DDG 2939/2025 la secondaria con 30.759. La ripartizione tra cattedre comuni (50.866) e di sostegno (7.269) è fissata nei bandi e segue la quota di riserva del 30% per chi ha tre anni di servizio nelle scuole statali.
La graduatoria di merito coincide col numero di posti banditi: chi rientra è vincitore e matura il diritto all'assunzione anche oltre il triennio di vigenza. Sotto, l'elenco entro il 30% raccoglie gli idonei che subentrano quando un vincitore rinuncia, ma solo dello stesso profilo (merito o riserva). Più sotto c'è l'elenco oltre il 30%: i nominativi non finiscono nel decreto e si leggono soltanto nell'area riservata Concorsi degli Uffici scolastici regionali. In alcune classi di concorso quell'elenco non esiste, perché i vincitori sono stati meno dei posti banditi.
7.269 cattedre di sostegno per un fabbisogno di 57mila docenti
Il dato che cambia la lettura del PNRR3 è la quota destinata al sostegno: 7.269 posti su 58.135, il 12,5% del totale. È il segmento più scarso del concorso e si scontra con un quadro di emergenza che ISTAT ha fotografato a maggio 2026.
Nel Report ISTAT sull'inclusione scolastica 2024/2025 l'istituto ha contato 261mila docenti di sostegno in servizio, ma il 22% dei posti non era ancora coperto all'avvio delle lezioni, e a un mese dall'inizio la quota dei vacanti restava al 10%. Tradotto: circa 57mila supplenti sono entrati in classe senza specializzazione, mentre 377mila alunni con disabilità (il 4,8% degli iscritti, in crescita del 5% sull'anno precedente) aspettavano un docente stabile.
Il PNRR3 non chiude il divario. Anche assumendo che tutti i 7.269 vincitori prendano servizio entro settembre 2026, ne resterebbero fuori almeno 50mila cattedre coperte ogni anno con incarichi annuali. Il MIM ha calcolato i posti tenendo conto dei pensionamenti previsti fino al 2028, ma la base di partenza è proprio quella che l'ISTAT segnala come strutturalmente sotto organico. Per chi guarda ad altri canali di reclutamento, anche l'aggiornamento delle graduatorie ATA 24 mesi e il percorso INDIRE 2026 affiancano la procedura ordinaria, ma nessuno dei due tocca i numeri delle cattedre di sostegno.
226.802 domande, ma al Nord i posti superano i candidati
Quando il Ministero ha pubblicato la suddivisione regionale, è emerso un secondo squilibrio. Le candidature totali sono 226.802: 45.469 per infanzia e primaria, 181.333 per la secondaria. I rapporti sono molto diversi: 1,7 candidati per posto sulla primaria, 5,9 sulla secondaria.
La sorpresa è geografica. In Basilicata, Lombardia e Veneto, per i bandi infanzia e primaria, i candidati sono meno dei posti disponibili. La Basilicata ha registrato 358 domande per il primo bando, la Lombardia 3.861. Significa che i vincitori potrebbero non bastare a coprire le cattedre messe a concorso e che una parte dovrà comunque essere coperta da GPS o incarichi annuali, almeno per il prossimo anno scolastico.
Per chi cerca posto al Sud lo scenario è inverso: nella secondaria la concorrenza vale quasi sei volte la disponibilità, con Campania e Sicilia che da sole assorbono una quota rilevante delle 181.333 domande. La mappa conferma una frattura territoriale che le procedure ordinarie non riassorbono: chi viene dal Mezzogiorno e vuole il ruolo deve accettare di lavorare per anni al Nord prima di poter rientrare con la mobilità.
Le immissioni in ruolo dei vincitori partiranno da settembre 2026, ma chi non rientra subito nel contingente regionale entrerà nei due anni successivi, finché la graduatoria resta valida.