L'emendamento 1.31 al decreto Piano casa estende anche a docenti e personale ATA l'accesso agli alloggi a canone calmierato previsti dal DL 66/2026. Restano fuori dal testo i due numeri che contano: quanti dei 60mila alloggi programmati saranno riservati alla scuola e quando i Comuni dovranno stipulare le convenzioni.
Cosa cambia con l'emendamento 1.31
La modifica approvata in Commissione VIII Ambiente della Camera il 18 giugno aggiunge al comma 2 dell'articolo 1 le parole sia privati sia pubblici, con particolare riferimento al personale scolastico, sanitario, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate. Nella versione originaria del Decreto-legge 66/2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale la platea era limitata a giovani, studenti universitari, lavoratori fuori sede, giovani coppie e genitori separati. L'Aula della Camera ha confermato il testo con il voto di fiducia atteso per il 22 giugno; la seconda lettura al Senato deve chiudersi entro il 6 luglio.
Lo sconto del 33% tradotto in euro
Il decreto vincola la quota agevolata a un canone ridotto di almeno il 33% rispetto ai valori dell'Osservatorio del mercato immobiliare. A Milano, dove la rilevazione media supera i 23,7 euro al metro quadro per le locazioni residenziali, il limite massimo del canone calmierato scenderebbe a 15,9 euro. Per un bilocale di 60 metri quadri significano 954 euro al mese.
Lo stipendio iniziale netto di un docente di scuola primaria, secondo le tabelle del CCNL Istruzione e Ricerca rinnovato a gennaio 2026, si ferma a 1.575 euro: la sola rata d'affitto consumerebbe il 60% della busta paga, escluse utenze e spese condominiali. Sulle riduzioni in busta paga 2025 e proteste dei sindacati si era già aperta una vertenza che il Piano casa non scioglie.
A Roma, con una media OMI di 19,2 euro al metro quadro, lo stesso calcolo restituisce 773 euro mensili per 60 metri quadri: il 49% dello stipendio iniziale. Nelle aree meno tese del Centro-Sud, dove il mercato si muove tra i 7 e i 10 euro al metro quadro, lo sconto del 33% può collocare il canone agevolato sotto la soglia del 30% del reddito netto, considerata sostenibile dalla letteratura sulla povertà abitativa. Nelle quattro città a maggiore tensione abitativa, Milano, Roma, Firenze e Bologna, il taglio resta un sollievo parziale che non scioglie il vincolo strutturale tra busta paga e costo della vita.
Nessuna quota riservata e tempi rimandati ai Comuni
Il Dossier DL 66/2026 - Servizio Studi Camera non fissa una percentuale di alloggi destinati al personale scolastico. Insegnanti e ATA sono citati in particolare, insieme a sanitari, polizia, vigili del fuoco e forze armate, ma senza corsia preferenziale rispetto alle altre categorie. I 970 milioni di euro stanziati fino al 2030 serviranno a recuperare circa 60mila alloggi pubblici oggi inagibili, mentre l'assegnazione concreta è demandata alle convenzioni che ogni Comune dovrà stipulare con i proprietari.
Il testo non indica una data entro cui le amministrazioni locali dovranno completare le procedure: in attesa dei provvedimenti attuativi, gli annunci sui canoni agevolati restano sulla carta. La mobilità docenti 2026/27 si è chiusa a fine maggio con oltre 46mila cattedre vacanti, concentrate in larga parte in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Senza un meccanismo di prenotazione esplicito, i tempi della casa non incrociano quelli delle nomine di settembre, e il personale in graduatoria interna a rischio perdente posto continuerà a trovarsi spostato senza una soluzione abitativa pronta.
L'incrocio con le richieste delle famiglie, come quelle dei genitori dell'Emilia-Romagna sul calendario scolastico, mostra che la mobilità del personale e l'organizzazione dei territori vivono già di equilibri fragili. Per docenti e ATA il vero appuntamento è il 6 luglio in Senato: la conversione in legge è l'ultima finestra per inserire una quota minima riservata o un termine certo per le convenzioni comunali.