Il decreto interministeriale sugli organici docenti per l'anno scolastico 2026/2027 è atteso in Gazzetta Ufficiale. Le anticipazioni, diffuse da Italia Oggi e illustrate ai sindacati dal ministero, mostrano un totale di posti comuni fermo a 614.572 e due aree di variazione: i posti di potenziamento, che calano per il terzo anno di fila, e quelli di sostegno, che crescono di 134 unità.
Il decreto in arrivo: tagli al potenziamento per il terzo anno
I posti di potenziamento scendono da 50.202 a 48.795: una riduzione di 1.407 unità che si ripete per il terzo anno consecutivo. Il calo non è distribuito in modo uniforme: la Campania perde 201 cattedre di potenziamento, la Lombardia 183. Il dato campano ha un peso specifico: la regione è seconda in Italia per posti comuni (72.088, contro i 91.894 della Lombardia), ma prima nella classifica dei tagli su questa voce.
La ripartizione per ordine scolastico assegna 218.496 cattedre alla secondaria di secondo grado (35,5% del totale), 188.555 alla primaria (30,7%), 133.085 alla secondaria di primo grado (21,7%) e 74.436 alla scuola dell'infanzia (12,1%). In fondo alla classifica regionale per posti comuni si trovano il Molise con 3.393 posti e la Basilicata con 7.298.
Le cessazioni dal servizio previste per il 2026/2027 sono 25.352, di cui 10.518 nella sola scuola secondaria di secondo grado: un turnover di proporzioni significative, concentrato proprio nel segmento interessato dalla riforma degli istituti tecnici.
Il sostegno: 134 posti in più per un sistema che cresce di 21.000 alunni l'anno
L'organico di diritto per il sostegno passa da 128.036 a 128.170 posti, con un incremento di 134 unita. Il confronto con il report ISTAT sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilita 2023/2024 rende evidente il divario: nell'anno scolastico 2023/2024, gli alunni con disabilità hanno raggiunto quasi 359.000 unita (4,5% del totale), con una crescita del 6% rispetto all'anno precedente, pari a circa 21.000 studenti in più in dodici mesi. Negli ultimi cinque anni, l'incremento supera il 26%: oltre 75.000 alunni in più.
Il rapporto tra le due grandezze e di circa 160 a 1: per ogni posto di sostegno aggiunto nel decreto 2026/2027, ci sono stati circa 160 nuovi studenti con disabilità nell'ultimo anno scolastico rilevato. Si tratta di un aggiustamento tecnico a fronte di una tendenza strutturale che non mostra segni di rallentamento.
A complicare il quadro è il dato sulla discontinuità: il 57% degli alunni con disabilità cambia insegnante di sostegno da un anno all'altro, e l'8,4% lo cambia nel corso dello stesso anno. Questo non dipende solo dalla quantità di posti in organico, ma dall'ampio ricorso ai posti in deroga, assegnati annualmente al di fuori dell'organico di diritto.
La questione è al centro di contenziosi sindacali: FLC CGIL e Gilda UNAMS hanno impugnato recenti provvedimenti sul personale di sostegno, segnalando problemi nella tenuta del sistema di fronte alla crescita della popolazione scolastica con disabilita.
Riforma istituti tecnici e accesso alla professione: cosa cambia
Il decreto introduce un tetto massimo di 125.475 classi per la secondaria di secondo grado, in attuazione del decreto-legge 144/2022 e del decreto ministeriale 29/2026 sulla riforma degli istituti tecnici. Per i docenti coinvolti, è prevista una clausola di salvaguardia della titolarità: nei casi in cui la variazione dei quadri orari non consenta la formazione di cattedre a 18 ore, gli uffici potranno attribuire orari ridotti mantenendo il titolare in sede.
Per chi si prepara all'accesso alla professione, le modifiche alla formazione iniziale dei docenti approvate con il decreto Milleproroghe hanno ridefinito alcuni percorsi abilitanti. Tra le misure già operative per specifiche sedi, sono disponibili anche le indennità per i docenti in servizio nelle piccole isole introdotte nel 2024.
Il decreto definitivo non è ancora in Gazzetta Ufficiale e i dati anticipati potrebbero subire variazioni. Sui posti di sostegno, la forbice tra il numero di studenti con disabilità e l'organico di diritto non si chiude con incrementi di poche decine di unità.