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Off Script di Carate: gli studenti superano il dibattito sui canti

Le nuove Indicazioni tolgono il minimo di 25 canti. Il laboratorio Off Script di Carate Brianza mostra cosa cambia davvero.

Mentre nella consultazione aperta dal MIM il 22 aprile 2026 commissari e dantisti discutono quanti canti dell'Inferno valga la pena tenere a programma, un gruppo di studenti di Carate Brianza ha già risposto con i fatti: ha portato l'opera in scena. Il laboratorio Off Script dell'Istituto superiore della cittadina monzese ha riscritto l'Inferno con voce, corpo e musica, raccogliendo riconoscimenti in festival internazionali.

Cosa cambia con le nuove Indicazioni Nazionali

Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei pubblicate dal MIM modificano in modo netto lo studio della Commedia. Spariscono i 25 canti complessivi fissati come minimo dalle Indicazioni del 2010 sul secondo biennio e quinto anno. Al loro posto, un'indicazione qualitativa: passaggi scelti da tutte e tre le cantiche, letti come si farebbe con un romanzo, con il docente che fornisce i raccordi narrativi.

Cambia anche la collocazione. La Commedia esce dal quinto anno e si concentra nel terzo e quarto, perché l'ultimo anno viene dedicato per intero alla letteratura post-unitaria, da Verga a Pasolini. La consultazione resta aperta nelle prossime settimane con associazioni professionali, sindacati, genitori e per la prima volta consulte studentesche. La parte tecnica del dibattito ruota tutta intorno a un numero: quanti canti.

A Carate Brianza la risposta è già un metodo

Off Script nasce nel gennaio 2023 come laboratorio aperto, non selettivo: non solo gli studenti più talentuosi, ma chiunque voglia mettersi in gioco, anche da indirizzi diversi e con poca motivazione iniziale. Lo guidano il regista Andrea Carabelli e la docente di filosofia Simona Ghezzi, musicista. In meno di tre anni il gruppo è arrivato a festival internazionali, e con la rilettura dell'Inferno ha funzionato proprio dove la lezione frontale tipicamente si arena: con i ragazzi che la scuola fatica a tenere dentro.

Sono gli studenti stessi a raccontarlo: percepivano la Commedia come un testo lontano e difficile, finché il lavoro teatrale non l'ha resa esperienza vissuta attraverso voce, corpo e musica. Il dato statistico conferma l'intuizione del laboratorio. Secondo le statistiche culturali ISTAT 2024, nel 2023 la fascia 11-17 anni è tornata a teatro con punte intorno al 32%, sopra i livelli pre-pandemia, e la partecipazione culturale fuori casa nella fascia 6-14 anni vale 47,2%, tra i 15 e i 24 anni sale al 52,9%. Numeri che ribaltano il luogo comune del ragazzo disconnesso dai linguaggi della cultura dal vivo. Il pubblico giovane c'è e cresce: la domanda è se la scuola sa intercettarlo come esperienza, non come compito in classe.

Cosa significa in concreto per i docenti

Il modello Off Script non richiede budget straordinari né autorizzazioni speciali. Richiede tre scelte di metodo che ogni consiglio di classe può adottare in autonomia. Ammettere studenti da tutti gli indirizzi, senza filtri sul talento pregresso, includendo anche i ragazzi con scarsa motivazione scolastica. Mettere il testo in voce, corpo e musica prima della parafrasi e dell'analisi metrica, invertendo l'ordine classico del lavoro in classe. Accettare che il prodotto finale sia uno spettacolo aperto al pubblico esterno, non un compito chiuso nel registro o una verifica orale a porte chiuse.

Il MIM stesso, da anni, sostiene il teatro come strumento didattico trasversale e lo ribadisce nelle sue Indicazioni strategiche sulle attività teatrali, presenti già prima della riforma in consultazione. La novità del 2026 è che ora, sul piano dei programmi di letteratura, l'autonomia del docente cresce in modo esplicito: senza un numero minimo di canti da rincorrere, il margine per costruire percorsi laboratoriali si allarga in modo sensibile, anche fuori dal liceo classico.

Paradossalmente, è proprio la riforma in discussione a creare lo spazio per questo metodo. Cancellando il numero minimo di canti, le nuove Indicazioni riconoscono che trenta canti studiati come elenco e dieci canti vissuti come esperienza non sono equivalenti. Il dibattito sul 'quanto' diventa secondario quando il 'come' produce risultati misurabili in partecipazione, in inclusione e in riconoscimenti esterni. Le scuole che vogliono passare dalla discussione alla pratica hanno già un caso documentato a trenta chilometri da Milano.

Pubblicato il: 8 giugno 2026 alle ore 09:03