Gli occhiali smart con intelligenza artificiale sono entrati nei regolamenti d'esame di mezzo mondo. In Cina i 12,9 milioni di candidati al Gaokao 2026 hanno dovuto sottoporre le proprie montature a un controllo separato; in Corea del Sud, Taiwan e Regno Unito le commissioni d'esame hanno aggiornato i protocolli dopo i primi casi di copiatura tramite wearable. In Italia il problema non ha ancora un protocollo dedicato, ma il divieto esiste già: lo dice la nota MIM prot. 129279 del 5 giugno 2026.
Cosa dice la normativa italiana
La nota operativa del Ministero, che integra l'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 sullo svolgimento della maturità, vieta durante le prove scritte l'uso di telefoni cellulari, smartphone e smartwatch di qualsiasi tipo, dispositivi di qualsiasi natura e tipologia in grado di consultare file, di inviare o ricevere immagini, oltre ad apparecchiature a luce infrarossa o ultravioletta. Gli occhiali smart con AI rientrano in pieno nella definizione: hanno fotocamera, connettività wireless e capacità di interrogare modelli linguistici esterni.
La sanzione è netta. Il semplice possesso del dispositivo, anche spento o in modalità aereo, equivale a una violazione e comporta l'esclusione da tutte le prove dell'esame di Stato. Tradotto: bocciatura immediata e attesa minima di dodici mesi prima di ritentare. La rete delle scuole nei giorni delle prove è ridotta al minimo, accessibile solo ai computer del dirigente, del DSGA o dei referenti di sede per il download del plico telematico.
Il confronto: screening fisico cinese vs sanzione italiana
Le strategie internazionali si stanno polarizzando su due modelli. Il primo è lo screening fisico scelto da Cina e Taiwan: a ogni candidato viene chiesto di consegnare gli occhiali per un'ispezione preliminare, eseguita con metal detector e portali di sicurezza. Il Guangdong e l'Hubei hanno reso la procedura obbligatoria, con verifiche su tutte le montature indossate o portate al banco.
Il secondo modello, di tipo disciplinare, è quello adottato dall'Italia e in parte dal Regno Unito: niente controllo preventivo capillare, ma sanzione massima in caso di scoperta. È un approccio che funziona finché il dispositivo resta riconoscibile a occhio nudo, come segnalano gli stessi lettori italiani: una montatura smart oggi pesa di più, ha bracci ingombranti e lenti spesse. Il problema, secondo Thomas Corbin della Deakin University, è che la miniaturizzazione in corso rende inevitabile un aggiornamento dei controlli anche nei Paesi che oggi si affidano alla sola sorveglianza in aula.
Quanti studenti italiani provano davvero a copiare con la tecnologia
Il sondaggio Skuola.net 2026, condotto su mille maturandi, ridimensiona l'allarme tecnologico. Solo il 27% degli studenti ammette di avere un piano per copiare. Tra questi, il 29% punta ancora sui bigliettini nascosti nell'astuccio o addosso, il 14% sugli appunti nel vocabolario, il 12% su biglietti lasciati in bagno o nello zaino. Lo smartphone è la prima scelta tecnologica per il 32% di chi copia, ma il 20% confida nell'intelligenza artificiale, ChatGPT in testa. Gli occhiali smart non compaiono ancora nelle risposte: costano fra 300 e 500 euro e restano fuori dal portafoglio di gran parte dei diciottenni.
Cosa cambia per docenti, commissari e dirigenti
Per i commissari il messaggio è doppio. Da un lato l'attuale impianto sanzionatorio copre i wearable: non serve un nuovo decreto per escludere uno studente sorpreso con un Ray-Ban Meta o un Xreal in aula. Dall'altro, la verifica visiva resta indispensabile e va estesa esplicitamente anche alla montatura del candidato, soprattutto se è di marca tecnologica o se la persona indossa occhiali diversi da quelli abituali. Vale la pena ricordare agli studenti, anche in fase di preparazione, l'importanza di affrontare l'esame con motivazione e con i propri mezzi piuttosto che cercare scorciatoie costose.
Restano fuori dal divieto solo gli strumenti compensativi previsti per gli studenti con DSA o disabilità, ammessi su indicazione del Piano didattico personalizzato: un perimetro chiarito anche dalla recente sentenza del Consiglio di Stato sul diritto agli strumenti compensativi. Per i dirigenti scolastici la prossima sessione richiederà un briefing dedicato ai commissari: i casi italiani sono pochi, ma è la dimensione del fenomeno asiatico a indicare la direzione di marcia.
Il prossimo anno scolastico arriverà con occhiali sempre più piccoli e con assistenti vocali che leggono tracce in tempo reale. Per chi gestisce gli esami in Italia la domanda non è se aggiornare il regolamento, ma quando inserire una verifica esplicita delle montature nei protocolli di accesso all'aula.