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Nuove indicazioni primo ciclo: 4 adempimenti entro l'a.s. 2026/2027

Cosa devono fare dirigenti e collegi docenti entro settembre 2026 per rielaborare curricolo, PTOF e valutazione secondo la nota MIM 1312.

La nota MIM 1312 del 12 marzo 2026 traduce in adempimenti concreti il decreto ministeriale 221 del 9 dicembre 2025: entro l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 ogni istituto del primo ciclo deve rielaborare curricolo, PTOF e criteri di valutazione. La nota operativa del ministero sulle Indicazioni nazionali 2025 chiude la fase interpretativa e apre quella operativa, con quattro nodi che i collegi docenti devono affrontare in pochi mesi.

I quattro adempimenti fissati dalla nota ministeriale

Il calendario di attuazione fino al 2030/2031 parte dalle classi prime di primaria e secondaria di primo grado, mentre la scuola dell'infanzia adotta le nuove indicazioni per tutte le sezioni già dal 2026/2027. La convivenza con il DM 254/2012 durerà fino al 2028/2029 per la secondaria e fino al 2030/2031 per la primaria: nell'anno intermedio 2027/2028 anche le classi terze di primaria anticiperanno le nuove indicazioni per la sola storia.

1. Rielaborare il curricolo di istituto in base al nuovo profilo dello studente e agli obiettivi specifici di apprendimento

1. Adattare il PTOF triennale alle decorrenze differenziate per infanzia, primaria e secondaria di primo grado

1. Rivedere i criteri di valutazione disciplinari e le voci del registro elettronico

1. Coordinare il collegio docenti sulla continuità tra classi che convivranno su due impianti curriculari diversi

I gap disciplinari da ricucire in aula

Il caso più esplicito è la storia. Le indicazioni del 2012 chiudevano la quinta primaria con la fine dell'impero romano d'Occidente, mentre il nuovo curricolo prosegue con Regni romano-barbarici, monachesimo, Costantinopoli, codificazione giustinianea ed espansione islamica. Le classi prime della secondaria che partiranno a settembre 2026 dovranno coprire un arco temporale non affrontato in quinta, e la nota chiede al collegio di rimodulare la programmazione per non lasciare vuoti nel passaggio tra la quinta 2025/2026 e la prima media dell'anno successivo.

Sul versante scientifico l'introduzione degli obiettivi di informatica dalla scuola primaria è la novità più netta. Matematica e tecnologia integrano riferimenti espliciti all'uso critico delle tecnologie e a un primo approccio all'intelligenza artificiale, in coerenza con le linee guida su educazione civica e discipline STEM. Non si tratta di aggiungere ore ma di rivedere come si insegnano pensiero computazionale, valutazione delle fonti e consapevolezza degli automatismi algoritmici. Anche qui le prime medie 2026/2027 arriveranno senza il prerequisito e gli obiettivi andranno distribuiti con gradualità sull'intero triennio.

Per i percorsi a indirizzo musicale la nuova sezione si applica dalle classi prime 2026/2027, mentre il DI 176/2022 resta in vigore per gli altri anni fino a esaurimento. Alle medie arriva anche il latino per l'educazione linguistica, opzionale e agganciato allo studio della grammatica italiana.

Cosa cambia per docenti, dirigenti e famiglie

Per i docenti significa riscrivere in pochi mesi la programmazione disciplinare e i descrittori di valutazione, in aule dove convivono studenti su due binari normativi diversi. Ai dirigenti spetta il coordinamento tra collegi, dipartimenti disciplinari e commissioni PTOF: il decreto ministeriale 221 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026 richiama esplicitamente il DPR 275/1999 sull'autonomia, che affida a ogni istituto la responsabilità di tradurre le competenze attese in scelte didattiche coerenti con il profilo del proprio territorio e degli studenti in ingresso.

Per le famiglie il cambio è meno visibile ma tangibile: nei prossimi cinque anni si avranno fratelli iscritti in anni contigui con obiettivi di apprendimento diversi, in particolare in storia, italiano scritto e informatica. Le scuole comunicheranno gli adeguamenti attraverso il PTOF triennale aggiornato e i nuovi criteri di valutazione, mentre il calendario del primo giorno di scuola 2026/2027 fissa la data effettiva di avvio delle nuove indicazioni per ciascuna regione.

Il vero banco di prova sarà il collegio docenti di settembre 2026: la qualità della progettazione condivisa deciderà se la riforma diventa una didattica coerente o una formalità di calendario.

Pubblicato il: 13 settembre 2026 alle ore 12:30