Le nuove indicazioni nazionali per i licei sono pubbliche dal 22 aprile 2026. La consultazione con le scuole chiude il 31 maggio: dodici giorni per inviare osservazioni al Ministero. L'ANP, l'associazione che rappresenta i dirigenti scolastici, ha già trasmesso le proprie critiche alla Commissione ministeriale e chiede una revisione approfondita di almeno cinque aspetti del testo.
Il testo dimentica la scuola reale
Nella versione attuale del documento, gli studenti dei licei vengono descritti come soggetti concentrati sul libro e sull'impegno individuale. I presidi dell'ANP contestano questa rappresentazione: le classi reali sono segnate da fragilità, differenze sociali, neurodivergenze e disuguaglianze strutturali che non possono essere ricondotte a un profilo uniforme. Un documento che norma l'insegnamento per tutti i licei italiani non può costruirsi su uno studente che rappresenta la minoranza delle situazioni concrete.
Se le indicazioni prescrivono un percorso pensato per uno studente che non esiste nella maggioranza delle classi italiane, i docenti si trovano a operare con linee guida disancorate dalla realtà. La stessa critica riguarda il profilo del docente: il testo lo definisce quasi esclusivamente per la padronanza disciplinare, mettendo in secondo piano le competenze pedagogiche, relazionali e digitali che oggi ogni insegnante deve possedere. Sono proprio queste le competenze richieste da una scuola che deve gestire fragilità, disturbi dell'apprendimento e divari socioeconomici sempre più marcati.
L'ANP segnala anche scelte linguistiche problematiche. Il termine consenso, usato nel contesto del rapporto educativo, porta con sé una connotazione burocratica e giuridica estranea alla relazione docente-studente. Analogamente, parole come concepimento e riproduzione - inserite in un passaggio dedicato all'empatia - appartengono a un registro clinico che stride con il tono del documento. Sono dettagli che, in un testo destinato a orientare la didattica nei licei per i prossimi anni, non possono essere liquidati come sviste redazionali.
L'intelligenza artificiale compare solo in matematica
Il testo ministeriale cita l'intelligenza artificiale, ma in modo circoscritto: è la matematica del quinto anno a dover fornire agli studenti i concetti e il linguaggio alla base dei sistemi di IA. Per il documento, la matematica deve preparare gli studenti a comprendere il funzionamento degli algoritmi e le basi su cui operano. L'ANP giudica questa impostazione insufficiente rispetto alla portata della trasformazione digitale che investe tutta la scuola, non una sola disciplina.
Inserire l'IA come argomento di una disciplina al quinto anno non equivale a dotare i docenti degli strumenti per accompagnare la trasformazione digitale. Senza una strategia di formazione per chi è già in servizio, il rischio è che l'intelligenza artificiale entri nelle indicazioni sulla carta ma non entri mai davvero nelle aule. Lo stesso discorso vale per le competenze relazionali e digitali: il documento non fornisce indicazioni su come aggiornare i docenti in servizio al di là dell'attuale limite di 80 ore annue di formazione.
Le criticità investono anche il piano istituzionale. L'ANP segnala imprecisioni nelle attribuzioni del collegio dei docenti, dei dipartimenti disciplinari e del dirigente scolastico, descritte in modo non pienamente conforme alla normativa vigente sull'autonomia scolastica. Le indicazioni nazionali sono al centro delle polemiche da mesi: già a maggio erano citate tra le ragioni dello sciopero nazionale della scuola del 7 maggio.
Come partecipare alla consultazione entro il 31 maggio
La consultazione sulle indicazioni nazionali è aperta a tutte le istituzioni scolastiche del secondo ciclo tramite il questionario ministeriale. L'ANP aveva già segnalato al MIM che gli spazi disponibili per le risposte risultano insufficienti per osservazioni articolate, chiedendo un ampliamento del formato del questionario prima della scadenza.
Per chi vuole approfondire le questioni prima di rispondere, l'ANP ha organizzato tre incontri di confronto: Firenze il 25 maggio, Milano il 27 e Torino il 28. Sul fronte del primo ciclo, le nuove indicazioni nazionali stanno già ridisegnando la didattica della lingua italiana nelle scuole.
Il ministro Valditara ha confermato che le indicazioni saranno adottate ufficialmente solo al termine del percorso di ascolto. La scadenza del 31 maggio non è una formalità: è l'ultima finestra utile per incidere su un documento che definirà cosa viene insegnato in tutti i licei italiani. Anche per il primo ciclo gli uffici scolastici regionali stanno aggiornando le indicazioni per le prove di italiano all'esame.