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Maturità 2026, i numeri smontano le lamentele: 96,8% ammessi

Il 96,8% dei 527mila candidati ammessi alla Maturità 2026. Al Sud boom di 100, al Nord più 60. I dati MIM regione per regione.

Il 96,8% dei 527mila candidati alla Maturità 2026 è stato ammesso all'esame, e chi lo ha sostenuto lo ha superato quasi sempre. I numeri ufficiali del ministero raccontano una storia diversa dalle lettere di protesta che gli studenti neodiplomati hanno inviato al Ministro contro commissioni e docenti.

I numeri ufficiali: 3,2% di non ammessi, il resto in fondo passa

Su 527.747 candidati, 513.738 interni e 14.009 esterni, alla prova scritta di italiano non è arrivato il 3,2%. Il resto ha trovato un esame quasi sempre superato: in Lombardia si sono diplomati 57.748 studenti su 58.010 ammessi, il 99,5%. È lo scrutinio di giugno, non la commissione, il vero filtro dell'anno.

La Tabella MIM ammessi e non ammessi per regione fotografa un'Italia divisa: in Sardegna i non ammessi sono il 7,0%, in Liguria il 5,5%, in Trentino-Alto Adige il 3,6%. Sono le uniche tre regioni sopra la media nazionale. All'altro estremo Molise (2,3%), Veneto (2,7%), Basilicata ed Emilia-Romagna (2,8%). Un candidato sardo ha una probabilità di essere escluso tre volte superiore rispetto a un coetaneo del Molise, e il ministero non ha ancora spiegato perché. Il rito dei 527mila studenti dell'esame di Stato resta un passaggio più formale che selettivo.

Al Sud i 100 pieni, al Nord la fascia dei 60

La mappa delle eccellenze rovescia i luoghi comuni. La Calabria guida con il 6,1% di "100 e lode" e il 12,0% di 100 pieni. Seguono Sicilia (10,3% di 100), Puglia (9,9%) e Campania (9,5%). Sono i territori dove il diploma di Stato distribuisce voti massimi con più generosità e dove, non per caso, sono arrivate anche molte delle lamentele degli studenti delusi dall'esito.

Al Nord accade l'opposto. In Lombardia solo il 4,0% dei diplomati esce con 100, in Piemonte il 5,0%, in Trentino-Alto Adige e Veneto il 5,1%. La provincia di Milano si ferma al 3,6% di eccellenze e vede aumentare i diplomati con il minimo, il 60. Il paradosso è aritmetico: gli studenti del Sud escono con il voto massimo circa tre volte più spesso dei coetanei lombardi. Le commissioni "severe" e i docenti "poco empatici" descritti negli editoriali di opinione lavorano nelle stesse aule dove si distribuisce il 12,0% di 100 pieni. Il quadro completo dei dati regionali è nell'analisi su come i voti della Maturità 2026 dividono l'Italia.

Cosa cambia per docenti, studenti e famiglie

Con il 96,8% di ammessi e i 100 che nel dato nazionale doppiano i 60, è difficile parlare di commissioni troppo dure. Il vero problema è la disomogeneità dei criteri tra scuole e territori. Un 100 di Cosenza vale, sulla carta, quanto un 100 di Milano quando arriva alle graduatorie universitarie o al bonus per i test di ammissione. Dietro quei voti ci sono percorsi valutati con metri molto diversi, ed è questo lo scarto che pesa sulle famiglie del Nord, non l'assenza di dialogo dei docenti.

Sul fronte studenti, il diploma resta la norma: chi arriva all'esame lo passa quasi sempre. Le contestazioni che finiscono al Ministro riguardano quasi sempre il voto, non l'ammissione. Quando il conflitto si sposta sul piano giuridico, la via giudiziaria diventa concreta: nel caso del diploma confermato dal TAR di Milano per uno studente ammesso con riserva il tribunale amministrativo ha dato ragione al candidato, ricordando che l'ammissione, una volta concessa, produce effetti che la scuola non può cancellare a posteriori.

Il ministero pubblicherà entro l'autunno il quadro completo con punteggi finali per regione, provincia e tipologia di scuola. Saranno quei numeri, non le repliche editoriali, a dire se la forbice tra Nord e Sud sui voti massimi sta continuando a crescere oppure si sta finalmente chiudendo dopo anni di divario stabile.

Pubblicato il: 4 agosto 2026 alle ore 07:48