Sono 527.747 gli studenti che oggi 18 giugno hanno aperto la maturità 2026 con la prova scritta di italiano. Il dato nazionale degli ammessi al 96,8% nasconde una spaccatura territoriale netta: in Sardegna il 7,0% degli iscritti all'ultimo anno è stato fermato prima dell'esame, in Molise solo il 2,3%.
I numeri di una platea cresciuta
Rispetto al 2025 i candidati salgono dello 0,6%: erano 524.415. La crescita è guidata dai privatisti, che passano da 13.069 a 14.009 con un +7,2%, mentre gli interni si fermano a 513.738 (+0,5%). La distribuzione per indirizzo conferma il peso dei licei, da soli con 273.959 candidati. Gli istituti tecnici ne raccolgono 167.104, i professionali 86.684. Per gestire le prove sono state attivate 13.996 commissioni, ognuna con un presidente esterno, due commissari esterni e due interni alla scuola. La prova di italiano è uguale per tutti gli indirizzi, dai licei classici agli istituti professionali: sei ore di tempo per scegliere fra sette tracce, suddivise nelle tipologie A (analisi del testo), B (testo argomentativo, con dossier e fonti d'epoca) e C (riflessione critica su un tema di attualità). Tutti i numeri qui citati sono ripresi dal comunicato del Ministero dell'Istruzione e del Merito del 16 giugno.
Dove si è già deciso chi entra in aula
La media nazionale di non ammessi è il 3,2%, ma a livello regionale la forbice va dal 2,3% del Molise al 7,0% della Sardegna. Un maturando sardo ha avuto una probabilità più che doppia di restare fuori dall'esame rispetto a un coetaneo molisano. La Liguria è la seconda peggiore con il 5,5% di non ammessi. In testa per ammissioni, oltre al Molise (97,7%), Veneto (97,3%) e Basilicata (97,2%); subito dietro cinque regioni al 97% tondo: Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia e Marche.
Il quadro è quasi sovrapponibile a quello del 2025, quando la Sardegna chiudeva al 7,1% di non ammessi e la media nazionale stava al 3,5%. Il filtro non si è spostato e non lo applicherà l'esame: la selezione si è chiusa agli scrutini di giugno, sui requisiti di ammissione (media dei voti, frequenza di almeno tre quarti del monte ore, condotta) previsti dal D.Lgs. 62/2017. La cornice normativa è uguale ovunque, l'esito territoriale no. Lo standard di valutazione applicato dalle scuole resta una variabile locale, come emerge anche dalle indicazioni dell'USR Lombardia per la prova di italiano al primo ciclo, in cui l'ufficio regionale fissa paletti operativi sui criteri di predisposizione delle tracce.
Le sette tracce e un esame che conferma più di quanto selezioni
Tra i titoli usciti oggi la tipologia A propone Cesare Pavese con 'Passerò per piazza di Spagna' e Vitaliano Brancati con un passo da 'I piaceri'. La tipologia B include il discorso di Giuseppe Saragat all'Assemblea Costituente del 26 giugno 1946, Piero Bianucci sulla comunicazione scientifica e Frank Furedi sul confine fra generazioni. La tipologia C punta su un articolo di Wenke Husmann uscito su Internazionale e su un brano da 'Alzarsi all'alba' di Mario Calabresi. Domani la seconda prova, specifica per indirizzo. Con un'ammissione al 96,8% e tassi storici di promozione vicini al 99%, l'esame in sé conferma più di quanto decida. È una dinamica trasversale al sistema scolastico: anche l'analisi della prova scritta del concorso DSGA 2025 ha mostrato come la platea effettiva venga decisa già in fase di iscrizione, mentre la struttura della prova scritta del bando DSGA, con sessanta quesiti a risposta multipla, racconta una logica selettiva opposta a quella ampia e nominativa dell'esame di Stato.
La selezione vera, per la maturità 2026, è già stata fatta agli scrutini. Per i 527.747 ammessi le sei ore in aula sono il momento di chiudere il ciclo, non quello in cui si decide chi resta indietro.