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Maturità 2026: 88% promossi agli scritti, ma 17mila esclusi prima

Skuola.net: 88% di sufficienze e 17% col massimo agli scritti. Il vero filtro è alle ammissioni: in Sardegna fuori uno su 14.

L'88% dei maturandi ha già superato gli scritti e il 17% si è preso il punteggio pieno di 40 su 40. L'instant poll di Skuola.net su 861 studenti dipinge una Maturità 2026 dal volto generoso. Il dato che racconta meglio il vero filtro dell'esame di Stato, però, è arrivato prima ancora che i ragazzi entrassero in aula.

I numeri dell'instant poll

Con un massimo di 40 punti complessivi per i due scritti e la sufficienza fissata a 24, l'88% del campione Skuola.net ha raggiunto o superato la soglia. Il dato più visibile è quello delle eccellenze: il 17% degli intervistati ha portato a casa il punteggio pieno, mentre il 39% si è collocato fra 32 e 39 punti e un altro 32% fra 24 e 31. Le insufficienze restano al 12%, su un campione di 861 ragazzi a fronte di oltre mezzo milione di candidati: numeri indicativi, non statisticamente esaustivi. La sensazione raccontata dagli stessi maturandi è che le commissioni non abbiano alzato l'asticella della correzione, e che il primo scritto abbordabile abbia compensato il secondo compito d'indirizzo più ostico, in particolare al liceo scientifico.

Il vero filtro è prima degli scritti, non dopo

La fotografia si capovolge spostando lo sguardo sullo scrutinio di giugno. Secondo il Ministero dell'Istruzione e del Merito, alla Maturità 2026 si sono presentati 527.747 candidati, pari al 96,8% degli scrutinati: restano fuori oltre 17mila ragazzi, il 3,2% degli iscritti all'ultimo anno. Una percentuale in lieve miglioramento rispetto al 3,5% del 2025. Il divario territoriale è marcato. In Sardegna i non ammessi toccano il 7%, oltre 850 studenti su circa 12mila, più del doppio della media nazionale; segue la Liguria al 5,5%. All'estremo opposto Molise (2,3%) e Veneto (2,7%) si confermano le regioni più indulgenti allo scrutinio finale. Una volta varcato lo scoglio dell'ammissione, però, il filtro si scioglie quasi del tutto. Nell'anno scolastico 2024/2025 il Ministero ha registrato il 99,7% di diplomati fra gli ammessi e 13.857 maturandi sono stati premiati con il 100 e lode (2,8%). La distanza fra il 12% di insufficienze rilevate da Skuola.net e lo 0,3% di bocciati a colloquio finito racconta quanto il vero spartiacque dell'esame di Stato sia spostato indietro, allo scrutinio della quinta.

Cosa attende chi è già dentro

Per chi ha superato l'ammissione il colloquio orale resta soprattutto una conferma. La griglia ministeriale assegna fino a 20 punti al colloquio, ai quali si aggiungono i 3 punti di bonus a discrezione della commissione per chi parte da almeno 30 di credito scolastico e 50 punti fra le due prove scritte. Per gli studenti con DSA o BES, il diritto agli strumenti compensativi sancito dal Consiglio di Stato vale anche dentro l'aula d'esame e copre tempi aggiuntivi, mappe concettuali e formulari. Sul piano emotivo, il sollievo che traspare dai social convive con la pressione accumulata in queste settimane: il tema della tutela psicologica dei ragazzi, sollevato anche dall'iniziativa Kota Cares per il contrasto al suicidio studentesco, resta sullo sfondo di un calendario d'esami fra i più compressi degli ultimi anni.

L'esame in un anno di tensioni

Il sistema scolastico in cui questi maturandi si presentano è stato attraversato da mobilitazioni. Le proteste contro l'accorpamento degli istituti nel Lazio hanno tenuto banco per mesi, sollevando dubbi sulla continuità didattica nelle classi quinte coinvolte. Sul fronte calendario, lo scivolamento eccezionale delle prove al giovedì e venerdì ha allungato di un paio di giorni i tempi di correzione: gli orali partono fra il 23 e il 25 giugno nella maggior parte degli istituti.

Per gli oltre 17mila ragazzi esclusi a giugno l'anno si ripete da settembre. Per gli altri 527mila, la statistica dice che la parte più dura dell'esame si è chiusa prima ancora che cominciasse.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 10:19