Il 25% dei maturandi 2026, oltre 131mila ragazzi su un totale di 527.607 candidati, ha comprato un abito nuovo apposta per il colloquio. Il dato emerge da un sondaggio Skuola.net su 500 studenti tra prove scritte e orali: il 68% si presenterà in commissione con un look formale, l'85% prevede una festa fuori dall'aula davanti a parenti e amici. Non è solo moda generazionale: dietro la trasformazione del colloquio in cerimonia c'è una riforma ministeriale che ha cambiato la natura dell'esame.
Dall'armadio al negozio: il dress code della Gen Z all'orale
Skuola.net ha intervistato 500 maturandi nel fine settimana di pausa tra scritti e avvio dei colloqui. Il 43% indosserà un abito formale già in armadio, il 25% lo ha acquistato apposta. Meno di uno su tre, il 32%, sceglie ancora una linea informale. Proiettati sul totale ministeriale di 527.607 candidati, i numeri restituiscono ordini di grandezza concreti: circa 227mila abiti formali ripresi dall'armadio e 132mila acquisti specifici per l'orale, su una platea che frequenta licei (273.854), istituti tecnici (167.136) e professionali (86.617).
Il rito non si esaurisce in commissione. L'85% degli intervistati prevede di celebrare la fine del percorso scolastico davanti a un pubblico: il 40% conta su un vero bagno di folla fatto di genitori, parenti, amici e compagni, mentre il 30% festeggerà senza dettagli definiti. Solo il 15% non ha previsto nulla. Fra i simboli più diffusi, la corona d'alloro un tempo riservata alla laurea è diventata standard anche per i neodiplomati, accanto a spumante e selfie organizzati subito fuori dai cancelli della scuola.
Perché l'orale ora assomiglia davvero a una tesi
Il dress code da cerimonia non è solo una scelta culturale della Gen Z. La nuova Ordinanza ministeriale 54 del 26 marzo 2026 ha riscritto il colloquio: il candidato apre la prova con una riflessione sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum dello studente, e solo dopo si confronta sulle quattro materie selezionate dal ministero, due delle quali coincidono con gli scritti.
Le commissioni d'esame, che quest'anno sono 13.989, sono passate da sette a cinque membri: un presidente esterno, due esterni e due interni. La scena muta è vietata, chi rifiuta di rispondere rischia la bocciatura indipendentemente dai crediti già accumulati. Il colloquio vale fino a 20 punti su 100 ed è valutato con la griglia obbligatoria allegata all'ordinanza. Il discorso introduttivo sul percorso ricorda l'avvio della discussione di tesi, e la struttura più rigida rende il colloquio meno improvvisato di prima.
Cosa cambia per studenti e famiglie
Sul piano economico, gli oltre 130mila acquisti di abito si sommano ai costi residui del quinto anno: gita di classe, che secondo Skuola.net coinvolge il 54% dei maturandi con il 66% di viaggi all'estero, libri ed eventuali ripetizioni. La detrazione fiscale sulle spese scolastiche resta ferma al limite dei 1.000 euro per figlio, e l'abito da cerimonia non rientra fra le voci ammesse.
Per chi affronta il colloquio con strumenti compensativi confermati dal Consiglio di Stato, la riflessione iniziale prevista come momento personale richiede adattamenti specifici: ogni commissione deve riconoscere i piani DSA e BES anche nella parte di apertura del colloquio, non solo nelle domande sulle quattro materie.
Il rito amplificato e il divieto di scena muta alzano l'asticella dell'esposizione personale. Iniziative di prevenzione come l'iniziativa KOTA Cares contro il suicidio tra gli studenti segnalano un aumento del disagio nei mesi finali del percorso, in parallelo a episodi di mobilitazione come la protesta contro l'accorpamento degli istituti nel Lazio: il colloquio da laurea arriva in un momento in cui la pressione sui maturandi è già alta.
Dal 22 giugno gli orali sono partiti in tutto il Paese. La corona d'alloro che spunta fuori dai cancelli, abito nuovo incluso, è il segnale che la Maturità non è più una soglia da varcare in fretta, ma una cerimonia che entrambe le parti, candidati e ministero, stanno preparando con più cura.