L'Associazione Italiana Editori riserva i 100mila volumi dell'edizione 2026 di ioleggoperché alle sole scuole di Calabria, Sardegna e Molise. La scelta combacia con un divario di lettura che ISTAT misura da anni e che AIE prova adesso a colmare.
I numeri della campagna
L'undicesima edizione della campagna nazionale per le biblioteche scolastiche cambia perimetro distributivo. Dal 7 al 15 novembre 2026 chiunque potrà acquistare un libro in una libreria gemellata e donarlo a una scuola iscritta. Ai libri raccolti dai cittadini si sommano come ogni anno 100.000 volumi messi a disposizione dagli editori, ma per la prima volta la dotazione è destinata esclusivamente alle scuole di tre regioni: Calabria, Sardegna e Molise. La ripartizione avverrà in quote identiche tra gli istituti dello stesso grado (infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado), con titoli scelti da AIE in base alla fascia d'età. In dieci edizioni il progetto ha portato 4,5 milioni di libri in oltre metà delle scuole italiane e ha coinvolto, nella sola ultima tornata, 4,2 milioni di studenti.
Il divario di lettura che spiega la scelta
L'Ufficio Studi AIE ha individuato nelle tre regioni i livelli più bassi di attivazione delle scorse edizioni, ma il quadro ISTAT le colloca da anni in fondo alla classifica della lettura. Nel 2023 ha letto almeno un libro per motivi non scolastici il 40,1% della popolazione di sei anni e più, con un divario territoriale di oltre 18 punti: al Nord legge il 47,1%, al Centro il 43,6%, al Sud solo il 28,4%. La Calabria è la regione con la quota più bassa: appena il 24,5% dei cittadini ha aperto un libro nell'ultimo anno. La Sardegna, paradossalmente, è l'eccezione meridionale: con il 38,6% si avvicina ai livelli del Nord. Il Molise resta nella media bassa del Mezzogiorno. Le rilevazioni ISTAT sulla lettura di libri in Italia confermano che la frequenza di lettura cresce con il titolo di studio dei genitori prima ancora che con quello dei figli, e che le tre regioni hanno avuto storicamente meno biblioteche scolastiche attive.
Cosa cambia per le scuole
Per gli istituti il calendario è fissato. Le iscrizioni sulla piattaforma restano aperte fino al 14 ottobre 2026, i gemellaggi con le librerie partono dal 9 settembre e la donazione vera e propria si concentra dal 7 al 15 novembre. L'adesione non comporta costi. Per le scuole di Calabria, Sardegna e Molise cambia il meccanismo distributivo: ogni istituto dello stesso grado riceverà una quota identica di volumi dagli editori, indipendentemente dalle donazioni raccolte tra cittadini. Una rottura del principio 'vince chi mobilita più famiglie' che ha caratterizzato le edizioni precedenti, e che presupponeva comunità scolastiche già attive intorno alla lettura. La selezione dei titoli resta in capo ad AIE: una scelta che altrove ha generato attriti, come nella recente controversia di Buccinasco sulla distribuzione del libro di Veltroni nelle scuole. Il Ministero presenta le biblioteche scolastiche come 'luoghi di formazione, inclusione e cittadinanza', ma il successo della campagna dipende ancora dalla mobilitazione delle famiglie. È un terreno teso: dalle misure di Asti contro le assenze scolastiche ingiustificate al peso dei genitori nei percorsi degli alunni con bisogni educativi speciali, la relazione scuola-famiglia è meno scontata di quanto le campagne nazionali implicitamente suppongano. Donare libri serve, ma serve anche personale che li sappia usare e contesti familiari pronti ad accoglierli.
La piattaforma Ioleggoperché di AIE tirerà i conti a novembre: per la prima volta sarà possibile misurare se la dotazione concentrata su tre regioni produce uno scostamento dalle percentuali ISTAT, o se la donazione di libri resta un gesto simbolico in attesa di interventi strutturali su biblioteche e personale.