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Le ragazze smettono di fare sport a 14 anni: come riconoscere il segnale

ISTAT 2024: il 21,6% delle ragazze abbandona lo sport a 14 anni. Il corso gratuito accreditato MIM insegna ai docenti come riconoscere il disagio.

Tra i giovani tra i 10 e i 24 anni, il 21,6% delle ragazze italiane ha abbandonato lo sport contro il 15,1% dei maschi: è quanto emerge dal Rapporto ISTAT 2024 sulla pratica sportiva in Italia, che misura per la prima volta il divario di genere nell'abbandono. Le ragazze smettono in media a 14 anni, un anno prima dei coetanei maschi. Su questa stessa fascia d'età si concentra il corso gratuito accreditato MIM "Sport per Crescere", realizzato da Fondazione Ospedale Niguarda e Fondazione Patrizio Paoletti con il sostegno di Fondazione Cariplo.

Sport e disagio in adolescenza: il divario di genere nei dati ISTAT 2024

A 11-14 anni il 75,6% dei ragazzi italiani pratica almeno una disciplina sportiva. A 15-17 anni la percentuale scende al 66,1%: quasi 10 punti persi nel passaggio alle scuole superiori. Il calo non è uniforme: tra i 10 e i 24 anni, le ragazze si ritirano con più frequenza (21,6%) rispetto ai maschi (15,1%) e in media un anno prima - a 14 anni, contro i 15 dei coetanei maschili. Sono le stesse ragazze che in questa fascia d'età registrano i tassi più alti di disturbi d'ansia e depressivi rispetto alla popolazione maschile.

L'abbandono sportivo precoce non è solo una questione di sedentarietà. La pratica regolare di uno sport rafforza le reti relazionali tra pari, riduce i sintomi ansiosi e sostiene la regolazione emotiva proprio nelle fasi di sviluppo più delicate. La ricerca condotta dalla Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Niguarda su adolescenti di 11-14 anni ha misurato i legami tra continuità sportiva e indicatori di benessere psicologico: i risultati hanno orientato la progettazione del corso.

Cosa insegna il corso: strumenti validati per riconoscere il disagio

Il percorso "Sport per Crescere" non si limita a descrivere i benefici dell'attività fisica. Insegna a usare strumenti di screening validati scientificamente: il PAQ-A (Physical Activity Questionnaire for Adolescents) per misurare abitudini e frequenza di pratica, e lo SDQ (Strengths and Difficulties Questionnaire) per esplorare le dimensioni emotive e relazionali. Sono gli stessi strumenti impiegati nel progetto pilota avviato nel 2025 nelle scuole del Municipio 9 di Milano, di Bormio e di Livigno.

Secondo la nota tecnica per le istituzioni scolastiche pubblicata dal MIM, il 40% degli adolescenti abbandona l'attivitùà sportiva entro i 14 anni, con ricadute documentate sul benessere psicosociale. Il corso aiuta a riconoscere i segnali precoci: dalla perdita di motivazione all'isolamento progressivo, dal calo di rendimento all'abbandono delle relazioni sociali tipiche di quella fascia d'età. Il contesto familiare, scolastico e sportivo forma un sistema: un docente formato a leggere questi segnali diventa un punto di riferimento prima che si renda necessario un intervento specialistico. Le scuole italiane e il CONI: un modello di collaborazione dimostra come scuola e sport possano costruire interventi integrati a favore degli studenti.

Come funziona il corso e come iscriversi

Il percorso è completamente online, in modalità asincrona, con 16 ore di formazione accessibili dalla piattaforma di Fondazione Patrizio Paoletti. Al termine viene rilasciato un attestato con valore di credito formativo riconosciuto dal MIM. Non ci sono costi: il finanziamento viene da Fondazione Cariplo, con la collaborazione di Regione Lombardia e il sostegno di ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda.

* Destinatari: docenti, insegnanti di educazione fisica, allenatori, trainer sportivi, educatori che operano con adolescenti

* Formato: e-learning asincrono, 16 ore totali

* Attestato finale con credito formativo MIM

* Contenuti: videolezioni, strumenti operativi e materiali scaricabili

L'accreditamento MIM rende il corso valido come aggiornamento professionale a tutti gli effetti. I dati sull'adesione allo sciopero del 4 aprile 2025 mostrano quanto sia teso il rapporto tra personale scolastico e istituzioni: un'offerta formativa gratuita su bisogni educativi reali va in direzione opposta a quella tensione.

Per chi segue le questioni professionali del settore, il confronto tra Gilda e il MIM su bonus e rimborsi per docenti precari ricorda che formazione e retribuzione sono due binari paralleli nella professione docente. Questo corso copre il primo, senza costi e senza burocrazia aggiuntiva.

Il disagio adolescenziale raramente si annuncia. Si riconosce nel ritiro silenzioso da quello che prima motivava - incluso lo sport. Avere strumenti validati per intercettare questi segnali prima che il malessere si consolidi cambia la qualità dell'intervento educativo. La formazione è gratuita, accreditata e accessibile senza prerequisiti.

Pubblicato il: 22 maggio 2026 alle ore 07:54